sabato 27 novembre 2010

ARCIGAY: NON ACCETTIAMO STRUMENTALIZZAZIONI

Nota stampa Arcigay Rimini

Risposta al comunicato del sedicente Rimini Pride
 
E' triste dover rispondere, ma è bene precisare alcune cose a seguito di un comunicato apparso stamattina sulla Voce e proveniente da un virtuale sedicente Rimini Pride del quale al momento non si conoscono finalità, organizzazione né tantomeno iscritti e che per questo non risulta rappresentare alcuna voce ufficiale dell'associazionismo del mondo gay né tanto meno di Arcigay.
E' triste innanzitutto perchè parole come disprezzo, attacchi personali e strumentali non fanno parte della nostra cultura che punta a costruire ponti per un futuro più civile per tutti. Da queste modalità e da questi metodi Arcigay si pone in assoluta antitesi e condanna.
Ci sono invece due fatti, che vanno rimarcati:
Fatto 1: un video molto apprezzato che ha fatto il giro del web e che Maura Chiulli, nostra stimata associata, ha liberamente realizzato come testimonianza personale di scrittrice e donna in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Criticare Maura e questo video, o pensare -peggio- di strumentalizzare in una polemica interna è di per sé un fatto avvilente che va ben oltre la nostra associazione.
Fatto 2: in risposta al comunicato del sedicente Rimini Pride va ricordato per trasparenza e onestà intellettuale come i rapporti dell'Associazione Arcigay con l'istituzione Provincia gestita da Fabbri (come oggi con l'attuale) siano sempre stati sereni e improntati alla collaborazione.
E' triste da parte del sedicente Rimini Pride - di cui ripetiamo di non conoscere finalità e associati - cercare primati sulla pelle delle persone, sui loro diritti, sul loro diritto alla felicità. Come dichiarare di preferire questo o quel candidato.
Arcigay è e resterà neutrale, una neutralità che però significa sempre allargare il campo, non optare per gli aut-aut, perchè – attenzione - sui diritti delle persone gli steccati e gli ostracismi non servono, e perchè più siamo a condividere questa battaglia di democrazia e civiltà, prima affermeremo, nei fatti, diritti che sono di tutti.

venerdì 5 novembre 2010

Lettera di Maura Chiulli alle "donne del pdl riminese"

Meglio le belle ragazze che essere gay. Parola di lesbica.

Le donne rispondono alle "donne del PDL riminese"

Può la sola appartenenza al genere femminile essere garanzia di sensibilità? Le dichiarazioni delle consigliere del PDL al Corriere di Romagna del 3 novembre dimostrano ampiamente di no.«io non sono contro i gay, anzi, se li incontro per strada non li picchio»è l'imbarazzante dichiarazione di Samantha Coelati Rama. In questo pensiero (se di pensiero si può parlare) riecheggia quel che si diceva delle "suffragette" a inizi Novecento: «È vero che non bisogna picchiare le donne, ma queste pretendono di votare! C'è un limite!», oppure «non ho niente contro i neri, anzi quando li incontro per strada non li picchio».

Alla consigliera Valeria Piccari precisiamo che l'orgoglio omosessuale non si fonda su alcuna comparazione, nessuno fa ciò che è meglio o peggio nella vita, ma la vive per quel che è e per come è nato. L'orgoglio omosessuale solo nella mente annebbiata di qualche omofobo affermerebbe bestialità quali «meglio gay che eterosessuale». Non vogliamo convertire nessuno, vogliamo solo il rispetto per ciò che siamo, perché non possiamo essere altro.

Perché mai un fantomatico orgoglio eterosessuale dovrebbe poter giustificare affermazioni imbarazzanti come quella di Berlusconi? Anche quando parla di donne ne parla come oggetti, per lui esistono solo quelle belle e giovani, se poi sono anche brave (a letto o in politica) tanto meglio. Quelle brutte per lui sono inutili e si meritano persino le bestemmie, come nel caso di Rosy Bindi. Come si possono accettare con dignità dichiarazioni tanto umilianti?

È avvilente dover distinguere un "noi" e un "voi" tra donne, tra persone che tanto hanno faticato per trovare un ruolo politico dominato da un universo maschile. Qualcuna ha trovato questo posto mantenendo la propria identità di donna e contribuendo così alla ricchezza della vita democratica, qualcun'altra invece l'ha fatto assimilandosi agli uomini in tutto e per tutto, diventando a sua volta maschilista. In questo senso il loro contributo di donne alla democrazia è inesistente.

Le dichiarazioni delle Consigliere non ci hanno purtroppo stupito, ma solo profondamente amareggiato, come donne e come omosessuali.

Maura Chiulli, Responsabile nazionale Arcigay per le Politiche di Genere,le donne libere civili e orgogliose di Arcigay e di Rimini.

Rimini, 5 novembre 2010

mercoledì 20 ottobre 2010

RIMINI: CITTA’ DEI DIRITTI


Elezioni Amministrative comunali 2011
Proposte programmatiche di Arcigay Rimini

«Io sono come un negro in una società razzista che ha voluto gratificarsi di uno spirito tollerante.
Sono cioè un "tollerato"»
Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane

