venerdì 5 dicembre 2014

Unioni civili: Le istituzion​i al fianco dei cittadini. Ottima notizia la schiaccian​te maggioranz​a, ma in Italia è anche maggiore


Ieri sera è stato approvato a Rimini, su richiesta dei consiglieri Galvani e Pazzaglia, un registro delle unioni civili. È un passo importantissimo perché ha costretto il Consiglio comunale a prendere posizione, e naturalmente ora ci attendiamo le grida scomposte di chi nella vita si è dato come missione quello di limitare i diritti agli altri, di quelli che pretendono il diritto di essere contro la libertà e la felicità del prossimo. Ma le istituzioni cittadine, con una maggioranza di due terzi (ma i favorevoli in Italia, stando agli ultimi sondaggi, sono quasi l'80%), ha detto chiaramente che il benessere e la felicità delle persone devono essere tutelare e sono, di per se stesse, un valore che arricchisce tutta la popolazione.

I registri sono cosa diversa dalle trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero tra coppie omosessuali, e anche su quello c'è dell'altra strada che si può fare insieme alle istituzioni cittadine, e su questo invitiamo Gnassi a non abbassare la guardia perché forze conservatrici faranno di tutto per tornare indietro, molto indietro, fino al medioevo. Le trascrizioni, contrariamente alla vulgata che le vorrebbe "simboliche", hanno degli effetti concreti per le persone, un esempio tra tanti il permesso di soggiorno al marito o alla moglie stranieri sposati in Europa (circolare Cancellieri del 2012). Sono non solo legittime, ma un dovere dei sindaci perché certificano che un certo fatto è avvenuto.
È ovvio che c'è ancora molta strada da fare per la completa dignità delle persone e dei sentimenti (dignità che discende esclusivamente dalla parità e dal riconoscimento), e che i passi fondamentali si potranno fare solo a livello parlamentare, estendendo il matrimonio civile ache alle coppie omosessuali, basterebbero pochi giorni e la Corte Costituzionale e la Cassazione hanno già stabilito che sarebbe perfettamente costituzionale e legittimo farlo. Con questi atti concreti e partecipati i comuni, che sono le istituzioni più vicine alle persone, a gran voce dimostrano che di diritti c'è una necessità ineludibile che deve essere presa in carico dallo Stato, e si fanno vicini a tutti i cittadini e alle loro famiglie senza distinzioni.

Marco Tonti
Vicepresidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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