mercoledì 27 luglio 2011

OMOFOBIA DI STATO


La comunità gay, lesbica e trans è sconcertata. Non ci sentiamo rappresentanti da quella parte di parlamento senza vergogna, fatto di onorevoli-ipocriti del Pdl, Lega e Udc, che per la seconda volta hanno votato per l'incostituzionalità della legge contro l'omofobia sostenendo che introdurre protezioni specifiche avrebbe creato disuguaglianza e discriminazioni. Con i vostri privilegi e i vostri soldi ora compratevi una coscienza!

Onorevoli ignoranti, che mascherate la vostra omofobia dietro a cavilli legali, sappiate che per la definizione del reato di omofobia è ininfluente l’orientamento sessuale o l’identità di genere di chi lo subisce, ma bensì il movente. Tutti i cittadini e le cittadine di questo paese possono quindi essere vittime di un’aggressione a sfondo omofobico. Lo stato ha il compito di colpire e sanzionare il movente dell’aggressore.

L’Europa sta osservando l’Italia, non solo per l’economia ma anche per il rispetto, più volte negato, dei diritti umani. Il commissario Thomas Hammarberg, dopo avere invitato giorni fa il Parlamento italiano a votare positivamente, ieri ha dichiarato all’Ansa che “l'aver votato contro una proposta di legge sull'omofobia rischia di inviare ad alcuni un segnale negativo” che potrebbe quindi alimentare ulteriori ondate di violenza. L’obiettivo di una legge contro l’omofobia non è solo punitivo, ma soprattutto dissuasivo e pedagogico, promuovendo la diffusione di una cultura inclusiva di ogni differenza.

Un anno fa a Rimini veniva aggredito e violentato un ragazzo. La sentenza esemplare del tribunale di Rimini sul caso ha riconosciuto Arcigay parte civile nel processo con movente omofobico condannando l’aggressore a 5 anni per violenza sessuale, furto e minacce ai danni di una persona omosessuale. L’occasionale riconoscimento da parte della magistratura della rilevanza giuridica del movente omofobico deve trovare al più presto estensione in una legge dello Stato.
Chiediamo alle amministrazioni riminesi di intervenire e vigilare sul territorio per evitare il ripetersi di tali fatti, e di intercedere presso il Governo e il Parlamento italiani per dar voce alla richiesta di Arcigay di estendere finalmente la legge Mancino in materia di discriminazione ai reati di odio omofobico e transfobico.

Ci appelliamo a tutti e a tutte, soprattutto a voi genitori di gay, lesbiche e trans: con un sussulto di dignità mandiamo a casa questa classe politica degenerata e scandalosa prima che la pericolosissima avanzata di omofobia, xenofobia e razzismo ci travolga. Ricostruiamo insieme la dignità di questo nostro paese.

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