Quadro sociale e culturale
Arcigay raccoglie annualmente in un report i principali episodi di violenza omofobica e transfobica segnalando tra gennaio 2008 e dicembre 2009 ben 21 omicidi, 125 casi di violenze e aggressioni, 15 estorsioni, 9 atti di bullismo e numerosi atti vandalici ai danni di persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender). Nel testo Maledetti froci & maledette lesbiche di Maura Chiulli, si indaga il lato oscuro di un Paese in cui l’omofobia miete ancora numerose vittime. Si raccontano episodi di violenza subita da persone lgbt e la nostra Provincia è la cornice di alcune storie brutali, talune note alla cronaca.
Questi dati, pur nella loro gravità, offrono solo un’idea generica, e decisamente al ribasso, dell’esperienza di discriminazione che una persona lgbt italiana affronta quotidianamente perché rappresentano solo un conteggio di quei rari casi che hanno ottenuto visibilità mediatica ed, eventualmente, la solidarietà delle istituzioni e della società civile. Nel nostro paese è tuttora assente un Osservatorio istituzionale di indagine sulla discriminazione lgbt a testimonianza di quanto il problema non sia per nulla percepito come reale. Come noto,  in Italia non esiste alcuna legge che riconosca un’aggravante specifica per i reati commessi in odio a persone lgbt.
È di conseguenza impossibile avere una rilevazione statistica attendibile, o reperire informazioni ufficiali da parte delle Forze dell’ordine in merito a reati di carattere omofobico, semplicemente perché non esiste una specifica fattispecie di reato.
Di conseguenza è estremamente difficile che all’atto della denuncia la vittima di violenza dichiari la matrice omofobica del gesto patito, sia perché ciò non costituirebbe una aggravante, sia in virtù di una forte omofobia interiorizzata, largamente diffusa nel nostro paese, che porta ad una vera e propria autocensura.
Lo psichiatra Vittorio Lingiardi, a proposito del suo testo Citizen Gay in cui analizza il rapporto tra mancanza di tutele giuridiche e salute delle persone omosessuali, sostiene che «un effetto collaterale positivo dell'approvazione di una buona legge sul riconoscimento delle unioni civili sarebbe un drastico prosciugamento della palude, psicologica e sociale, in cui prolifera l'omofobia».
Rimini, di recente scenario di sinistri episodi di violenza omofobica, è già stata scelta dalla rete di associazione lgbt della Regione come sede di una grande manifestazione in occasione della Giornata contro l’omofobia del 17 maggio 2010.
La lotta ormai trentennale del movimento lgbt italiano incomincia timidamente a dare i suoi frutti. Sull’omofobia, dopo anni di denunce al vento, è intervenuto il Ministero delle Pari Opportunità con la diffusione di una prima campagna di comunicazione sociale. Il bullismo ha trovato una timida, ed ancora parziale risposta, nell’incontro tra studenti e gruppi lgbt in molte città anche attraverso il sostegno, da parte dei Ministeri competenti, a progetti specifici di Arcigay. Si moltiplicano poi le iniziative di Arcigay sulla cultura del rispetto, oggi vacante nei confronti di gay, lesbiche e transessuali italiani.
Infine c’è il nervo scoperto dei diritti negati alle coppie lgbt che rappresentano la sintesi migliore della lotta in campo contro la discriminazione con la richiesta, tanto banale quanto ostacolata in tutti i modi, di piena ed assoluta parità nella cittadinanza tra eterosessuali e omosessuali.
Le discriminazioni che subiscono le coppie lgbt sono numerose (dall’impossibilità di visita del partner in ospedale, eredità, permessi lavorativi ecc.) ma la più macroscopica sta nella diversità di trattamento. Una società civile e moderna non può tollerare la discriminazione perché un diritto negato ad un omosessuale o transessuale è un diritto umano negato a tutti.
In questo contesto riteniamo non più rinviabile l’apertura di una fase di riforme per il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutte le cittadine e di tutti i cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità ed espressione di genere e per il superamento di pregiudizi e discriminazioni.
Ciò non potrà avvenire se non nel rispetto del principio della laicità dello Stato italiano e della sua autonomia, nel rispetto della nostra Costituzione come la più alta fonte di diritto, non subordinabile ad altro.
Vogliamo una città che difenda il principio della laicità delle istituzioni pubbliche, tenendo sempre separati gli interessi della cittadinanza dai principi confessionali, garantendo la piena agibilità civica ad ogni condizione personale e ad ogni posizione culturale e tutelando il principio della libertà di religione e di concezione del mondo. Crediamo che i fondamentalismi di qualunque genere si combattano solo con la laicità dello Stato e delle sue istituzioni anche nelle articolazioni locali.
Vogliamo una città che aiuti ogni singolo individuo ad essere soggetto attivo nella costruzione del proprio progetto di esistenza, della propria identità personale e collettiva.
Chiediamo che sia riconosciuto il diritto di cittadinanza a pieno titolo per tutti, e che per ciascuno sia tutelato il diritto di agire in libertà e nel rispetto delle libertà altrui, riconoscendo un valore alle differenze.
Abbattere l’omofobia e la transfobia significa restituire pieno riconoscimento e piena inclusione sociale a tutte le persone a prescindere dal loro orientamento sessuale e identità di genere.

Quadro normativo
Le richieste del movimento lgbt italiano, hanno forti radici nella storia recente dell’Unione Europea, dalla Risoluzione del Parlamento Europeo n. 1117 del 12 settembre 1989 sul “Trattamento delle persone transessuali all’interno dell’Unione”, a quella dell’8 febbraio 1994 sulla “Parificazione dei diritti di gay e lesbiche nella Comunità Europea”, fino al testo del Trattato costituzionale di Roma del 2004 e alla più recente Risoluzione del 18 gennaio 2006.
La Risoluzione comune sull'omofobia in Europa del 18.1.2006, definisce l'omofobia come «una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio» ed è «analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo». Essa si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse «quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza».
La risoluzione comune condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e chiede agli Stati membri di assicurare «che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali siano protetti da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza». Gli Stati membri e la Commissione devono quindi condannare con fermezza tali gesti e garantire «l'effettivo rispetto della libertà di manifestazione», prevista da tutte le convenzioni in materia di diritti umani.
Considerando che in un numero più grande di paesi si stanno adottando iniziative intese a garantire pari opportunità e ad offrire protezione contro la discriminazione, nonché «ad assicurare il riconoscimento delle famiglie omosessuali», il Parlamento chiede che ai partner dello stesso sesso siano garantiti il rispetto, la dignità e la protezione «riconosciuti al resto della società». E' poi reiterata la richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che assicurino la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari nonché «del partner registrato di qualunque sesso».
Facendo proprio un emendamento proposto dai socialisti, l'Aula sollecita inoltre gli Stati membri ad adottare disposizioni legislative «volte a porre fine alle discriminazioni subite dai partner dello stesso sesso in materia di successione, proprietà, locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale, ecc.».
D'altra parte, il Parlamento europeo «sollecita vivamente» gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante «un'azione pedagogica», ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, nelle università, attraverso i mezzi d'informazione e «anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa», assolutamente necessarie al fine di tutelare l’individuo e la coppia, nel rispetto delle leggi. La relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE, poi, dovrebbe comprendere informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti criminosi e violenze a carattere omofobico negli Stati membri. Infine, la risoluzione chiede agli Stati membri interessati di riconoscere «finalmente» che gli omosessuali «sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista».
Già in questa direzione è il nuovo Statuto della Regione Emilia-Romagna che riconosce, come quelli della Toscana e dell’Umbria, parità di diritti alle persone omosessuali sia a livello individuale che nella vita di coppia.
Il Preambolo del nuova Statuto, infatti, afferma «il riconoscimento della pari dignità sociale della persona, senza alcuna discriminazione per ragioni di genere, di condizioni economiche, sociali e personali, di età, di etnia, di cultura, di religione, di opinioni politiche, di orientamento sessuale».
L’art. 9 «riconosce e valorizza (...) la funzione delle formazioni sociali attraverso le quali si esprime e si sviluppa la dignità della persona e, in questo quadro, lo specifico ruolo sociale proprio della famiglia, promuovendo le condizioni per il suo efficace svolgimento».
La più recente Legge Regionale 22 dicembre 2009, n. 24, art. 48 (“Parità di accesso ai servizi”), fissa alcuni punti importanti:
«1. La Regione Emilia-Romagna, in coerenza con l'articolo 3 della Costituzione e con l'articolo 6 del Trattato sull'Unione europea, come modificato dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007, riconosce a tutti i cittadini di Stati appartenenti alla Unione europea il diritto di accedere alla fruizione dei servizi pubblici e privati in condizioni di parità di trattamento e senza discriminazione, diretta o indiretta, di razza, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. L'accesso ai servizi avviene a parità di condizioni rispetto ai cittadini italiani e con la corresponsione degli eventuali contributi da questi dovuti.
2. La Regione assume le nozioni di discriminazione diretta ed indiretta previste dalle direttive del Consiglio dell'Unione europea 2000/43/CE (Direttiva del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica), 2000/78/CE (Direttiva del Consiglio che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro) e Direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione).
3. I diritti generati dalla legislazione regionale nell'accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi, si applicano alle singole persone, alle famiglie e alle forme di convivenza di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 (Applicazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente).
4. La Regione si impegna, di concerto con gli Enti locali e con il coinvolgimento delle parti sociali e dei soggetti del terzo settore, a promuovere azioni positive per il superamento di eventuali condizioni di svantaggio derivanti da pratiche discriminatorie.»

