sabato 11 ottobre 2014

Discriminazione in piedi

Il 5 ottobre le Sentinelle in piedi sono scese nelle piazze d’Italia per difendere la propria libertà di espressione nell’affermare che:

1) il matrimonio è solo tra un uomo e una donna
2) un figlio ha il diritto ad avere un padre e una madre
3) una famiglia è libera di educare i propri figli

In sostanza in nome della libertà di espressione è stato rivendicato il diritto di affermare l’omofobia e la discriminazione verso il diverso da sè. Nel 2014 (dopo Cristo) il diverso continua a fare paura, è il mostro che mina alla radice la famiglia, è il nemico da combattere e da distruggere, contro il quale muovere crociate o, più elegantemente, da emarginare, escludere, uccidere silenziosamente.
Per Arcigay Rimini il diritto a discriminare non è un diritto, così come non è un diritto per un assassino uccidere, per uno stupratore violentare, per un ladro rubare. Anche se non c’è una legge in Italia, l’omofobia rimane ingiustizia. Questi segni di discriminazione “civile” sono purtroppo i segnali del degrado culturale e dell’arretratezza della nostra (in) civiltà, perché ci sono persone che in nome della libertà di espressione e in difesa della tradizione discriminano il diverso, producendo concretamente violenza di pensiero, culturale. Non possiamo denunciare simili azioni perché non ci sono leggi che ci tutelano, ma possiamo esprimere chiaramente il nostro dissenso.
L’articolo 3 della Costituzione Italiana afferma che: “Compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto l’uguaglianza e la libertà dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Eppure oggi la coppia omosessuale in Italia non è riconosciuta. Se il nodo cruciale è il valore della famiglia guardiamoci un po’ intorno, in Europa ad esempio. In Spagna, Portogallo, Inghilterra etc. sono riconosciute unioni civili e adozioni e contemporaneamente la famiglia tradizionale non è morta, anzi, il valore della famiglia ha incluso l’altro, si è arricchito, ampliato, approfondito, evoluto. Nulla è stato tolto alla famiglia eterosessuale riconoscendo i diritti di quella omosessuale, anzi, la famiglia è più grande, semplicemente non si basa sull’esclusione del diverso, è maturata, è diventata famiglia che accoglie, nel senso più profondo del termine. Tutta questa paura del diverso ci riporta nel Medioevo, quando i gatti neri o le streghe erano il male da bruciare. E’ tanto difficile riuscire a guardare la persona omosessuale con uno sguardo d’amore che riesca a vedere la bellezza, la dignità, il miracolo di due persone che si amano a prescindere dal sesso, dal vestito che indossano, dal corpo che hanno? E’ tanto difficile non considerare il rapporto tra due persone partendo dai genitali (etero o omo) ma come affetto, sentimento, emozione, impegno, vocazione, volontà, rispetto, gioia, valore?
Alcuni considerano l’omosessualità contro natura, eppure esistiamo, la natura ci ha creati, siamo qui in carne e ossa, siamo suoi figli. Esistono in natura specie animali che praticano l’omosessualità (pinguini, scimmie), esistono piante che hanno entrambi i sessi nello stesso individuo. Questa è la natura reale. Forse dovremmo imparare a chiamare le cose con il proprio nome. L’unica natura contro cui l’omosessualità va è quella dell’ipocrisia, dell’arretratezza, dell’ignoranza, della discriminazione, forse perchè mostra, porta alla luce della coscienza i limiti e la ristrettezza del nostro sistema di valori. Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde descrive il classico esempio di chi non è cosciente della propria mostruosità e uccide l’altro, il quale in realtà altri non è che se stesso. Chiediamoci se il vero mostro è l’amore tra due persone dello stesso sesso o il non amore di tutti gli altri che negano la sua dignità di esistere e realizzarsi pienamente.
Sant’Agostino diceva: “Ama e fa quel che vuoi”. Purtroppo chi non ama spesso non lascia fare.


Elisa Nowkandi    

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