giovedì 23 luglio 2015

Famiglie omosessuali "quasi" riconosciute a San Marino, tra chiaroscuri e buona volontà

Anche San Marino, l'antica terra della libertà, fa un passo per allinearsi al contesto civile dei paesi che ormai in tutto il mondo occidentale hanno riconosciuto, in qualche forma, le famiglie omosessuali. La formula usata della convivenza "more uxorio" rivela la difficoltà di una componente politica ancora zavorrata da pregiudizi di natura moralistica e perfino lessicale.

Bisognerebbe incominciare a dire chiaramente che quelle composte da persone omosessuali sono famiglie, perché covano nel loro progetto di vita quegli aspetti di impegno verso la comunità e di partecipazione ai doveri sociali connaturato primigeniamente al concetto naturale di famiglia, che è mutato nei millenni e che continua a evolversi.

Per certi versi il riconoscimento sammarinese al partner straniero corrisponde alla circolare Severino che riconosce i matrimoni omosessuali celebrati all'estero come base per il rilascio del permesso di soggiorno in Italia, ed è per questo che è quantomai opportuno che i sindaci, compreso quello di Rimini Andrea Gnassi, trascrivano nelle proprie anagrafi questi atti di matrimonio, perché è un gesto di rispetto e un dovere civico che viene ormai imposto da svariati tribunali.

Oggi San Marino, pur con i chiaroscuri di una formulazione camuffata e parziale, cerca di fare un passo avanti e così facendo supera l'Italia che invece è arenata in Parlamento schiava di politici neo-medievali che per puro e residuale consenso elettorale umiliano e limitano la vita di milioni di persone. Vorremmo che tutte le famiglie omosessuali sammarinesi comincino a definirsi, al di là dei termini della legge, "marito e marito" oppure "moglie e moglie", perché è solo così che la cultura cambierà e potranno avere leggi che le riconosceranno pienamente.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404

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