In questo quadro sovranazionale estremamente attento, e la pressoché totale assenza di una legislazione Statale in materia di diritti lgbt e contro le discriminazioni in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere, si inserisce l’Ordine del giorno contro l’omofobia della Provincia di Rimini, delib. C.P. n. 34/2005, che prevede la promozione «anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica, intervenendo, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, anche e soprattutto nelle scuole che hanno il dovere di formare i giovani perché contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ciascuno»;
e l’importante Ordine del giorno del Comune di Rimini del 18 marzo 2010 “Contro l’omofobia e la transfobia”, che «impegna la Giunta a promuovere e sostenere, in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica e transfobica, anche in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza; a dare seguito all'interrogazione del Consigliere Comunale Fabio Pazzaglia datata maggio 2007 nella quale si richiedeva di istituire a Rimini l'osservatorio sull'omofobia; a promuovere corsi per la formazione dei dipendenti comunali sulle tematiche legate a omosessualità e transessualità».

Piattaforma rivendicativa
Il movimento LGBT italiano, nel corso degli ultimi anni, sta promuovendo una piattaforma politica che rivendica parità dignità e laicità, ma che non ha ancora trovato una concreta attuazione. La piattaforma prevede l’estensione del matrimonio civile alle coppie lgbt e l’estensione della legge n. 205/93, comunemente detta Legge Mancino ("Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa") ai reati d’odio nei confronti di lesbiche, gay e transessuali.
Le associazioni LGBT Emiliano Romagnole si sono date appuntamento a Rimini il 16 maggio 2010 per celebrare con la manifestazione “Emilia Romagna delle differenze” la giornata internazionale contro l'omofobia stabilita dall'ONU e per chiedere all'Amministrazione regionale una serie di atti concreti in linea con l'approvazione dell'art.48 (Delibera n.108/2009 che ha fatto propri gli indirizzi contenuti all’art.3 della Costituzione, nel Trattato di Lisbona e in 3 specifiche Direttive Europee).
Proprio per questo chiediamo un preciso impegno che si può sintetizzare nei seguenti punti:
ideazione di campagne regionali contro l'omofobia e la transfobia da realizzarsi con il coinvolgimento delle associazioni LGBT dell'Emilia Romagna.
promuovere l’applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l’attività legislativa, e vigilare affinché essi vengano rispettati in tutto il territorio regionale.
garantire l’effettiva applicazione del principio di non discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere nella fruizione dei servizi regionali in condizioni di parità per tutte le coppie, sposate e non sposate, eterosessuali ed omosessuali, e di dotarsi di tutti gli strumenti necessari affinché i figli presenti nelle ormai numerose famiglie omogenitoriali non abbiano a subire alcuna disparità di trattamento.
promuovere un monitoraggio approfondito sulle condizioni delle persone transessuali e transgender nella nostra regione, con particolare attenzione alle difficoltà in campo sanitario e lavorativo, e promuovere azioni positive in tal senso; migliorare la copertura dei  costi sanitari affrontati dalle persone transessuali includendo la somministrazione degli ormoni a carico del servizio sanitario pubblico.
operare attraverso strumenti utili alla lotta contro l'omofobia e la transfobia come: corsi di formazione per dipendenti pubblici, realizzazione di appositi osservatori, interventi nelle scuole.
continuare e aumentare l’impegno sanitario rispetto l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target, distribuzione di profilattici anche in ambito scolastico, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV.
garantire la libertà di designazione da parte del paziente maggiorenne di una persona che abbia accesso alle strutture sanitarie e a cui gli operatori delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali devono riferirsi per le comunicazioni relative al suo stato di salute.
promuovere interventi culturali atti a diffondere la memoria storica, la cultura e la produzione artistica del comunità LGBT.
realizzare un tavolo di lavoro presso la Giunta o il Consiglio regionale che coinvolga enti pubblici, parti sociali e soggetti del terzo settore al fine di favorire un continuo dialogo e confronto anche nell’ideazione e nell’attuazione delle azioni sopra elencate.

Proposte programmatiche di Arcigay Rimini

1. Azioni positive contro le discriminazioni

Rimane prioritario il tema della libertà di esprimere e vivere la propria identità sessuale nel contesto della quotidianità.
Nella nostra società e soprattutto nel mondo del lavoro, gay, lesbiche e transessuali subiscono ancora discriminazioni e mobbing, a causa del razzismo omofobico e transfobico che produce l’utilizzo di linguaggio e comportamenti offensivi e aggressivi.
Un paese civile mette in campo azioni positive per contrastare il pregiudizio sociale e promuovere una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diverse identità nella società, nelle scuole, sui luoghi di lavoro. Tutti gli Enti locali devono farsi carico di finanziare progetti di prevenzione del disagio degli adolescenti gay e lesbiche nella scuola, anche all'interno dei progetti finanziati dal Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, e attivarsi per richiedere al Governo statale un lavoro su più ampia scala che consenta l’uniformità di trattamento su tutto il territorio italiano.

