giovedì 10 dicembre 2015

Cineforum Arcigay Rimini. Venerdì primo appuntamento con C.R.A.Z.Y.

Anche per quest'anno Arcigay "Alan Turing" ha organizzato una serie di visioni di film a tematica LGBT (lesbica, Gay, Bisessuale e Transessuale).

La proiezione sarà al centro RM25 Venerdì 11 dicembre alle ore 21. Ingresso libero.

Il primo film sarà C.R.A.Z.Y., un film di Jean-Marc Vallée. Con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Émile Vallée, Pierre-Luc Brillant. Durata 125 min. - Canada 2006. Musiche di David Bowie.

Il titolo del film fa riferimento alle iniziali dei nomi dei cinque fratelli protagonisti della pellicola: Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan. Un altro riferimento è alla canzone "Crazy" di Patsy Cline, della quale il padre è follemente innamorato.

Zachary Beaulieu cresce nella turbolenta Québec degli anni sessanta e settanta. Quarto di cinque fratelli, compirà un viaggio che lo porterà alla ricerca della propria sessualità e a farsi accettare dal suo omofobo padre.

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404

lunedì 7 dicembre 2015

Riccione e gli sfratti alle associazioni. La sindaca Tosi incontra Arcigay alla manifestazione e ci accusa di uso privatistico degli spazi che secondo lei occupavamo "senza titolo". Mentre l'assessore Galli va al convegno omofobico ospitato dal comune, la sindaca si rifiuta di dichiararsi contro l'omofobia perché, dice, "Non la riguarda" (... ma riguarda migliaia di riccionesi)

Oggi si è svolta, davanti al Comune di Riccione, la restituzione simbolica delle chiavi delle sedi da parte di Arcigay Rimini e Arcipelago Ragazzi (alla presenza anche della CGIL e con l'appoggio di Arci). Al nostro invito la sindaca Tosi ci ha raggiunti all'esterno del municipio, e finalmente per la prima volta ha ritenuto di incontrarci. "Finalmente" perché il Comune non ci ha solo tolto la sede, ma ha cercato pubblicamente di toglierci la dignità, quindi era necessario che l'incontro fosse pubblico.

Dopo averci accusato di aver usato privatisticamente delle strutture pubbliche, ha giustificato il comportamento della sua amministrazione dicendo che glielo impone la Corte dei conti. La cosa è falsa perché è nella piena facoltà dei comuni (legge 383/2000) dare spazi a titolo gratuito alle associazioni di promozione sociale come la nostra, se hanno problemi con la Corte non è certo per causa nostra. E comunque non solo non abbiamo mai preteso la gratuità, ma ci eravamo pure detti disponibili a compartecipare alle spese fin dall'aprile scorso.

La sindaca pretende da noi un rendiconto delle nostre attività per giustificare la nostra presenza sul territorio. Basti dire che in quella sede conducevamo colloqui con persone disperate che abbiamo cercato di sostenere. Non molti sanno che a Riccione c'è stato il suicidio di almeno un ragazzo per ragioni di omofobia; noi speriamo di essere riusciti a scongiurarne altri. Se questa funzione sociale non è sufficiente per giustificare la nostra presenza c'è da chiedersi quanto veramente pro vita sia la sua amministrazione.

Nelle settimane in cui veniamo buttati fuori e mentre si cerca di insinuare l'inutilità della nostra funzione sociale, il Comune ospita al Palazzo del turismo il convegno omofobo di un'associazione nota per dire che la violenza omofobica non esiste e che comunque andrebbe punita meno delle violenze su base razziale o religiosa. La presenza benaccolta a questo convegno omofobo dell'assessore Galli, responsabile perdipiù degli spazi dai quali siamo stati esclusi, è un fatto di gravità estrema. L'assessore ha perfino negato di avervi partecipato, ma molti l'hanno vista. Abbiamo perciò chiesto alla sindaca di dichiararsi contro l'omofobia (che il presidente Mattarella ha definito "una disumanità") ma si è fermamente rifiutata di farlo, per lo meno in quella sede, sostenendo che è una cosa che non la riguarda. Purtroppo è una cosa che riguarda migliaia di persone della comunità che amministra, e farebbe meglio a capire che il benessere delle persone dovrebbe essere al primo posto dei pensieri di qualsiasi buon amministratore.

Vedremo il bando e parteciperemo solo se non sarà umiliante, se i criteri saranno oggettivi e soprattutto se considererà le necessità specifiche, perché ci rifiutiamo di essere strumentali a questi atteggiamenti autoritari ed escludenti. La dignità e il riconoscimento fanno sentire a casa, non i muri di una sede.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" provinciale di Rimini


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