sabato 13 febbraio 2016

Fwd: Scuola laica è garanzia contro emarginazione e ingerenze, permette lotta alla discriminazione sessuale e di genere

Sul fatto di non fare benedizioni ufficiali all'interno delle pubbliche istituzioni si sono scatenati fulmini di guerra e si alzano le voci che denunciano la guerra alla religione e la disarticolazione delle tradizioni. Forse la risposta migliore a questi allarmi insensati l'ha data il vescovo di Bologna, monsignor Zuppi, in una recente intervista alla radio Vaticana: "Io sarei più cauto. Ci sono segnali di cui bisogna tener conto".

Non è solo questione di conflitto religioso o di tradizioni, le istituzioni educano i cittadini all'uguaglianza e al rispetto solo se, in ogni momento, si pongono il problema di come rendere effettiva e reale questa uguaglianza secondo l'articolo 3 della Costituzione. È inaccettabile, come qualcuno propone, emarginare bambini solo perché i loro genitori sono di religione diversa da quella cattolica o perché non vogliono imposizioni religiose sui loro figli. Tra l'altro molto speso le posizioni di matrice religiosa sostengono la disuguaglianza e la discriminazione, che le donne devono avere un certo ruolo e gli uomini un altro, che la scienza deve cedere il passo alla religione, che ci sono orientamenti sessuali e affettivi sbagliati e così via, un tipo di lezione che non molti genitori vorrebbero fosse impartita ai loro figli.

Chi desidera che i figli ricevano una benedizione conforme alla religione dei genitori può rivolgersi alle parrocchie, che ricevono fondi comunali (di solito il 7% degli oneri di urbanizzazione) e statali (un miliardo di 8x1000), così come ne ricevono per complessivamente un miliardo di euro gli insegnanti di religione nella scuola pubblica, malgrado il fatto che siano sempre meno i partecipanti. Possono anche rivolgersi ai religiosi ospedalieri pagati coi soldi delle ASL, solo nella nostra regione oltre 2 milioni di euro.

Tra l'altro si tratta di una religione che ancora sostiene che il riconoscimento legale per le famiglie omosessuali è un pericolo per la società, malgrado l'esperienza di quasi tutti gli altri Paesi d'Europa e America. Una posizione che fa ricadere sui figli giudizi che minano proprio la loro serenità. Certamente ci sono religiosi che hanno posizioni più sfumate, e quindi anche nel caso delle famiglie omogenitoriali religiose le benedizioni devono essere fatte in libertà e dove si crede, rispettando il sentire del nucleo famigliare.

Le sedi istituzionali infatti sono il simbolo dell'universalità della democrazia e dell'uguaglianza, un valore che deve essere salvaguardato e anzi sostenuto attivamente. Un valore che va insegnato a cittadine e cittadini di domani affinché possano sentirsi parte di valore del nostro Paese indipendentemente da quali sono i loro orientamenti nella sfera religiosa o in qualsiasi altra sfera.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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venerdì 12 febbraio 2016

Per San Valentino la festa degli innamorati sia per tutti, perché l'amore non fa differenze

Presto sarà San Valentino, anche quest'anno le coppie di innamorati saranno protagoniste. È una festa bellissima che scalda i cuori di tutti, anche di quelli che innamorati non sono perché mostra un mondo che, malgrado tutto, è ancora capace di amare e di amarsi.

Anche quest'anno molti locali, pub ristoranti discoteche, come anche Trenitalia ha fatto, faranno offerte speciali per i loro clienti innamorati. Tra questi innamorati ci saranno anche molte coppie e famiglie omosessuali, in questi giorni al centro della scena anche grazie ai nastri "Rainbow" indossati a Sanremo da molte e molti partecipanti e dalla discussione in coso sulle Unioni civili. Mai come quest'anno l'amore gay e lesbico ha invaso giornali e TV con ed è protagonista di una rivoluzione culturale di libertà e di alto sentimento.

Ci piacerebbe che gli esercenti dichiarassero che le loro proposte per San Valentino sono per tutti, anche quindi esplicitamente per le coppie omosessuali, e che magari esponessero un segno "rainbow" per fare il tifo per il riconoscimento di pari diritti e non solo della pari dignità, visto che la proposta di legge Cirinnà è proprio in questi giorni in discussione al Senato.

Accogliere a braccia aperte e senza distinzioni chi vive l'amore fa bene a tutti, perché una società che non rispetta l'amore non può avere futuro. Rimini e Riccione, titolari della tradizione di sogni vacanzieri di milioni di persone nel mondo con il loro mito estivo di accoglienza e di sensualità, non hanno che da guadagnare dal mettersi in prima linea con l'enfasi sull'accoglienza di chi si ama mostrando chiaramente e senza ambiguità che ogni tipo di amore è benvenuto e ben accetto, e che dalle nostre parti non c'è spazio per l'odio discriminatorio.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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