Si prevede pertanto di:
Dare seguito e attuare l’Ordine del giorno del Comune di Rimini del 18 marzo 2010 “Contro l’omofobia e la transfobia” proponendo Rimini come sede di un Osservatorio sull'omofobia, transfobia e contro tutte le discriminazioni a carattere regionale. L'Ufficio, dotato delle risorse e delle competenze necessarie, avrà il compito di vigilare, registrare e segnalare le discriminazioni basate sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età, l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Le Amministrazioni avranno il compito, a ogni livello a seconda delle proprie competenze, di proporre e attuare azioni positive al fine di prevenire e rimuovere le discriminazioni.
Una delega alla Cultura delle differenze presso l’Assessorato alle Pari Opportunità o Politiche Sociali perché promuova e finanzi, di concerto con l’Osservatorio contro le discriminazioni, analisi e studi sul tessuto sociale del territorio e ne individui le specificità nonché le diversità di cultura, di religione, differenze di genere (maschile/femminile), di orientamento sessuale e di abilità, con il fine di valorizzare la differenza come una risorsa per tutti, e infine ne promuova la divulgazione con il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutte le componenti sociali.
Attivare la Commissione per i diritti delle persone lgbt (o Commissione nuovi diritti), come luogo di coordinamento di politiche sociali e culturali e formative volte a superare discriminazioni, pregiudizi e violenze psicologiche e fisiche.
Costituire Tavoli di lavoro sulle tematiche minorili, giovanili, familiari, scolastiche, educative e sanitarie coinvolgendo tutti i soggetti interessati.
Prevenire il disagio degli adolescenti gay, lesbiche e transessuali nelle scuole affrontando l’educazione all’affettività nel rispetto delle identità di ciascuno.
Formare gli insegnanti, con dei corsi specifici, a riconoscere, prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo. In varie città italiane (anche a Rimini) sono stati sperimentati con risultati positivi.
Esplicitare gli interventi a sostegno delle persone omosessuali e transessuali nelle politiche sociali del Comune (assistenza sociale, interventi rivolti agli anziani, osservatorio sulle immigrazioni, osservatorio sulle politiche giovanili, ideazione e divulgazione di campagne informative).
Inserimento di rappresentanti delle minoranze, in quanto veicolatori di esperienza e conoscenza delle problematiche dei settori di riferimento, nelle commissioni comunali che operano nei settori dell'assistenza e delle pari opportunità.
Inserire nello Statuto Comunale (e impegnarsi per quello Provinciale) anche un riferimento esplicito al divieto di discriminazione su base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, in modo da proteggere le cittadine e i cittadini sia come singoli, che come componenti di una famiglia di fatto o di diritto.
Inserimento di una norma antidiscriminatoria relativa a orientamento sessuale e identità di genere nello statuto dei dipendenti comunali.
Dare seguito e attuare l’Ordine del giorno del Comune di Rimini del 18 marzo 2010 “Contro l’omofobia e la transfobia” prevedendo la formazione dei dipendenti comunali (polizia municipale, operatori URP -Uffici per le Relazioni con il Pubblico-, operatori socio sanitari, operatori nel settore sportivo) sulle tematiche lgbt.

2. Azioni efficaci per la salute e il benessere

Va garantito il diritto alla salute delle persone omosessuali e transessuali prevenendo ed eliminando le discriminazioni in ambito sanitario, fornendo i mezzi e le informazioni adeguate per un’efficace prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, garantendo i diritti alla cura, all'anonimato e alla dignità sociale delle persone sieropositive e rendendo effettivamente disponibili le terapie sanitarie necessarie alle persone transessuali.
Prevedere concreti interventi di informazione sull'AIDS e sulle altre malattie sessualmente trasmissibili, nonché, in collaborazione con l’Ausl, costituire un centro MTS (malattie a trasmissione sessuale) presso la nostra struttura ospedaliera.

