martedì 27 ottobre 2015

Santarcangelo. Matteo Montevecchi, consigliere comunale di FdI, usa la censura per nascondere la propria malafede

Anche a Santarcangelo è andata in scena recentemente la ridicola barzelletta della "ideologia gender", la quale (secondo gli allarmisti alla Montevecchi) vorrebbe trasformare i bambini in esseri indefiniti. Addirittura si sostiene che questo avverrebbe con l'obbligo del decreto sulla "Buona scuola" recentemente approvato.

L'infondatezza di queste posizioni è evidente in sé, tanto più che quella mozione è stata respinta tra "risate e sfottò", per usare le appropriatissime parole dello stesso Montevecchi. Il suo intervento è stato filmato e postato su Facebook e dimostra come il Consiglio comunale di Santarcangelo sia riuscito a non farsi trascinare nel ridicolo.

Ho cercato di commentare su quel video in controtendenza ai commenti presenti e il Consigliere mi ha sfidato ad argomentare. Facile rispondere con le dichiarazioni di vari Ordini regionali degli psicologi, del consiglio nazionale dell'Ordine, dell'Associazione italiana di psicologia che affermano l'insussistenza della cosiddetta "ideologia gender"; perfino l'ufficio scuola della diocesi di Padova ha preso le distanze da questo allarmismo ingiustificato.

Peccato che le mie risposte siano semplicemente state censurate (come si può verificare qui: https://www.facebook.com/MatteoMontevecchiUfficiale/videos/947277248661848/ ). Questo dimostra in modo lampante la profonda malafede del suo comportamento, utile solo a guadagnargli visibilità minando la fiducia di giovani e famiglie nei confronti della scuola pubblica, un atteggiamento profondamente irresponsabile che arreca danni soprattutto a quei e quelle giovani che sostiene di voler difendere. Questo comportamento spiega anche perché gli unici commenti presenti sulla sua pagina sono sperticate lodi: banalmente perché quelli discordanti vengono rapidamente cancellati, un comportamento davvero incomprensibile da parte sua che non più tardi di un mese fa denunciava un "vergognoso il metodo di censura" nei suoi confronti.

Ma non voglio credere che Matteo Montevecchi sia così privo di argomenti da voler ricorrere solo alla comoda censura delle opinioni discordanti. Mi offro quindi a sostenere con lui un pubblico dibattito dove gli argomenti dell'una e dell'altra parte potranno essere esposti con chiarezza davanti alla cittadinanza. Essendoci in gioco la serenità di giovani e famiglie, sarebbe opportuno che ognuno si prendesse la sua responsabilità nei confronti della società.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404

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