giovedì 10 dicembre 2015

Cineforum Arcigay Rimini. Venerdì primo appuntamento con C.R.A.Z.Y.

Anche per quest'anno Arcigay "Alan Turing" ha organizzato una serie di visioni di film a tematica LGBT (lesbica, Gay, Bisessuale e Transessuale).

La proiezione sarà al centro RM25 Venerdì 11 dicembre alle ore 21. Ingresso libero.

Il primo film sarà C.R.A.Z.Y., un film di Jean-Marc Vallée. Con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Émile Vallée, Pierre-Luc Brillant. Durata 125 min. - Canada 2006. Musiche di David Bowie.

Il titolo del film fa riferimento alle iniziali dei nomi dei cinque fratelli protagonisti della pellicola: Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan. Un altro riferimento è alla canzone "Crazy" di Patsy Cline, della quale il padre è follemente innamorato.

Zachary Beaulieu cresce nella turbolenta Québec degli anni sessanta e settanta. Quarto di cinque fratelli, compirà un viaggio che lo porterà alla ricerca della propria sessualità e a farsi accettare dal suo omofobo padre.

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lunedì 7 dicembre 2015

Riccione e gli sfratti alle associazioni. La sindaca Tosi incontra Arcigay alla manifestazione e ci accusa di uso privatistico degli spazi che secondo lei occupavamo "senza titolo". Mentre l'assessore Galli va al convegno omofobico ospitato dal comune, la sindaca si rifiuta di dichiararsi contro l'omofobia perché, dice, "Non la riguarda" (... ma riguarda migliaia di riccionesi)

Oggi si è svolta, davanti al Comune di Riccione, la restituzione simbolica delle chiavi delle sedi da parte di Arcigay Rimini e Arcipelago Ragazzi (alla presenza anche della CGIL e con l'appoggio di Arci). Al nostro invito la sindaca Tosi ci ha raggiunti all'esterno del municipio, e finalmente per la prima volta ha ritenuto di incontrarci. "Finalmente" perché il Comune non ci ha solo tolto la sede, ma ha cercato pubblicamente di toglierci la dignità, quindi era necessario che l'incontro fosse pubblico.

Dopo averci accusato di aver usato privatisticamente delle strutture pubbliche, ha giustificato il comportamento della sua amministrazione dicendo che glielo impone la Corte dei conti. La cosa è falsa perché è nella piena facoltà dei comuni (legge 383/2000) dare spazi a titolo gratuito alle associazioni di promozione sociale come la nostra, se hanno problemi con la Corte non è certo per causa nostra. E comunque non solo non abbiamo mai preteso la gratuità, ma ci eravamo pure detti disponibili a compartecipare alle spese fin dall'aprile scorso.

La sindaca pretende da noi un rendiconto delle nostre attività per giustificare la nostra presenza sul territorio. Basti dire che in quella sede conducevamo colloqui con persone disperate che abbiamo cercato di sostenere. Non molti sanno che a Riccione c'è stato il suicidio di almeno un ragazzo per ragioni di omofobia; noi speriamo di essere riusciti a scongiurarne altri. Se questa funzione sociale non è sufficiente per giustificare la nostra presenza c'è da chiedersi quanto veramente pro vita sia la sua amministrazione.

Nelle settimane in cui veniamo buttati fuori e mentre si cerca di insinuare l'inutilità della nostra funzione sociale, il Comune ospita al Palazzo del turismo il convegno omofobo di un'associazione nota per dire che la violenza omofobica non esiste e che comunque andrebbe punita meno delle violenze su base razziale o religiosa. La presenza benaccolta a questo convegno omofobo dell'assessore Galli, responsabile perdipiù degli spazi dai quali siamo stati esclusi, è un fatto di gravità estrema. L'assessore ha perfino negato di avervi partecipato, ma molti l'hanno vista. Abbiamo perciò chiesto alla sindaca di dichiararsi contro l'omofobia (che il presidente Mattarella ha definito "una disumanità") ma si è fermamente rifiutata di farlo, per lo meno in quella sede, sostenendo che è una cosa che non la riguarda. Purtroppo è una cosa che riguarda migliaia di persone della comunità che amministra, e farebbe meglio a capire che il benessere delle persone dovrebbe essere al primo posto dei pensieri di qualsiasi buon amministratore.

Vedremo il bando e parteciperemo solo se non sarà umiliante, se i criteri saranno oggettivi e soprattutto se considererà le necessità specifiche, perché ci rifiutiamo di essere strumentali a questi atteggiamenti autoritari ed escludenti. La dignità e il riconoscimento fanno sentire a casa, non i muri di una sede.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" provinciale di Rimini


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sabato 28 novembre 2015

Sfratto associazioni di Riccione. Risultato conferenza stampa Arcigay, Arci, CGIL,CRI, Laratatuia (Arboreto Cicchetti), Casadei, Ubaldi, Venerandi e Tasini del PD.

Oggi si sono riunite in conferenza stampa alcune associazioni, organizzazioni e cooperative operanti a Riccione per denunciare il tentativo di eliminarle dal tessuto associativo e culturale cittadino. Il Comune di Riccione ha infatti, senza tanti riguardi, mandato lettere di sfratto a moltissime associazioni ospitate a vario titolo in spazi comunali.

Alla conferenza stampa erano presenti Marco Tonti (Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini), Massimo Spaggiari (Arci provinciale), Lamberto Zani (CGIL Riccione), Nuccia Ugolati (Comitato a favore dell'uso sociale del palazzo della CGIL), Nadia Farina della cooperativa sociale Laratatuia gestore del ristorante La Serra nell'Arboreto Cicchetti, la Croce Rossa Italiana con un messaggio scritto del Commissario Provinciale Daniele Marano, William Casadei Consigliere comunale PD di Riccione, Fabio Ubaldi capogruppo PD in Consiglio comunale, Omar Venerandi e Maxi Tasini del direttivo del PD di Riccione.

"Le associazioni restituiscono al territorio, attraverso il volontariato, molto più di quanto può valere un affitto per fare cassa. Noi quest'anno proprio perché ci è mancato il terreno sotto ai piedi non siamo stati in grado di fare campagne in vista del 1 dicembre, giornata mondiale contro l'AIDS.", ha dichiarato Marco Tonti. "La spiegazione del fatto che prima decine di associazioni vengono messe per strada e solo dopo, e chissà quando, si farà il bando ha come unica spiegazione che hanno già deciso che non rientreranno più. Qualsiasi speranza che attraverso il bando ci possa essere un qualsiasi rientro in quegli spazi da parte delle associazioni che ora li occupano è quindi come minimo improbabile. Nel nostro caso il rischio è che il Sindaco abbia voluto inoltre dare una svolta omofobica alla cultura riccionese", continua il presidente di Arcigay, "visto che ospiterà in un luogo prestigioso come il palazzetto del turismo Gianfranco Amato, uno dei sostenitori delle più becere e vergognose ideologie omofobiche e discriminatorie. Vorremmo che il sindaco dichiarasse chiaramente che considera l'omofobia una piaga sociale e che metterà il massimo dell'impegno per contrastarla."