3. Promozione culturale e dell’associazionismo

Visibilità e mobilitazione di lesbiche, gay e transessuali costituiscono una delle possibili risposte alla crisi della politica, perché quella domanda di serenità rivolta alla nostra società indica un orizzonte concreto di democrazia e di civiltà, dove omosessualità e  transessualità riescono a interrogare e a evidenziare profondamente i limiti del nostro sistema sociale, culturale, educativo e di relazioni, ancora profondamente condizionato da omofobia, transfobia e dal maschilismo patriarcale. La richiesta di diritti e rispetto da parte delle persone omosessuali e transessuali sono dunque istanze di libertà per tutti.
E' compito prioritario delle forze di sinistra adoperarsi in questa direzione, neutralizzando l'attacco razzista della destra e il riemergere di movimenti oscurantisti.
Vogliamo offrire a tutte e a tutti pari diritti e pari opportunità per esprimere il proprio talento: nello studio, nel lavoro, nell’impresa, nello sport, nelle arti, nella vita quotidiana.
Troppo spesso questo non avviene per le persone gay, lesbiche e transessuali, frequentemente ancora oggetto di pregiudizio sociale e di atteggiamenti discriminatori, e erciò limitati nella manifestazione della loro identità. La presenza di comunità gay e lesbiche nelle città italiane ha prodotto servizi sociali, psicologici, aggregativi e progetti culturali, sociosanitari, formativi. Ciò ha consentito -ad esempio- in una realtà come quella bolognese, dove il Comune ha sostenuto con la concessione di una sede e attenzione verso le iniziative dell'Arcigay e dell'Arcilesbica locali, alle lesbiche e ai gay di avere modelli positivi di riferimento, di uscire dall'isolamento, di fruire ed essere parte attiva di situazioni aggregative, sociali, culturali. La produzione culturale e ricreativa è un arricchimento apprezzato diffusamente dalla popolazione della città, diventandone così un tratto caratteristico e positivo.
L'associazionismo gay e lesbico rappresenta un necessario strumento di mediazione sociale per gli interventi dell'amministrazione contro processi di disgregazione ed esclusione, e verso il recupero di una piena socialità e integrazione delle persone omosessuali e transessuali. Ma i diritti delle persone lgbt possono essere realmente promossi solo in uno spazio cittadino in cui le amministrazioni comunali e provinciali assumano direttamente e fino in fondo la lotta a ogni forma di discriminazione, il principio della laicità dell'amministrazione e la difesa dei diritti di cittadinanza di ognuno.
E’ necessario da parte del Comune provvedere ad una lotta culturale contro la discriminazione, sia sessuale che razziale, tramite una forte campagna mediatica di sensibilizzazione, informazione nelle scuole, organizzazione di eventi socio-culturali. Promuovere e sostenere le attività culturali, sociali e ricreative delle associazioni lesbiche,
gay e transessuali per l’alto valore nell'aggregazione e quale punto di riferimento per le  categorie che necessitano di maggior tutela; per la lotta contro ogni discriminazione e all'affermazione delle libertà personali.
Fornire gli strumenti adeguati alle associazioni, che svolgono un’opera importante di sussidiarietà, portando avanti con fatica un’azione dall’insostituibile valore sociale: dalla questione di una sede idonea, come già accade in molte città italiane al supporto alle attività sociali (consultori, linee di telefono amico, prevenzione sanitaria); dal finanziamento
dei progetti culturali (rassegne di cinema, centri di documentazione, pubblicazioni) alla  formazione degli insegnanti e degli operatori sociali, come previsto nell’Ordine del giorno del Comune di Rimini del 18 marzo 2010 “Contro l’omofobia e la transfobia”.
Attivazione di riferimenti specifici alla realtà gay e lesbica all’interno delle comunicazioni esterne delle amministrazioni e l’esplicita inclusione delle persone omosessuali tra le vittime dell’Olocausto in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria e del 25 Aprile.
Aderire alla Giornata Internazionale contro l'Omofobia che si celebra il 17 maggio di ogni anno nella ricorrenza della cancellazione, il 17 maggio 1990, dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Conferire cittadinanze onorarie a personaggi che si battono per diritti umani, pace, cooperazione.
Incentivare il turismo gay con pubblicità all’estero e su circuiti specifici, collegandolo alle iniziative culturali. La tutela e l'accoglimento delle persone lgbt porterebbe anche un vantaggio economico, dato che Rimini è stata ed è tuttora una delle mete predilette del cosiddetto “turismo gay”.

4. Riconoscimento delle coppie lesbiche e gay

Il movimento lgbt italiano, tenendo fermo l’obiettivo sulla parità di accesso a tutti gli istituti giuridici anche per le persone omosessuali e transessuali, è favorevole a una egolamentazione delle coppie di fatto, etero e omosessuali, che affianchi la possibilità di contrarre matrimonio civile e che permetta una pluralità di scelte.
Si ritiene opportuno impegnare il Consiglio oomunale a formalizzare una richiesta al Parlamento di legiferare in tale senso.
Riconoscere la dignità e il valore sociale delle relazioni d'amore e convivenza fra persone dello stesso sesso approvando misure non discriminatorie e compiendo azioni positive che spingano anche il Parlamento a riconoscere sul piano normativo le coppie gay e lesbiche.
Affiancare alla possibilità di rilascio di un Attestato di costituzione di Famiglia Affettiva, l’istituzione di un registro delle unioni civili come primo passo in questa direzione, che dia un riconoscimento alle coppie conviventi lesbiche, gay o eterosessuali che lo richiedano, permettendo loro di accedere a servizi come sovvenzioni comunali e alle liste di assegnazione, per esempio, di alloggi di edilizia popolare.
Attuare pienamente la Legge Regionale 22 dicembre 2009, n. 24, art. 48 in materia di “Parità di accesso ai servizi”.

5. Istanze generali da incentivare

Città sostenibile: incentivare un nuovo modello di sviluppo e nuovi stili di vita che guardino al mondo e al futuro, che rispettino e valorizzino le risorse ambientali e il territorio.
Incentivare, con specifiche negli strumenti di programmazione urbanistica nonché creando un fondo per prestiti agevolati, costruzioni che rispondano a precisi vincoli di sostenibilità dettati dai canoni dell’edilizia eco-sostenibile e delle bioedilizia (reperibilità dei materiali in zona, tendenza all’indipendenza energetica con pannelli solari e soluzioni tecnologiche o di esposizione, ecc).
Città partecipativa: dove la partecipazione è lo strumento della cittadinanza per riconoscersi parte della comunità, per sceglierne il futuro. Vogliamo rafforzare la democraticità affiancando ai normali strumenti rappresentativi nuovi processi partecipativi,  ambientale, sociale), le forme di finanza etica e di commercio equo e solidale. Vogliamo che nel Comune quote di bilancio vengano definite attraverso procedure partecipate e che vengano attivati cantieri sociali di trasformazione urbana nei quartieri e nelle periferie con lo scopo di costruire insieme ai cittadini la Rimini del futuro.
Città solidale: che non abbandona chi è caduto nella marginalità, che prevede interventi specifichi e azioni positive per l’accoglienza ed aiuto a chi è in difficoltà, assistenza per l’emergenza freddo, potenziamento mense, pronto intervento sociale che favorisca il reinserimento nella collettività. Dare nuova spinta all’Associazionismo e al volontariato, invitando i cittadini a partecipare con opportune campagne informative.
Città dell'arte e della cultura: Rimini deve valorizzare le creatività locali e favorire la contaminazione accogliendo artisti italiani e stranieri. Proponiamo progetti specifici per le scuole e le realtà giovanili che in esse maturano, per la libera frequentazione degli spazi. Una rete di spazi per l'arte, anche più piccoli e flessibili, per la promozione della cultura, dibattiti, spettacoli.

Rimini, 20/10/2010
Il Direttivo di Arcigay “A. Turing”

martedì 12 ottobre 2010

RIMINI PIADINA ASD - Volley gay friendly

Sport, divertimento, inclusione. Nasce la squadra di volley gay friendly a Rimini. Una bella iniziativa da affrontare con allegria e spirito di squadra, in una logica di integrazione e inclusione sociale.

E’ con questa immagine scherzosa e autoironica che il Rimini Piadina, gruppo sportivo riminese dedicato alla pallavolo, lancia insieme ad Arcigay "A. Turing" le iscrizioni per il nuovo anno alla stagione del volley. “Per giocare a pallavolo puoi essere come sei!”, questo lo slogan che hanno sposato da circa un anno i ragazzi del gay volley di Rimini, e che sta anche ad indicare la ferma posizione contro ogni discriminazione.

