sabato 10 ottobre 2015

Coming Out Day, 11 ottobre. Arcigay Rimini lo festeggia a Ravenna con le "tradizionali famiglie omo-romagnole" e le "Tagliatelle in piedi" pastafariane.

Dal 1988 e con crescente coinvolgimento le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) l'11 ottobre di ogni anno festeggiano il "coming out day", cioè il giorno in cui si dichiara pubblicamente la propria identità (da non confondersi con l'"outing" che è il rivelare l'omosessualità di qualcuno che la vuole tenere nascosta). L'espressione significa "uscire", e nasce dal modo di dire americano "uscire dall'armadio", cioè smettere di nascondersi. È un momento importante perché essere se stessi pubblicamente significa rivendicare il proprio posto nella società con fierezza e dignità. 

Arcigay Rimini lo festeggia in trasferta a Ravenna, in occasione di due eventi organizzati dal gruppo "Over the rainbow" di Lugo-Ravenna.
- Convegno sulle famiglie omogenitoriali cui parteciperanno componenti di famiglie omosessuali con figli intitolato "Tradizionali famiglie omo-romagnole", patrocinato dal Comune di Ravenna. Verrà letto il messaggio della mamma di uno degli organizzatori (vedi allegato).
- Manifestazione in piazza del popolo per tutte le famiglie, con la partecipazione della Chiesa Pastafariana Romagnola con le loro "Tagliatelle in piedi"

Esistono esseri che manifestano in piazza contro i diritti e la dignità delle persone LGBT, come appunto succederà a Ravenna lo steso giorno. La miseria di tanto odio non merita attenzione, ma merita di essere mostrata la naturalezza e la dignità delle centinaia di persone LGBT (e dei tanti loro amici e amiche eterosessuali che ci saranno) che quel giorno vorranno dire a tutti quanto sono orgogliose di vivere ciò che sono a viso aperto, festosamente e con allegria.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" comitato provinciale per Rimini e Forlì-Cesena


La campagna nazionale di Arcigay: http://www.comingoutday.it/
In allegato il volantino dell'evento ravennate.

La lettera della madre di Diego Corazza che verrà letta durante il convegno:

e niente... poi trovi tua madre che ti scrive questa lettera e il tuo cuore riprende a battere e il mondo diventa colorato

...Ciao, è tua mamma che ti parla e a questo punto della vita ho deciso di fare coming-out, forse avrei dovuto farlo prima, ma sono una mamma fra le tante , che non si distingue dalla massa e scompare fra la mischia, non sono tra quelle mamme che al sapere dell' omosessualita' del figlio ha festeggiato a tarallucci e vino , non sono fra quelle mamme che lo hanno sempre saputo e non vedevano l'ora di poterlo dire pubblicamente a tutti e non siamo ancora quella famiglia dove le feste comandate si passano con il fidanzato del figlio la nonna e i nonni, mi dispiace. 
Sono una mamma che si e' trovata spiazzata di fronte alla tua rivelazione di essere gay, e alla domanda : Vorresti un figlio gay avrei risposto?NO.
Ricordo ancora quel giorno non avevi ancora di 18 anni, ricordo il tuo abbraccio, ricordo il tuo pianto liberatorio: Mamma sono gay!.
Ricordo le lunghe chiacchierate serali nelle quali io facevo tante domande e cercavo di convirceti del contrario e ogni tua indecisone era per me fonte di speranza.
Ti ho convinto ad affrontare un percorso di psicoterapia. (di questo ne vado fiera perche' comunque ti ha aiutato ad avere le idee piu' chiare su te stesso)
Il babbo per tua volonta'era all' oscuro di tutto, mi chiedesti di promettere che non gli avrei detto nulla e cosi' ho fatto, per 2 lunghi anni.
Ho odiato tuo babbo perche' non si e' accorto di nulla, del disagio, delle tristezze, dei miei occhi gonfi e delle nostre chiacchierate nascostre.
Poi la rabbia, il senso di d'ingiustizia e di colpevolezza, ho pianto e ho pregato perche' non fosse vero," non a me doveva succedere", ti odiato e maledetto ho cercato la mia responsabilità nell'origine della tua omosessualità ed i mezzi per rimediare.
Ho messo in causa l'educazione: forse ero troppo permissiva avrei dovuto vietarti di giocare con le bambole!!! Ma no, tu poi le smontavi non giocavi come fanno le femmine " .
Ti travestivi da femmina quando giocavi con tua sorella e tua cugina!!!" Si ma erano solo gioghi"." 
Un turbine ossesivo di domande mi teneva sveglia di notte, ero sola, sola con la mia disperazione e le mie lacrime e pregavo che Gesu' facesse un miracolo, ne aveva fatti tanti. Perche' non avrebbe dovuto ascoltare la mia richiesta??."No, a me no, questo a me non doveva capitare"." Come faro' adesso quando tuo babbo lo impara e tuo nonno, che teneva tanto a un nipote maschio e a tuo nonno che tanto di chiesa"???
" No!, Gesu' fai un miracolo ti pregoooo!!!!! Non a me doveva capitare?"
Non con costanza frequento la Chiesa, la domenica di Pasqua mi reco alla mia parrocchia per santificare la festa, mi confesso. 
Al di la' del confessionale vi e' un sacerdote di colore al quale racconto i miei tormenti e per risposta lui mi disse aiuta tuo figlio perche' soffre tu devi essere come Maria ai piedi della croce.
Piansi, era un pianto liberatorio, Gesu' aveva fatto il miracolo.
Adesso si che ci sono, mi sento leggera ,forte, ti voglio bene un sacco di bene, non mi importa niente di come sei. Sei e basta! Non mi importa di cosa dice la gente! Dei giudizi di persone che non meritano la mia attenzione. Viaa!!!! Pussa via!!!!
Ti voglio bene e mi sento mamma piu' mamma di prima Gesu' ha fatto il miracolo.
Mi sono chiesta come ti sei sentito, un ragazzino che all'alba della sua adolescenza fa pensieri diversi, sente pulsioni diverse da quello che e' la normalita' sessuale, si pone mille domande, viene assalito da tante paure, vorresti parlarne ma non puoi, non ancora.
Magari ti rigiravi nel letto la sera e prima di dormire facevi i conti con la tua paura di essere diverso, di non essere accettato dai tuoi genitori, soprattutto da tua mamma, magari dai compagni, a scuola , dagli amici, la paura di un giudizio superiore che in qualche modo ti avrebbe guardato dentro e cacciato via. Eppure sono proprio stata io la prima confidente, del tuo segreto..
Grazie, ora ti ringrazio per essere stata la prima perche' mi sento piu' mamma. 
Ed ora sono fiera di avere un figlio come te che non ha piu' paura di se stesso che lotta.
Che sa amare e amarsi . 
Ho capito che non esistono colpe e chi ti ama è pronto ad accoglierti senza chiederti cosa, ma solo chi sei. 
Ti voglio bene
Adesso sei pronto per uscire allo scoperto e lo sono anch'io , anche se fa paura, anche se inquieta, lotta e lottiamo
Non voglio sentire mai piu' la parola diversi, diversi da cosa?
Poi, se si penso che tu debba avere meno diritti di qualcun altro, perche' la deciso un tuo pari sono anche disposta ad incazzarmi. Basta incasellare, catalogare: le donne, gli omosessuali, i divorziati, i diversamente abili, i ciechi, i malati……..
Uomini……… semplicemente uomini !!!
Annalisa

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404



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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404

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