"Il fatto per delle associazioni di fare attività a pagamento, stigmatizzato dal sindaco Tosi," ha dichiarato Massimo Spaggiari, "va distinto dallo scopo di lucro. La compartecipazione alle spese è la caratteristica fondamentale delle attività del terzo settore, una ricchezza sociale che produce compagnia e solidarietà e che va assolutamente tutelata. Inoltre questi spazi, pagati dalla comunità, ora che sono vuoti sono inutili e sarebbe il caso che il sindaco giustifichi questo spreco di risorse."

Lamberto Zani e Nuccia Ugolati hanno ricordato come il palazzo della CGIL sia stato costruito con sacrifici e lavoro dei lavoratori riccionesi, e chiedono che il comune da una parte consideri l'opzione di venderlo alla CGIL (giacché è un simbolo del sacrificio di centinaia di persone che intendono proteggere), o in alternativa, come chiede la petizione di sensibilizzazione, che venga usato esclusivamente per scopi sociali e quindi mantenuto al servizio della comunità come ora.

"Quando siamo arrivato all'Arboreto Cicchetti, "racconta Nadia Farina, "c'erano i lupi. Con grandi sacrifici abbiamo ripristinato un'area selvatica e l'abbiamo attrezzata a nostre spese in una prospettiva collaborazione a lungo termine. Ora i nostri sforzi, non solo economici ma anche umani, vengono del tutto ignorati e temiamo che quell'area, che oggi grazie ai nostri sforzi è diventata una delle più belle della città, venga convertita in una mera attività commerciale."

"Abbiamo bisogno di realtà plurali e diverse sul territorio, che possano essere espressione della diversità delle nostre Comunità in cui, ognuno di noi nel proprio ruolo e ambito, ha delle responsabilità. Questo senso di responsabilità deve poter garantire ed agevolare l'esistenza di servizi ed associazioni sul territorio che siano ricettive di più bisogni plurali e diversi, che possano garantire supporto e sostegno a chiunque ne faccia richiesta nel rispetto delle reciproche differenze e della dignità umana. Croce Rossa Italiana sarà sempre al fianco di qualunque persona sia in condizioni di disagio, difficoltà, sofferenza e vulnerabilità." scrive nel suo intervento il Commissario Provinciale della Croce Rossa Italiana Daniele Marano (completo in allegato).

"Faremo un sit-in di restituzione simbolica delle chiavi," incalza Marco Tonti presidente di Arcigay, "proprio davanti al palazzo del comune. lo faremo coi 'lucchetti dell'amore' per simboleggiare che malgrado la brutalità e la strumentalità degli sfratti questa amministrazione non avrà il nostro rancore e quindi restituiremo le chiavi 'con tanto amore per Renata'. Continueremo come sempre a fare le nostre attività e non ci faremo intimidire né umiliare dall'autoritarismo dimostrato. Tutte le associazioni che intendono dimostrare il loro disagio per queste modalità sono invitate a partecipare a questa protesta 'soft' ma significativa, per far capire a questa amministrazione che sta facendo un grosso dispetto soprattutto ai riccionesi, i quali rischiano di pagare colpe non loro. Annunceremo a breve il giorno e le associazioni interessate possono contattarci all'email rimini@arcigay.it ".

William Casadei ha sottolineato l'importanza del tessuto associativo per questa città e ha sottolineato e ha riconosciuto l'importanza, anche simbolica ma non solo, dell'avere queste associazioni a Riccione. "Sono preoccupato per la piega che stanno prendendo le cose," ha dichiarato, "e spero che la giunta si renda conto dei danni che sta infliggendo alla comunità riccionese, danni che saranno evidenti a medio termine, e che allora sarà difficilissimo recuperare. In consiglio comunale io stesso", continua il consigliere PD, "ho richiesto al sindaco di adottare un atteggiamento diverso, di convocare le stesse associazioni e spiegare cosa stava succedendo. Nulla di tutto questo è successo, e anzi hanno poi spedito gli sfratti senza parlare con nessuna di loro."

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lunedì 23 novembre 2015

"La sfida del gender", associazione Itaca per la formazione psicologica parteciperà con Arcigay Rimini e l'appoggio di AltraPsicolgia E-R all'incontro di Padre Carbone dopo l'imbarazzante incidente del Meeting di CL

Con grande interesse siamo venuti a sapere che Padre Carbone, che in occasione del Meeting di CL già si era distinto per opinioni poco ortodosse, parlerà a un incontro pubblico sulla nota teoria pseudo-scientifica che popolescamente viene chiamata "gender". Infatti dopo aver sostenuto l'imbarazzante idea che "le coppie omosessuali sono più esposte a malattie cardiovascolari e suicidio" gli organizzatori di CL annullarono, persino loro comprensibilmente imbarazzati, tutti gli incontri di Padre Carbone.

Noi di Arcigay "Alan Turing" di Rimini siamo perciò molto curiosi di conoscere quali nuove posizioni sosterrà Padre Carbone sui nostri temi (e sul nostro sistema cardiocircolatorio) nel dibattito pubblico di martedì 24 alle 21.15 nella sala della parrocchia S. Giuseppe al Porto, in via Gulli. Gli offriamo anche la consulenza scientifica del nostro comitato, dato che il Presidente è dottore di ricerca in psicologia psicodinamica e la Vicepresidente, Elena Angelini, è sociologa e segretaria nazionale della Società italiana di sociologia. Sarà con noi anche la psicologa Diana Vannini in rappresentanza dell'associazione psicoanalitica Itaca che si occupa del benessere psicologico di giovani e adolescenti. La nostra presenza è appoggiata (nella persona del dott. Maurizio Cottone) anche da AltraPsicologia, associazione professionale afferente all'Ordine degli psicologi. Capiamo che interpretare statistiche e numeri non è da tutti (e Padre Carbone, notoriamente, ha già commesso questo peccato di superbia) quindi offriremo il nostro contributo alla corretta interpretazione di teorie psicologiche e risultati statistici, a esclusivo vantaggio dei presenti.

Siamo certi che Padre Carbone sarà così sicuro delle sue ragioni da non disdegnare il nostro contributo al dibattito in un'ottica di confronto e di arricchimento reciproco. Ci presenteremo indossando i nostri simboli, ma con la consapevolezza di essere in casa d'altri (anche se le parrocchie sono finanziate con soldi dello Stato e del Comune, cioè anche nostri). Siamo infatti certi che chi è convinto delle proprie idee non avrà problemi a includere nel dibattito altre persone competenti e con titoli accademici riconosciuti.

In ogni caso ci metteremo a disposizione di tutti i presenti a margine dell'incontro per rispondere a eventuali domande.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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giovedì 12 novembre 2015

SuperMontevecchi a Santarcangelo: quando la brama di visibilità annebbia la vista e il senso del ridicolo della politica di terz'ordine

Negli scorsi giorni c'è stato a Santarcangelo la Fiera di San Martino, una grande festa di piazza e una tradizione che ogni anno si ripete Quest'anno è stato invitato da uno dei comitati il "Fuera", ormai storico locale LGBT della riviera. Un locale famoso per i suoi spettacoli scanzonati e divertenti fatti da drag queen di fama nazionale.