Reduci di un’entusiasmante esperienza ai Gay Games di Colonia 2010, i giocatori romagnoli cercano oggi nuovi sportivi e appassionati alla pallavolo e al beach volley. In particolare, per
quest’inverno, anche al fine della partecipazione ad uno campionati/circuiti provinciali riconosciuti dalla Fipav.

RIMINI PIADINA ASD nasce dall’unione di molteplici esperienze in campo aggregativo, sportivo, culturale e di organizzazione di eventi; conta oggi circa 20 iscritti e centinaia di contatti. L’associazione è un ente senza fini di lucro che opera per fini sportivi, ricreativi e culturali, inspirandosi in particolare ai principi di integrazione e inclusione sociale, contro ogni forma di discriminazione.

Volley gay friendly cerca sportivi. E' possibile prendere contatti all'indirizzo mail: volleyrimini@gmail.com

venerdì 9 luglio 2010

DOCUMENTO POLITICO PROGRAMMATICO 2010-12

LIBERI DI ESSERE!

Rimini è stata di recente scenario di sinistri episodi di violenza omofobica. L'identità e l'individualità di una persona, la sua storia il suo essere e la sua vita, non devono mai diventare pretesto (o peggio legittimazione) per un'aggressione, sia essa verbale, fisica o politica. Gli atti omofobici che anneriscono le cronache italiane non sono solo un problema di gay, lesbiche e trans, bensì sono il sintomo di una deriva intollerante che riguarda tutti. Chiunque può essere vittima di violenza e ognuno ha il diritto di sentirsi al riparo.
La tutela della nostra integrità fisica, della dignità dei nostri amori e della realtà delle nostre famiglie necessita di risposte legislative concrete, in grado di collocare l’Italia fra le nazioni che già hanno raggiunto quel livello di civiltà e diritto capace di combattere efficacemente il pregiudizio omofobico, per questo Arcigay chiede l’estensione della legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia.
Arcigay ha l’ambizione e il dovere di proporsi capofila di un movimento culturale laico e pervasivo di tutta la società, in grado di spezzare il clima di intolleranza verso tutte le differenze che il nostro Paese sta vivendo, promuovendo azioni efficaci ‘dal basso’.
La piattaforma politica dei grandi Pride nazionali è incentrata su parità, laicità e dignità. Ora dobbiamo diventare noi stessi i protagonisti di questo proclamo, attori di iniziative, servizi, attività che partono proprio dal presupposto di una nostra sostanziale parità. E lo dobbiamo fare con trasparenza e autorevolezza.
È necessario costruire e fare emergere una vera comunità LGBT, tramite l'ascolto, la comunicazione e la capacità di riflessione. Arcigay si mette al servizio della comunità come il luogo dove sentirsi accolti e da cui partire per le nostre battaglie di civiltà per i diritti di tutti e di tutte. Partecipare o affidarsi ad Arcigay significa avere la certezza di essere accolti da persone preparate e appassionate.

Le azioni che intendiamo mettere in campo sono molteplici a partire dalla promozione e l’attuazione a livello locale del documento elaborato insieme alle realtà LGBT dell’Emilia-Romagna promotrici della giornata regionale contro l’omofobia del 16 maggio 2010 [Arcigay “Alan M. Turing” Rimini, Arcigay Emilia-Romagna, ArciLesbica, MIT (Movimento Identità Transessuale), Agedo (Associazione Genitori e amici di Omosessuali)] che formalizza la richiesta all'Amministrazione regionale di una serie di atti concreti in linea con l'approvazione dell'art.48 (Delibera n.108/2009 che ha fatto propri gli indirizzi contenuti all’art.3 della Costituzione, nel Trattato di Lisbona e in 3 specifiche Direttive Europee).

Ci impegneremo, in particolare a livello provinciale e comunale, a mettere in campo azioni per il benessere e il miglioramento della qualità della vita per le persone e per le famiglie LGBT sintetizzabili nei seguenti punti:
 
Ideare iniziative contro la violenza, in particolare l'omofobia e la transfobia da realizzarsi con il coinvolgimento delle associazioni LGBT dell'Emilia Romagna.

Progettare e realizzare, insieme alla Provincia di Rimini, un servizio di supporto psicologico qualificato per le persone LGBT in difficoltà.

Operare attraverso strumenti utili alla lotta contro l'omofobia e la transfobia come la promozione di corsi di formazione per dipendenti pubblici e interventi nelle scuole. La Scuola italiana è purtroppo ancora oggi un luogo non sicuro per i giovani LGBT e il diffuso bullismo omofobico  alimenta ambienti di esclusione e di intolleranza. Arcigay che da anni si occupa della prevenzione del bullismo omofobico e del disagio giovanile dovrà garantire un impegno strategico e preciso in tal senso anche con il supporto essenziale del gruppo giovani. Dovremo pensare e realizzare offerte formative precise, come il percorso “Educare al Rispetto” svolto a Rimini nel 2007, rivolte ai docenti e agli operatori scolastici che ancora oggi risultano spesso impreparati nell'affrontare fenomeni di bullismo omofobico o anche solo nell'accogliere problemi e bisogni di giovani studenti lesbiche e gay.

Vigilare sull’applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l’attività amministrativa e nella fruizione dei servizi nella Provincia di Rimini. Esigere e sostenere la piena applicazione dell’Ordine del Giorno contro l’omofobia della Provincia di Rimini, delib. C.P. n. 34/2005, che prevede la promozione “anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica, intervenendo, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, anche e soprattutto nelle scuole che hanno il dovere di formare i giovani perché contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ciascuno”; e l’Ordine del giorno del Comune di Rimini del 18 marzo 2010 “Contro l’omofobia e la transfobia”, che “impegna la Giunta a promuovere e sostenere, in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica e transfobica, anche in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza; […] di istituire a Rimini l'osservatorio sull'omofobia; a promuovere corsi per la formazione dei dipendenti comunali sulle tematiche legate a omosessualità e transessualità”.

Promuovere un monitoraggio sulle condizioni delle persone transessuali e transgender nella nostra provincia, con particolare attenzione alle difficoltà in campo sanitario e lavorativo, e promuovere azioni positive in tal senso.

Monitorare l’impegno sanitario rispetto l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale. Realizzare campagne di comunicazione, distribuzione di profilattici anche in ambito scolastico, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV.

