sabato 27 novembre 2010

ARCIGAY: NON ACCETTIAMO STRUMENTALIZZAZIONI

Nota stampa Arcigay Rimini

Risposta al comunicato del sedicente Rimini Pride
 
E' triste dover rispondere, ma è bene precisare alcune cose a seguito di un comunicato apparso stamattina sulla Voce e proveniente da un virtuale sedicente Rimini Pride del quale al momento non si conoscono finalità, organizzazione né tantomeno iscritti e che per questo non risulta rappresentare alcuna voce ufficiale dell'associazionismo del mondo gay né tanto meno di Arcigay.
E' triste innanzitutto perchè parole come disprezzo, attacchi personali e strumentali non fanno parte della nostra cultura che punta a costruire ponti per un futuro più civile per tutti. Da queste modalità e da questi metodi Arcigay si pone in assoluta antitesi e condanna.
Ci sono invece due fatti, che vanno rimarcati:
Fatto 1: un video molto apprezzato che ha fatto il giro del web e che Maura Chiulli, nostra stimata associata, ha liberamente realizzato come testimonianza personale di scrittrice e donna in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Criticare Maura e questo video, o pensare -peggio- di strumentalizzare in una polemica interna è di per sé un fatto avvilente che va ben oltre la nostra associazione.
Fatto 2: in risposta al comunicato del sedicente Rimini Pride va ricordato per trasparenza e onestà intellettuale come i rapporti dell'Associazione Arcigay con l'istituzione Provincia gestita da Fabbri (come oggi con l'attuale) siano sempre stati sereni e improntati alla collaborazione.
E' triste da parte del sedicente Rimini Pride - di cui ripetiamo di non conoscere finalità e associati - cercare primati sulla pelle delle persone, sui loro diritti, sul loro diritto alla felicità. Come dichiarare di preferire questo o quel candidato.
Arcigay è e resterà neutrale, una neutralità che però significa sempre allargare il campo, non optare per gli aut-aut, perchè – attenzione - sui diritti delle persone gli steccati e gli ostracismi non servono, e perchè più siamo a condividere questa battaglia di democrazia e civiltà, prima affermeremo, nei fatti, diritti che sono di tutti.

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