Il consigliere Montevecchi di FdI di Santarcangelo non poteva perdere questa ghiotta occasione di strumentalizzazione. Come ci fa sapere non era nemmeno alla festa della città che rappresenta in Consiglio comunale, ma ha rimediato subito correndo a verificare il grande pericolo. Lui stesso riferisce che c'era una festa divertente con tanti bambini e bambine che si divertivano, portati lì dalle loro famiglie che non erano minimamente preoccupate e anzi pure loro si divertivano. 

Fortuna che è arrivato SuperMontevecchi a denunciare il pericolo orrendo di bambini che osano divertirsi con un uomo vestito da donna (come si travestirono anche, così per dire, Patrick Swayze e Wesley Snipes... anche loro temibili propagandisti "gender" ?). Se comprasse un nuovo dizionario abbandonando quello seicentesco coevo alla sua visione del mondo scoprirebbe che è esattamente quello che fa una "drag queen", cioè fare spettacoli "en travesti" che sono di ben lunga tradizione senza che nessuno ci vedesse mai scandalo. La "voce dell'innocenza dei bambini" (parole sue) era quindi non solo vera, ma pure molto più informata e matura di lui.

SI scandalizzerà anche di sapere che fino al 1800 negli spettacoli e opere teatrali anche le parti femminili erano molto spesso interpretate da maschi, scandalo scandalo! Allarme gender! Non pare tuttavia che questo abbia particolarmente intaccato la stabilità sociale e il benessere dei giovani, come SuperMontevecchi il difensore dei bambini oggi denuncia.

Insomma, pare di capire che sapere la storia e non deformare la realtà siano optional per politici di partitini di terz'ordine, i quali direbbero che la terra è quadrata pur di avere un minimo di visibilità. In questo caso lo fa infamando un'attività artistica che è stata apprezzata soprattutto da bambine, bambini e dalle loro famiglie.

Forse con questo terribile "complotto gender" che vede in tutti gli angoli (e pure sotto al letto sospettiamo) ha paura di trovarsi un giorno a militare in "Sorelle d'Italia"... ma siamo certi che in quel caso saprebbe fare di necessità virtù!

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini


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mercoledì 28 ottobre 2015

Sentenza del Consiglio di stato e trascrizioni: funzione sussidiaria dei sindaci in vuoto legislativo tenta di favorire i diritti

Negli scorsi mesi si è parlato spesso di trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero. Il Consiglio comunale di Santarcangelo ha preso posizione approvando un regolamento e anche il Comune di Rimini, pur seguendo una linea diversa dalla trascrizione nei registri comunali, ha intavolato un confronto con i notai per dare riconoscibilità a questi atti validi invece nel resto d'Europa.

Come giustamente detto dal sindaco Gnassi durante la discussione sui registri delle unioni civili poi approvati a Rimini, le istituzioni locali hanno un dovere di democrazia di prossimità nei confronti dei loro cittadini e cittadine.

Da questo punto di vista lo Stato è gravemente latitante e sotto il fuoco incrociato non solo di ripetute sentenze della Corte costituzionale e di Cassazione che già anni fa imponevano l'approvazione "urgente" di una legge che tutelasse le famiglie omosessuali, non solo c'è una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che condanna l'Italia per questa mancanza di diritti... ma perfino la recente sentenza del Consiglio di stato ribadisce che sussiste «la violazione da parte dello Stato italiano dell'art. 8 della Carta dei diritti dell'Uomo, nella misura in cui (il nostro Paese) non assicura alcuna protezione giuridica alle unione omossessuali».

Bene hanno fatto quindi i sindaci di Rimini e di Santarcangelo a fare quanto in loro potere per supplire a questo insostenibile vuoto legislativo da parte dello Stato, e gridare così che una legge sulle unioni civili è necessaria per rimanere nel novero dei Paesi a democrazia avanzata che ha a cuore il benessere di cittadine e cittadini.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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martedì 27 ottobre 2015

Santarcangelo. Matteo Montevecchi, consigliere comunale di FdI, usa la censura per nascondere la propria malafede

Anche a Santarcangelo è andata in scena recentemente la ridicola barzelletta della "ideologia gender", la quale (secondo gli allarmisti alla Montevecchi) vorrebbe trasformare i bambini in esseri indefiniti. Addirittura si sostiene che questo avverrebbe con l'obbligo del decreto sulla "Buona scuola" recentemente approvato.

L'infondatezza di queste posizioni è evidente in sé, tanto più che quella mozione è stata respinta tra "risate e sfottò", per usare le appropriatissime parole dello stesso Montevecchi. Il suo intervento è stato filmato e postato su Facebook e dimostra come il Consiglio comunale di Santarcangelo sia riuscito a non farsi trascinare nel ridicolo.

Ho cercato di commentare su quel video in controtendenza ai commenti presenti e il Consigliere mi ha sfidato ad argomentare. Facile rispondere con le dichiarazioni di vari Ordini regionali degli psicologi, del consiglio nazionale dell'Ordine, dell'Associazione italiana di psicologia che affermano l'insussistenza della cosiddetta "ideologia gender"; perfino l'ufficio scuola della diocesi di Padova ha preso le distanze da questo allarmismo ingiustificato.

Peccato che le mie risposte siano semplicemente state censurate (come si può verificare qui: https://www.facebook.com/MatteoMontevecchiUfficiale/videos/947277248661848/ ). Questo dimostra in modo lampante la profonda malafede del suo comportamento, utile solo a guadagnargli visibilità minando la fiducia di giovani e famiglie nei confronti della scuola pubblica, un atteggiamento profondamente irresponsabile che arreca danni soprattutto a quei e quelle giovani che sostiene di voler difendere. Questo comportamento spiega anche perché gli unici commenti presenti sulla sua pagina sono sperticate lodi: banalmente perché quelli discordanti vengono rapidamente cancellati, un comportamento davvero incomprensibile da parte sua che non più tardi di un mese fa denunciava un "vergognoso il metodo di censura" nei suoi confronti.

Ma non voglio credere che Matteo Montevecchi sia così privo di argomenti da voler ricorrere solo alla comoda censura delle opinioni discordanti. Mi offro quindi a sostenere con lui un pubblico dibattito dove gli argomenti dell'una e dell'altra parte potranno essere esposti con chiarezza davanti alla cittadinanza. Essendoci in gioco la serenità di giovani e famiglie, sarebbe opportuno che ognuno si prendesse la sua responsabilità nei confronti della società.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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lunedì 26 ottobre 2015

Congresso di Arcigay Rimini, eletto il nuovo direttivo e confermate le linee strategiche

Domenica 25 ottobre si è svolto il congresso provinciale di Arcigay "Alan Turing" comitato provinciale di Rimini. I lavori hanno avuto luogo nella sala della nuova Casa delle Associazioni di Rimini "G. Bracconi" in via Covignano.

La linea strategica emersa dal Congresso conferma l'impegno a occuparsi del benessere e della tutela delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali (LGBT) a prescindere da qualsiasi altra caratteristica personale o sociale e nel contesto in cui si svolge la loro personalità. Il nostro impegno quotidiano è lottare perché ogni persona LGBT possa autodeterminarsi nelle proprie scelte di vita e di poter esercitare la propria libertà realizzandosi pienamente come persona. Visto che le persone LGBT sono presenti in ogni categoria sociale il nostro impegno è promuovere la loro dignità nei rispettivi contesti con i modi più opportuni. Realizziamo questo impegno soprattutto collaborando con le associazioni del territorio e le istituzioni locali.