Sostenere a tutti i livelli le famiglie LGBT e affrontare localmente il tema dell’omogenitorialità che tuttora non è regolamentata dalla legislazione italiana. L’orizzonte rivendicativo del movimento LGBT resta l’ottenimento della piena cittadinanza, del matrimonio e l'esercizio pieno della genitorialità. Fino ad allora ci attiveremo su due piani: uno collettivo di rivendicazione pubblica, un altro privato di accesso alle possibilità di affidamento riservate ai singoli, anche promuovendo progetti innovativi in accordo con gli enti preposti.

Promuovere interventi culturali, dibattiti, manifestazioni, campagne comunicative di sensibilizzazione atte a diffondere la memoria storica, la cultura e la produzione artistica della comunità LGBT e la cultura delle differenze.

Dare attuazione alla costituzione dei gruppi di lavoro sulle tematiche più importanti per l'Associazione, come possono essere salute, politiche sociali, cultura, scuola, gruppi giovani, rete donne, giuridico, progetti, comunicazione ecc. I gruppi, coordinati da un loro responsabile, saranno i luoghi privilegiati per produrre innovazione, iniziative ed azioni concrete sui temi di rispettiva competenza.

La formazione è una delle chiavi di volta per la crescita professionale e umana dell’associazione e delle persone che ne fanno parte. Arcigay “A. Turing” dovrà prevedere di investire nella formazione dei volontari creando i presupposti di competenza, capacità e professionalità propedeutici alla realizzazione di ogni progetto.

Valorizzare la visibilità e la partecipazione femminile, nello spirito dell’Ordine del giorno “Donne in Arcigay” approvato dal Congresso nazionale su proposta del Comitato provinciale Arcigay di Rimini. Le donne costituiscono una componente essenziale e l’uguaglianza tra sessi è la condizione che garantisce la democrazia all’interno dell’Associazione che, pertanto, è considerata presupposto necessario per le nostre attività.

Promuovere la creazione di un gruppo giovani. Ancora oggi purtroppo sono molti i giovani non visibili, moltissimi che hanno paura di fare coming out, molti vittime dell'omofobia interiorizzata o della troppa omofobia incontrastata in Italia. In questo quadro crediamo fondamentali azioni dei giovani di Arcigay per i giovani su visibilità, accoglienza, ascolto, informazione, formazione; sulla valorizzazione di competenze e progettualità, la collaborazione e l’inserimento di nuovi volontari nell'associazione. Dare tempo, spazio e fiducia alla persona è il modo primario per permettere all'individuo di inserirsi in associazione e di ricevere e dare un valido sostegno.

Dare attuazione all’Ordine del giorno “L’uomo e’ quel che diventa e diventa quel che sogna” approvato dal Congresso nazionale su proposta del Comitato provinciale Arcigay di Rimini che afferma la necessità di valorizzare la partecipazione delle persone LGBT anziane come una risorsa strategica per la crescita dell'Associazione.

Promuovere e organizzare momenti aggregativi e culturali per favorire la partecipazione di tutti e tutte e cercare un punto d’incontro tra i differenti vissuti personali.

Realizzare un tavolo di lavoro presso la Provincia che coinvolga enti pubblici, parti sociali, il mondo dell’istruzione e soggetti del terzo settore (già attivo informalmente con: presidenza della Provincia di Rimini, Assessorati comunali alle Pari Opportunità e all’Immigrazione e l'Integrazione, Comitato provinciale Arci Rimini, Ufficio Nuovi Diritti CGIL Rimini, ANPI Rimini, Coordinamento Donne Rimini, Federazione Provinciale Giovani Democratici Rimini, CSA Grotta Rossa) al fine di favorire un continuo dialogo e confronto anche nell’ideazione e nell’attuazione delle azioni sopra elencate.
Le nostre identità, le nostre storie, i nostri desideri e i nostri amori devono essere per tutti ricchezza e non minaccia, patrimonio da conoscere ed esplorare, non oggetto di violenza.

Alessandro Tosarelli
Maura Chiulli


Approvato dal Congresso provinciale

Riccione, 8 luglio 2010

Esito Congresso provinciale Arcigay di Rimini

Il Congresso provinciale Arcigay, svoltosi presso la sede a Riccione, ha approvato il progetto associativo e il programma tiennale delle attività, alcune modifiche allo Statuto e ha eletto il nuovo Consiglio direttivo per il triennio 2010-12. Alessandro Tosarelli è stato confermato presidente dell'Associazione e Maura Chiulli eletta vicepresidente.

domenica 13 giugno 2010

Convocazione Congresso provinciale Arcigay "A. Turing" Rimini

Comitato provinciale Arcigay di Rimini “Alan Mathison Turing”
A norma dell'art.12 dello Statuto dell'Associazione è convocato il

CONGRESSO PROVINCIALE ARCIGAY

per il giorno:

GIOVEDI 8 LUGLIO 2010
(alle ore 1.00 in prima convocazione)
ALLE ORE 18.00 IN SECONDA CONVOCAZIONE
presso la nuova Sede a Riccione in via Bergamo 2 (Presso il Centro di Quartiere San Lorenzo)
(per ragioni logistiche la sede del Congresso potrà subire variazioni)

con il seguente ordine del giorno:

1) Operazioni preliminari;
2) Relazione del presidente;
3) Discussione e votazione di eventuali proposte di modifica allo Statuto di Arcigay “A. Turing”;
4) Discussione e votazione del progetto associativo e programma di attività triennale;
5) Elezione del Consiglio direttivo e del Collegio provinciale dei Garanti;
6) Varie ed eventuali.

Possono partecipare al Congresso, candidarsi alle cariche elettive e votare, tutti i soci e le socie Arcigay residenti nelle province di Rimini e Forlì-Cesena nonché i e le residenti in altre province che chiederanno di essere iscritti e iscritte al Comitato di Rimini.
Per l'accredito alla partecipazione e al voto è necessario essere muniti di documento d'identità personale ed essere in regola con il pagamento della quota associativa.
Lo Statuto e il regolamento congressuale possono essere richiesti alla mail rimini@arcigay.it oppure scaricati dal sito http://arcigayrimini.blogspot.com/

Rimini, 13 giugno 2010

Il presidente
Alessandro Tosarelli

mercoledì 9 giugno 2010

Pullman Napoli Pride 26 giugno 2010 - Romagna-Marche


Vieni con noi al Napoli Pride!
sabato 26 giugno 2010
PARTENZA DA RIMINI ALLE ORE 5:30
CON SOSTE A PESARO,FANO,ANCONA,CIVITANOVA,SAN BENEDETTO

Arcigay Rimini e Pesaro organizzano insieme un pullman per partecipare al Napoli pride.