Il Congresso all'unanimità ha riconfermato il presidente Marco Tonti, e ha eletto Elena Angelini vicepresidente e Tommaso Mazza tesoriere.

Marco Tonti, già docente di informatica presso l'Università del Salento, è dottore in informatica e dottore di ricerca in psicologia psicodinamica. Lavora come analista informatico e svolge attività di ricerca in modelli logico-matematici della mente e psicoanalisi computazionale. È stato il fondatore di Arcigay "Alan Turing" Rimini nel 1994.

Elena Angelini è dottoressa in criminologia applicata. Sociologa professionista e socio-criminologa, è segretaria nazionale della Società Italiana di Sociologia (SoIS). Svolge attività di consulente criminalista.

Tommaso Mazza è dottore in economia dell'impresa e specializzando in service management.

Nella foto un momento del Congresso.

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mercoledì 21 ottobre 2015

Forlì e Santarcangelo, in Romagna le istituzioni si schierano per il bene delle famiglie omosessuali, ci auguriamo che gli altri Comuni e la Regione seguano il loro esempio. Cosa farà Faenza?

In un momento in cui la politica è in crisi è quasi commovente vedere che le istituzioni riscoprono la loro umanità e si schierano a tutela delle persone discriminate.

È successo a Forlì, dove il consigliere PD Vico Zanetti ha presentato un ordine del giorno che invita il Parlamento ad approvare la legge sulle unioni civili col DDL Cirinnà nella sua formulazione attuale, cioè con reversibilità della pensione e step-child adoption (cose che per le famiglie eterosessuali esistono da decenni). Il Consiglio comunale di Forlì lo ha approvato a larga maggioranza, e una copia verrà inviata alle Camere e alle Commissioni competenti. La troviamo un'iniziativa estremamente positiva e invitiamo tutte le istituzioni, dai comuni alla regione, a seguire questa bellissima idea.

Dello stesso segno quello che è successo qualche giorno fa a Santarcangelo dove certe associazioni di una destra estrema ispirata al fondamentalismo religioso si sono inventate un allarme cui hanno dato lo strambo nome di "gender". Vorrebbero trascinare le istituzioni in questa barzelletta "gender" inventata strumentalmente solo per spezzare il rapporto di fiducia tra scuola pubblica e giovani, e per frenare qualsiasi iniziativa che sostenga la parità e il rispetto all'interno delle nuove generazioni. Gli stessi allarmisti "gender" raccontano sulla stampa, bontà loro, che la loro mozione è stata seppellita sotto una montagna di "sfottò e di risate", un destino che ci sembra quantomai appropriato.

La settimana prossima a Faenza si discuterà un simile argomento con una mozione che sostiene che l'unica vera famiglia è fatta come quella di Adamo ed Eva e tutte le altre invece causano la distruzione della società. Ci aspettiamo che le forze progressiste sapranno dare buona prova di loro anche in questo caso seppellendo tali gigantesche sciocchezze sotto una montagna di risate, a Faenza e in qualsiasi altro luogo verranno presentate.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" per le provincie di Rimini e Forlì-Cesena

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sabato 10 ottobre 2015

Coming Out Day, 11 ottobre. Arcigay Rimini lo festeggia a Ravenna con le "tradizionali famiglie omo-romagnole" e le "Tagliatelle in piedi" pastafariane.

Dal 1988 e con crescente coinvolgimento le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) l'11 ottobre di ogni anno festeggiano il "coming out day", cioè il giorno in cui si dichiara pubblicamente la propria identità (da non confondersi con l'"outing" che è il rivelare l'omosessualità di qualcuno che la vuole tenere nascosta). L'espressione significa "uscire", e nasce dal modo di dire americano "uscire dall'armadio", cioè smettere di nascondersi. È un momento importante perché essere se stessi pubblicamente significa rivendicare il proprio posto nella società con fierezza e dignità. 

Arcigay Rimini lo festeggia in trasferta a Ravenna, in occasione di due eventi organizzati dal gruppo "Over the rainbow" di Lugo-Ravenna.
- Convegno sulle famiglie omogenitoriali cui parteciperanno componenti di famiglie omosessuali con figli intitolato "Tradizionali famiglie omo-romagnole", patrocinato dal Comune di Ravenna. Verrà letto il messaggio della mamma di uno degli organizzatori (vedi allegato).
- Manifestazione in piazza del popolo per tutte le famiglie, con la partecipazione della Chiesa Pastafariana Romagnola con le loro "Tagliatelle in piedi"

Esistono esseri che manifestano in piazza contro i diritti e la dignità delle persone LGBT, come appunto succederà a Ravenna lo steso giorno. La miseria di tanto odio non merita attenzione, ma merita di essere mostrata la naturalezza e la dignità delle centinaia di persone LGBT (e dei tanti loro amici e amiche eterosessuali che ci saranno) che quel giorno vorranno dire a tutti quanto sono orgogliose di vivere ciò che sono a viso aperto, festosamente e con allegria.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" comitato provinciale per Rimini e Forlì-Cesena


La campagna nazionale di Arcigay: http://www.comingoutday.it/
In allegato il volantino dell'evento ravennate.

La lettera della madre di Diego Corazza che verrà letta durante il convegno:

e niente... poi trovi tua madre che ti scrive questa lettera e il tuo cuore riprende a battere e il mondo diventa colorato

...Ciao, è tua mamma che ti parla e a questo punto della vita ho deciso di fare coming-out, forse avrei dovuto farlo prima, ma sono una mamma fra le tante , che non si distingue dalla massa e scompare fra la mischia, non sono tra quelle mamme che al sapere dell' omosessualita' del figlio ha festeggiato a tarallucci e vino , non sono fra quelle mamme che lo hanno sempre saputo e non vedevano l'ora di poterlo dire pubblicamente a tutti e non siamo ancora quella famiglia dove le feste comandate si passano con il fidanzato del figlio la nonna e i nonni, mi dispiace. 
Sono una mamma che si e' trovata spiazzata di fronte alla tua rivelazione di essere gay, e alla domanda : Vorresti un figlio gay avrei risposto?NO.
Ricordo ancora quel giorno non avevi ancora di 18 anni, ricordo il tuo abbraccio, ricordo il tuo pianto liberatorio: Mamma sono gay!.
Ricordo le lunghe chiacchierate serali nelle quali io facevo tante domande e cercavo di convirceti del contrario e ogni tua indecisone era per me fonte di speranza.
Ti ho convinto ad affrontare un percorso di psicoterapia. (di questo ne vado fiera perche' comunque ti ha aiutato ad avere le idee piu' chiare su te stesso)
Il babbo per tua volonta'era all' oscuro di tutto, mi chiedesti di promettere che non gli avrei detto nulla e cosi' ho fatto, per 2 lunghi anni.
Ho odiato tuo babbo perche' non si e' accorto di nulla, del disagio, delle tristezze, dei miei occhi gonfi e delle nostre chiacchierate nascostre.
Poi la rabbia, il senso di d'ingiustizia e di colpevolezza, ho pianto e ho pregato perche' non fosse vero," non a me doveva succedere", ti odiato e maledetto ho cercato la mia responsabilità nell'origine della tua omosessualità ed i mezzi per rimediare.
Ho messo in causa l'educazione: forse ero troppo permissiva avrei dovuto vietarti di giocare con le bambole!!! Ma no, tu poi le smontavi non giocavi come fanno le femmine " .
Ti travestivi da femmina quando giocavi con tua sorella e tua cugina!!!" Si ma erano solo gioghi"." 
Un turbine ossesivo di domande mi teneva sveglia di notte, ero sola, sola con la mia disperazione e le mie lacrime e pregavo che Gesu' facesse un miracolo, ne aveva fatti tanti. Perche' non avrebbe dovuto ascoltare la mia richiesta??."No, a me no, questo a me non doveva capitare"." Come faro' adesso quando tuo babbo lo impara e tuo nonno, che teneva tanto a un nipote maschio e a tuo nonno che tanto di chiesa"???
" No!, Gesu' fai un miracolo ti pregoooo!!!!! Non a me doveva capitare?"
Non con costanza frequento la Chiesa, la domenica di Pasqua mi reco alla mia parrocchia per santificare la festa, mi confesso. 
Al di la' del confessionale vi e' un sacerdote di colore al quale racconto i miei tormenti e per risposta lui mi disse aiuta tuo figlio perche' soffre tu devi essere come Maria ai piedi della croce.
Piansi, era un pianto liberatorio, Gesu' aveva fatto il miracolo.
Adesso si che ci sono, mi sento leggera ,forte, ti voglio bene un sacco di bene, non mi importa niente di come sei. Sei e basta! Non mi importa di cosa dice la gente! Dei giudizi di persone che non meritano la mia attenzione. Viaa!!!! Pussa via!!!!
Ti voglio bene e mi sento mamma piu' mamma di prima Gesu' ha fatto il miracolo.
Mi sono chiesta come ti sei sentito, un ragazzino che all'alba della sua adolescenza fa pensieri diversi, sente pulsioni diverse da quello che e' la normalita' sessuale, si pone mille domande, viene assalito da tante paure, vorresti parlarne ma non puoi, non ancora.
Magari ti rigiravi nel letto la sera e prima di dormire facevi i conti con la tua paura di essere diverso, di non essere accettato dai tuoi genitori, soprattutto da tua mamma, magari dai compagni, a scuola , dagli amici, la paura di un giudizio superiore che in qualche modo ti avrebbe guardato dentro e cacciato via. Eppure sono proprio stata io la prima confidente, del tuo segreto..
Grazie, ora ti ringrazio per essere stata la prima perche' mi sento piu' mamma. 
Ed ora sono fiera di avere un figlio come te che non ha piu' paura di se stesso che lotta.
Che sa amare e amarsi . 
Ho capito che non esistono colpe e chi ti ama è pronto ad accoglierti senza chiederti cosa, ma solo chi sei. 
Ti voglio bene
Adesso sei pronto per uscire allo scoperto e lo sono anch'io , anche se fa paura, anche se inquieta, lotta e lottiamo
Non voglio sentire mai piu' la parola diversi, diversi da cosa?
Poi, se si penso che tu debba avere meno diritti di qualcun altro, perche' la deciso un tuo pari sono anche disposta ad incazzarmi. Basta incasellare, catalogare: le donne, gli omosessuali, i divorziati, i diversamente abili, i ciechi, i malati……..
Uomini……… semplicemente uomini !!!
Annalisa

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venerdì 25 settembre 2015

Convocazione dei congressi territoriale e provinciale

 

COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY DI RIMINI "ALAN MATHISON TURING",

CON SEDE A RICCIONE (RN), VIALE BERGAMO 2, C.F.: 91046230404

 

 

CONVOCAZIONE DEL CONGRESSO TERRITORIALE

 

Alle socie e ai soci

 

Il Comitato Provinciale Arcigay "Alan Turing" convoca, per competenza territoriale, il congresso territoriale delle provincie di Rimini e Forlì-Cesena in prima convocazione per il  giorno 25 Ottobre 2015 alle ore 5.45 presso la "Casa delle associazioni", via Covignano 238 Rimini, e, qualora non si raggiunga il sufficiente numero legale,

in seconda convocazione per il giorno 25 Ottobre 2015 alle ore 15.30

presso lo stesso luogo per discutere, in prima o eventualmente in seconda convocazione, dei seguenti punti all'ordine del giorno:

 

  1. Operazioni preliminari;
  2. Illustrazione e votazione delle Mozioni presentate per il XV Congresso nazionale di Arcigay;
  3. Elezione dei/delle Delegati/e al XV Congresso nazionale di Arcigay ed eventuali sostituti;
  4. Nomina dei/delle Soci/e da proporre come Consiglieri/e nazionali al XV Congresso nazionale di Arcigay;
  5. Discussione e votazione di eventuali proposte di Ordini del Giorno per il Congresso nazionale e/o emendamenti alle proposte di Statuto collegate alle mozioni;
  6. Varie ed eventuali.

 

Il Congresso territoriale è convocato secondo le norme dello Statuto provinciale, dello Statuto nazionale e del Regolamento del XV Congresso nazionale di Arcigay.

Per l'accredito alla partecipazione e al voto è necessario essere muniti di documento d'identità personale ed essere in regola con il pagamento della quota associativa. Chi non fosse in regola con il pagamento della tessera annuale potrà rinnovarla anche il giorno stesso, prima dell'inizio dei lavori.

 

Rimini, li 25/09/2015

Marco Tonti,

Presidente.

 

 

 

 

COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY DI RIMINI "ALAN MATHISON TURING",

CON SEDE A RICCIONE (RN), VIALE BERGAMO 2, C.F.: 91046230404

 

 

CONVOCAZIONE DEL CONGRESSO del COMITATO PROVINCIALE

 

Alle socie e ai soci

 

E' convocato il Congresso del Comitato provinciale Arcigay di Rimini "Alan Turing"

in prima convocazione per il  giorno 25 Ottobre 2015 alle ore 5.55 presso la "Casa delle associazioni", via Covignano 238 Rimini, e, qualora non si raggiunga il sufficiente numero legale,

in seconda convocazione per il giorno 25 Ottobre 2015 alle ore 16.45

presso lo stesso luogo per discutere, in prima o eventualmente in seconda convocazione, dei seguenti punti all'ordine del giorno:

 

  1. Relazione del presidente e tesoriere uscenti;
  2. Interventi degli/delle ospiti;
  3. Discussione e votazione di eventuali proposte di modifica dello Statuto e Regolamento di Arcigay "Alan Turing";
  4. Discussione e votazione del progetto associativo e programma di attività triennale;
  5. Elezione del Consiglio direttivo e del Collegio provinciale dei Garanti;
  6. Varie ed eventuali.

 

Il Congresso provinciale è convocato secondo le norme dello Statuto provinciale, dello Statuto nazionale e del Regolamento del XV Congresso nazionale di Arcigay.

Possono partecipare al Congresso, candidarsi alle cariche elettive e votare, tutti i soci e le socie Arcigay così come definiti nello Statuto.

Per l'accredito alla partecipazione e al voto è necessario essere muniti di documento d'identità personale ed essere in regola con il pagamento della quota associativa. Chi non fosse in regola con il pagamento della tessera annuale potrà rinnovarla anche il giorno stesso, prima dell'inizio dei lavori.

 

Rimini, li 25/09/2015

Marco Tonti,

Presidente.

 


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venerdì 11 settembre 2015

Valmarana. Offese a famiglie lesbiche, giuste le proteste. Valmarana dica il suo pensiero.

In un Paese come l'Italia dove l'omofobia è ancora diffusissima e non c'è nessun contrasto di tipo legislativo l'unica forma di difesa nei confronti dei pregiudizi omofobici è la risposta sociale. La circolazione e la propagazione di luoghi comuni che vanno a discapito di persone e di giovani omosessuali va condannata socialmente in tutti i modi possibili, soprattutto se ciò avviene da persone che dovrebbero rappresentare i valori sportivi, ma senza pensare che colpendo una persona si sia risolto il problema. Notizie false, mistificate o incomplete, come quella diffusa da Valmarana sulla figlia nera nata in una coppia lesbica per errore nella procedura di fecondazione eterologa, alimentano una subcultura del disprezzo che va radicalmente superata.

Recentemente, per esempio, si diffonde anche la paranoia su una fantomatica "teoria gender" che vorrebbe manipolare studentesse e studenti con la complicità del decreto sulla "buona scuola", fandonia patetica sconfessata da più parti come la Società italiana di Psicologia e anche da Davide Faraone, sottosegretario all'istruzione.

Il contrasto ai pregiudizi deve essere un'attività quotidiana di chi vuole una società più giusta e libera, dove ogni persona abbia non solo il diritto ma anche la possibilità reale di vivere pienamente la propria vita col massimo della completezza e della serenità. Ogni cittadino o cittadina deve farsi scudo umano per difendere chi riceve la violenza delle idee inflitta quotidianamente da falsità, da luoghi comuni infondati e anche, nel caso della paranoia "gender", da vere e proprie mistificazioni calunniose.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini


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martedì 25 agosto 2015

Arcigay Rimini parteciperà all'incontro sulle famiglie del Meeting. Saranno confermate le posizioni omofobe di Carbone e Puccetti?

Quelli di CL hanno ben chiaro dove sono le priorità, e in questa edizione del Meeting hanno proprio fatto di tutto per evitare di parlare di famiglia, visto che il premier Renzi si era impegnato a far approvare una legge sulle unioni civili omosessuali e loro sono sempre molto attenti a non disturbare i detentori del potere.

Con un pretesto hanno emarginato il vescovo Negri e la sua truculenta omofobia, non c'è traccia ufficiale di Amicone (promotore nel 2013 di una raccolta di firme dove sosteneva che l'omosessualità è una "grave depravazione") e l'unico incontro ufficiale sulla famiglia, argomento sempre a rischio, è stato relegato all'ultimo slot dell'ultimo giorno per massima prudenza.

Peccato però che la prorompente omofobia degli esponenti di CL trasudi da ogni poro, e così abbiamo avuto le imbarazzanti (per loro) teorie del duo comico Carbone&Puccetti, per cui le coppie gay si ammalano di più ed equivalgono a mettersi le dita nelle orecchie. Per evitare ulteriori figuracce internazionali e possibili irritazioni con Renzi gli è stata tolta la parola ed è stato persino vietato, a suon di minacce di azioni legali, di fare la minima ripresa. Poi però ci si è messo anche Bagnasco a rincarare la dose, al punto di costringere due ministri, perfino il cattolicissimo Delrio, a chiarire che le unioni civili vanno avanti.

La strategia di tenere un basso profilo è quindi lampante, e dimostra che CL ha già registrato la sconfitta sui temi delle famiglie omosessuali. Per verificare però che questa sia la linea ufficiale di CL e non quella squinternata e volgare del duo Carbone&Puccetti, Arcigay "Alan Turing" Rimini parteciperà con una delegazione all'incontro di mercoledì sulla famiglia. Sarà presente anche la dott. Elena Angelini, responsabile famiglie di Arcigay Rimini, e altri volontari. Ci presenteremo senza bandiere perché non amiamo le provocazioni fini a se stesse, ma indossando i simboli della campagna di Arcigay a favore del matrimonio egualitario perché il dialogo non è possibile senza chiare identità.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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venerdì 7 agosto 2015

Arcigay. Famiglie omosessuali all'anagrafe di Cesena, atto di grande civiltà culturale

È grazie all'impegno e alla vicinanza di Giovani Democratici di Cesena alle nostre istanze di riconoscimento che siamo venuti a sapere che Cesena, già dal 2007, si è dotata di quello che comunemente viene chiamato "registro delle unioni civili".

In realtà l'istituto cesenate è qualcosa di diverso e per certi versi superiore, e questo fa onore alla città. In primo luogo tecnicamente non si tratta di un registro separato dal resto dell'anagrafe, cosa che risulta in una forma di "apartheid". In secondo luogo, l'iniziativa di Cesena del 2007 ha il grande pregio di chiamare le cose col loro nome: FAMIGLIE. infatti di famiglie si tratta, come capiscono bene tutti quelli che guardano l'umanità con gli occhi del cuore e non con quelli della dottrina.

Purtroppo, malgrado la buona volontà del Comune di allora e dei GD di oggi, molta strada rimane ancora da fare, perché se è vero che con gli occhi del cuore le famiglie omosessuali sono indistinguibili dalle altre, esse sono costantemente irrise, umiliate e private di qualsiasi tutela. Diritto di assistenza in ospedale, eredità, podestà sui figli, pensione di reversibilità, accesso all'edilizia pubblica, sono diritti elementari di tutte le famiglie, alcuni dei quali vengono finanziati anche con le tasse delle persone e delle famiglie omosessuali che tuttavia non possono goderne. Un vero assurdo che un Paese civile non dovrebbe nemmeno sognarsi di permettere.

Per questo ringraziamo il Comune di Cesena e i Giovani Democratici di Cesena per questa piccola ma sostanziale rivoluzione di civiltà culturale, e invitiamo il Sindaco Lucchi a essere orgoglioso della sua città a dare pubblicità a questa possibilità in modo che le quante più possibili famiglie omosessuali di Cesena possano accedere a questo istituto di riconoscimento e di tutela.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" per le provincie di Rimini e Forlì-Cesena



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giovedì 23 luglio 2015

Famiglie omosessuali "quasi" riconosciute a San Marino, tra chiaroscuri e buona volontà

Anche San Marino, l'antica terra della libertà, fa un passo per allinearsi al contesto civile dei paesi che ormai in tutto il mondo occidentale hanno riconosciuto, in qualche forma, le famiglie omosessuali. La formula usata della convivenza "more uxorio" rivela la difficoltà di una componente politica ancora zavorrata da pregiudizi di natura moralistica e perfino lessicale.

Bisognerebbe incominciare a dire chiaramente che quelle composte da persone omosessuali sono famiglie, perché covano nel loro progetto di vita quegli aspetti di impegno verso la comunità e di partecipazione ai doveri sociali connaturato primigeniamente al concetto naturale di famiglia, che è mutato nei millenni e che continua a evolversi.

Per certi versi il riconoscimento sammarinese al partner straniero corrisponde alla circolare Severino che riconosce i matrimoni omosessuali celebrati all'estero come base per il rilascio del permesso di soggiorno in Italia, ed è per questo che è quantomai opportuno che i sindaci, compreso quello di Rimini Andrea Gnassi, trascrivano nelle proprie anagrafi questi atti di matrimonio, perché è un gesto di rispetto e un dovere civico che viene ormai imposto da svariati tribunali.

Oggi San Marino, pur con i chiaroscuri di una formulazione camuffata e parziale, cerca di fare un passo avanti e così facendo supera l'Italia che invece è arenata in Parlamento schiava di politici neo-medievali che per puro e residuale consenso elettorale umiliano e limitano la vita di milioni di persone. Vorremmo che tutte le famiglie omosessuali sammarinesi comincino a definirsi, al di là dei termini della legge, "marito e marito" oppure "moglie e moglie", perché è solo così che la cultura cambierà e potranno avere leggi che le riconosceranno pienamente.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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martedì 14 luglio 2015

Convegno "Famiglie Gay & Lesbiche e Costituzione Italiana"

Alla presenza di una trentina di persone si è svolto (col patrocinio del Comune di Rimini) il convegno sulle prospettive legali per le famiglie omosessuali in chiave costituzionale. Si è discusso della legge sulle unioni civili al momento in discussione al senato ed è stata fatta chiarezza sulle varie mistificazioni che vengono propalate da persone o disinformate o in malafede.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha introdotto l'incontro facendo presente che i diritti delle famiglie omosessuali e dei loro figli sono diventati la cifra delle democrazie occidentali e atlantiche, il punto qualificante delle grandi democrazie liberali per marcare la distanza coi fondamentalismi totalitari a sfondo religioso che ci minacciano alle porte.

Dopo i saluti dell'assessora Irina Imola, sostenitrice dei registri delle unioni civili attivati da poco a Rimini, cui è stato fatto presente che in comune ancora giace la richiesta di trascrizione del matrimonio di Elena e Agnese avvenuto in Portogallo, il Prof. Giupponi, costituzionalista, ha risposto alle orride parole di Sallusti pronunciate alcuni giorni fa a Riccione, dicendo che la Costituzione difende i diritti umani dei cittadini e ha sottolineato che l'espressione di tali sentimenti fa parte di quei diritti. Il Prof. Donati ha spiegato che la legge deve non solo riconoscere uno stato di cose, ma che deve delineare la società che vorremmo, una società equa e accogliente che riconosca diritti anche alle famiglie omosessuali e ai loro figli.

Dopo alcune domande dei presenti, i relatori si sono detti interessati a fare un nuovo incontro sullo stesso tema, auspicabilmente dopo l'approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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Fwd: Foto convegno "Famiglie Gay & Lesbiche e Costituzione Italiana"

Alla presenza di una trentina di persone si è svolto (col patrocinio del Comune di Rimini) il convegno sulle prospettive legali per le famiglie omosessuali in chiave costituzionale. Si è discusso della legge sulle unioni civili al momento in discussione al senato ed è stata fatta chiarezza sulle varie mistificazioni che vengono propalate da persone o disinformate o in malafede.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha introdotto l'incontro facendo presente che i diritti delle famiglie omosessuali e dei loro figli sono diventati la cifra delle democrazie occidentali e atlantiche, il punto qualificante delle grandi democrazie liberali per marcare la distanza coi fondamentalismi totalitari a sfondo religioso che ci minacciano alle porte.

Dopo i saluti dell'assessora Irina Imola, sostenitrice dei registri delle unioni civili attivati da poco a Rimini, cui è stato fatto presente che in comune ancora giace la richiesta di trascrizione del matrimonio di Elena e Agnese avvenuto in Portogallo, il Prof. Giupponi, costituzionalista, ha risposto alle orride parole di Sallusti pronunciate alcuni giorni fa a Riccione, dicendo che la Costituzione difende i diritti umani dei cittadini e ha sottolineato che l'espressione di tali sentimenti fa parte di quei diritti. Il Prof. Donati ha spiegato che la legge deve non solo riconoscere uno stato di cose, ma che deve delineare la società che vorremmo, una società equa e accogliente che riconosca diritti anche alle famiglie omosessuali e ai loro figli.

Dopo alcune domande dei presenti, i relatori si sono detti interessati a fare un nuovo incontro sullo stesso tema, auspicabilmente dopo l'approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

In allegato alcune foto dell'evento.

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lunedì 13 luglio 2015

Famiglie Gay & Lesbiche. La costituzione tutela l'amore che forma la famiglia, checché ne dicano Sallusti e il suo cane

Qualche giorno fa a Riccione Sallusti, esponente "culturale" della destra più becera dell'emisfero nord, ha dichiarato che lo Stato non deve tutelare l'amore e che le famiglie non nascono perché i componenti si amano ma perché devono riprodursi. Infatti, argomenta, se ci si sposasse per amore lui potrebbe considerare di sposare il suo cane.

Dubitiamo che il povero cane sarebbe d'accordo, ma certamente la Costituzione italiana tutela il sentimento umano che rinsalda le famiglie e gli altri raggruppamenti che sono alla base della nostra società. Oggi risponderemo per le rime a queste disgustose dichiarazioni mostrando che la Romagna è una terra accogliente e rispettosa. Dimostreremo che Sallusti ha torto marcio, e con lui tutti gli altri beceri omofobi che probabilmente manderanno una delegazione al convegno. Smentiremo questi falsi luoghi comuni con la scientifica chiarezza dei nostri due ospiti, il prof. Tommaso Giupponi (costituzionalista) e il prof. Daniele Donati (amministrativista).

L'incontro, che si terrà alla FAR alle 18, è stato patrocinato dal Comune di Rimini. Porterà i saluti della Città ai relatori e ai partecipanti l'assessora dott. Irina Imola.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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sabato 11 luglio 2015

Diritti matrimoniali e famiglie omosessuali, se ne parla a Rimini all'incontro "Famiglie Gay & Lesbiche e Costituzione italiana: questo matrimonio s'ha da fare!" col patrocinio del Comune. Saranno presenti Elena e Agnese, sposate in Portogallo che hanno chiesto la trascrizione del loro matrimonio a Rimini.

In queste settimane è in discussione in Parlamento una legge sulle unioni civili, il ddl Cirinnà, che se da una parte ci farebbe arrancare faticosamente al passo con le altre democrazie occidentali, dall'altra costituirebbe il minimo sindacale di diritti per le famiglie omosessuali. Questi diritti minimali inoltre rischiano di essere ulteriormente spogliati da opposizioni strumentali e ideologiche sprezzantemente indifferenti alle richieste di rispetto e dignità umana che provengono dalle famiglie omosessuali e dai loro figli e figlie, e da cittadini e cittadine omosessuali di questo Paese.

Per discutere di questo e degli altri aspetti legali relativi ai diritti matrimoniali in Italia, abbiamo organizzato col patrocinio del Comune di Rimini un incontro con due giuristi dell'Università di Bologna, i proff. Daniele Donati (Diritto amministrativo) e Tommaso Giupponi (Diritto costituzionale). Saranno anche presenti Elena e Agnese, sposate in Portogallo e ancora in attesa della trascrizione del loro matrimonio da parte del Sindaco Gnassi, non solo un loro diritto ma di fatto un dovere dei sindaci che viene ormai imposto da diversi tribunali, da ultimo quello di Napoli.

Il nostro auspicio è che dal giorno seguente all'approvazione della legge Cirinnà si cominci a percorrere la strada del matrimonio civile egualitario esteso alle coppie omosessuali come avviene già (per limitarsi al Vecchio Continente) in Olanda, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Slovenia, Svezia e persino nella cattolicissima Irlanda con un voto a furor di popolo.

L'incontro si terrà lunedì 13 luglio ore 18 alla Sala del Podestà presso la FAR in Piazza Cavour a Rimini.

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giovedì 25 giugno 2015

Vescovo Regattieri: le famiglie sono tutte bellissime, anche quelle omosessuali con figli. Un grazie al sindaco Gnassi che le ha riconosciute. La invitiamo ai prossimi dibattiti per tranquillizzarla sui pericoli per le famiglie.

Caro Regattieri, non c'è dubbio che viviamo in tempi di crisi. Proprio per questo è importante che lo Stato, che deve difendere i diritti di tutti, garantisca la coesione sociale e la tutela dei più deboli, tra cui appunto ci sono le famiglie omosessuali e i loro figli, le quali non sono un'opinione ma un dato di fatto che non si può banalmente occultare sulla base di luoghi comuni privi di fondamento scientifico e materiale. Sorprende l'attacco del vescovo di Cesena al Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, città che perdipiù si trova in una diocesi retta da un altro vescovo, mons. Lambiasi. Gnassi ha compiuto un atto di alta civiltà democratica nel sostenere i registri delle unioni civili, e attendiamo che mantenga gli impegni che ha preso a novembre trascrivendo finalmente (primo sindaco in Romagna) il matrimonio di Elena e Agnese, sposate in Portogallo.

Lunedì 29 sarò presente alla Festa dell'Unità di Cesena, invitato dai Giovani Democratici con le senatrici Filippin e Valdinosi, proprio per fare chiarezza e smentire con precisione ognuno dei presunti allarmi che lei ha sollevato nel suo messaggio. Lei è notoriamente un uomo alla ricerca della verità, e sono certo che accoglierà con sollievo la consapevolezza che i pericoli per la famiglia non vengono certo dalle nostre richieste di matrice umana. L'"ideologia gender" per esempio è una cosa che non esiste, come dichiarato anche dall'Associazione Italiana di Psicologia. L'omosessualità non è una malattia, ma l'omofobia sì come ha dichiarato l'associazione di Psichiatria Democratica. E l'omofobia esiste ed è una cosa disumana, come ha detto il presidente Mattarella. Chi dice di difendere gli ultimi deve mettersi una mano sul cuore, abbandonare le astratte posizioni ideologiche per fare l'esperienza reale degli affetti e dell'umanità sofferente.

Anche a Rimini è in corso di organizzazione per il 13 luglio un incontro con due giuristi dell'Università di Bologna dal titolo "Famiglie omosessuali e Costituzione: questo matrimonio s'ha da fare", per chiarire la fattibilità legale del matrimonio egualitario anche in Italia come avviene ormai nel resto d'Europa, compresa a furor di popolo la cattolicissima Irlanda. Ovviamente saremmo felici e onorati di averla come ospite in entrambi gli incontri.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" per le provincie di Rimini e Forlì-Cesena

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mercoledì 17 giugno 2015

Convocazione assemblea dei soci

Comitato Provinciale Arcigay "Alan Turing" Rimini

Via Bergamo 2, Riccione RN

c.f. 91046230404

CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI

Alle Socie e ai Soci:

È convocata l'Assemblea dei Soci del Comitato provinciale Arcigay "Alan Turing" di Rimini in prima convocazione per il giorno domenica 5 luglio 2015 alle ore 6:00 presso la propria sede in Via Bergamo 2 Riccione, e qualora non si raggiunga il sufficiente numero legale, in SECONDA CONVOCAZIONE per il giorno GIOVEDI' 9 luglio 2015 alle ore 21.00 presso la stessa sede, per discutere, in prima o in SECONDA CONVOCAZIONE, dei seguenti punti all'ordine del giorno:

1. Presentazione di eventuali nuovi punti all'ordine del giorno (approvati o respinti a maggioranza dall'Assemblea);

2. Presentazione e approvazione del bilancio 2014;

3. Varie ed eventuali.

L'assemblea dei Soci è convocato secondo le norme dello Statuto provinciale e dello Statuto nazionale.

Rimini,17 giugno 2015

Per il Consiglio Direttivo

Il Presidente

Marco Tonti


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sabato 23 maggio 2015

Presidio democratico contro gli estremismi di destra delle Sentinelle in piedi e di Forza nuova a Rimini

Oggi al monumento dei caduti presso il parco Cervi di Rimini, un luogo simbolico che rappresenta il sacrificio delle tante donne e uomini in nome della libertà, c'è stato un presidio a difesa della democrazia in corrispondenza alla manifestazione delle Sentinelle in piedi e in seguito alla sfilata di Forza Nuova di sabato scorso, iniziative che anneriscono i luoghi della città che ricordano i caduti antifascisti per la libertà.

Le "sentinelle" si esibiscono formando un plotone muto per contrastare il riconoscimento di diritti a omosessuali, transessuali e fare marcia indietro rispetto a diritti di libertà ormai acquisiti da decenni. Sostengono che i crimini di origine omofobica devono avere pene meno severe rispetto a quelli di origine razziale o religiosa. Sostengono che il riconoscimento di diritti matrimoniali alle famiglie omosessuali porterà alla distruzione della società, ma nei paesi europei dove ciò avviene anche da 15 anni ovviamente nulla di ciò è successo, e anzi godono di un maggiore benessere. Pretendono la protezione legale di dire che le famiglie omosessuali vanno discriminate e che le persone omosessuali sono malate, ma negano la stessa protezione legale ai loro oppositori. Si può bene capire che tali pretese sono ascrivibili a posizioni autoritarie di una destra estrema.

Indossando i triangoli rosa, simbolo cucito sulle uniformi di 15.000 internati omosessuali nei campi di sterminio, abbiamo reso chiaro che noi, in contrasto a loro, ci poniamo dal lato della storia di chi ha combattuto ed è morto per la libertà e l'uguaglianza, contro quelli che lottano per negare i diritti degli altri.

Insieme ad Arcigay Rimini hanno partecipato ANPI, ARCI, CGIL, Coming Out, Giovani democratici, e hanno aderito l'assessora Sara Visintin e il consigliere Carlo Mazzocchi.
 
Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" per le provincie di Rimini e Forlì-Cesena

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