Fermate:

ORE 5.30
RIMINI, V. Caduti di Marzabotto (CGIL)

ORE 6.00
PESARO, (casello A14)

ORE 6.30
FANO, (casello A14)

ORE 7.00
ANCONA, (casello A14)

ORE 7.30
CIVITANOVA, (casello A14)

ORE 8.00
SAN BENEDETTO, (casello A14)

RIENTRO IN SERATA

Il costo del viaggio andata e ritorno è di 30€.

Prenotazioni (fino a esaurimento posti):

ROMAGNA: Alessandro. 333 8798944 rimini@arcigay.it
MARCHE: Valerio. 333 3581782 arcigayagora@yahoo.it

venerdì 30 aprile 2010

Arcigay esiste

E’ con sdegno e sgomento che leggiamo quanto pubblicato da alcune testate giornalistiche locali. La politica di Arcigay è lontana dalle logiche di partito. Noi siamo una Associazione Nazionale democratica, riconosciuta, che opera, esiste, vive, con la forza e il coraggio delle migliaia di volontarie e volontari sui territori.

Chi è e dov’è questo fantomatico "Rimini Pride"? La volontà di un singolo di gestire un "gruppo" su un social network non può legittimarlo ad essere portavoce di nulla e di nessuno. Ci stupiscono ancora di più le testate che non hanno indagato e scoperto che questo autoreferenziale "comitato" è solamente un contenitore virtuale, uno strumento usato da un singolo, peraltro con poca arte, con argomentazioni pretestuose e infondate allo scopo di gettare discredito su Arcigay ottenendo visibilità personale.

Arcigay c’è. Arcigay opera quotidianamente per difendere lesbiche, gay, transessuali e chi subisce violenze in ragione del proprio essere, Arcigay va nelle scuole con i suoi corsi di formazione, Arcigay è nelle Università con i suoi giovani volontari e volontarie, Arcigay è nelle piazze, a rivendicare diritti e uguaglianza, Arcigay è nelle stanze delle Istituzioni per discutere con civile rigore le strade per il progresso culturale, che in tanti vorrebbero arrestare.

Chi è il portavoce di questo cosiddetto "comitato Rimini Pride"? Vogliamo ascoltare i suoi argomenti, che fino ad ora sono state solo banali e confuse strumentalizzazioni ben lontane dalle nostre rivendicazioni culturali.
 

Maura Chiulli
Segreteria Nazionale Arcigay, Responsabile Scuola, Giovani e Politiche di Genere
 
Alessandro Tosarelli
Presidente Comitato provinciale Arcigay di Rimini “Alan M. Turing”

venerdì 26 marzo 2010

Elezioni Regionali: il 28 marzo i gay e le lesbiche riminesi sapranno chi votare


COMUNICATO STAMPA

Rimini, 25 marzo 2010


Elezioni Regionali:
il 28 marzo i gay e le lesbiche riminesi sapranno chi votare

In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi Arcigay “A. Turing” di Rimini ha partecipato a uno screening dei candidati alle elezioni che ha coinvolto le associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans) di tutta l’Emilia-Romagna.

L’applicazione concreta dei punti previsti all’art.48 della scorsa finanziaria regionale, un articolo  di quattro commi contro le discriminazioni, conosciuto anche come “Dico all’emiliana”, è stato il banco di prova su cui testare il tasso di laicità dei futuri amministratori, oltre che la conoscenza e la visione sulle questioni riguardanti orientamento sessuale e identità di genere.

Il documento contenente le richieste e gli esempi sull’attuazione dell’art.48, richiedeva ai candidati un impegno concreto nei seguenti punti:

  1. promuovere l’applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l’attività legislativa, e vigilare affinché essi vengano rispettati in tutto il territorio regionale

  2. garantire l’effettiva applicazione del principio di non discriminazione nella fruizione dei servizi regionali in condizioni di parità per tutte le coppie, sposate e non sposate, eterosessuali ed omosessuali, e di dotarsi di tutti gli strumenti necessari affinché i figli presenti nelle ormai numerose famiglie omogenitoriali non abbiano a subire alcuna disparità di trattamento

  3. promuovere un monitoraggio approfondito sulle condizioni delle persone transessuali e transgender nella nostra regione, con particolare attenzione alle difficoltà in campo sanitario e lavorativo, e promuovere azioni positive in tal senso; migliorare la copertura dei costi sanitari affrontati dalle persone transessuali includendo la somministrazione degli ormoni a carico del servizio sanitario pubblico

  4. operare attraverso apposite campagne, corsi di formazione per dipendenti pubblici, realizzazione di appositi osservatori, interventi nelle scuole e ogni altro strumento utile alla lotta contro l’omofobia e la transfobia

  5. continuare e aumentare l’impegno sanitario rispetto l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target, distribuzione di profilattici anche in ambito scolastico, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV

  6. garantire la libertà di designazione da parte del paziente della persona che gli presta assistenza durante la degenza, indipendentemente dai legami di parentela legale

  7. promuovere interventi culturali atti a diffondere la memoria storica, la cultura e la produzione artistica del “popolo” LGBT

  8. realizzare un tavolo di lavoro presso la Giunta o il Consiglio regionale che coinvolga enti pubblici, parti sociali e soggetti del terzo settore al fine di favorire un continuo dialogo e confronto anche nell’ideazione e nell’attuazione delle azioni sopra elencate
Il documento è stato recapitato ai candidati al consiglio regionale, provincia per provincia. Le risposte dei candidati sono un buon punto di riferimento in vista del voto per la popolazione gay, lesbica, bisessuale e transessuale, e per tutti coloro che considerano l’uguaglianza fra le persone e la lotta al pregiudizio uno dei punti non negoziabili in una società che vuol chiamarsi libera e democratica.

I risultati a Rimini


A Rimini sono stati contattati i candidati appartenenti alle liste che appoggiano i 4 candidati presidenti. La consegna del documento è avvenuta principalmente via e-mail.

I risultati sono i seguenti:

-         0 risposte positive su 3 candidati per il Movimento Beppe Grillo con candidato presidente Giovanni Favia
-         0 risposte positive su 6 candidati di Lega Nord e PDL che candidano come presidente Anna Maria Bernini
-         0 risposte positive su 3 candidati che appoggiano Gianluca Galletti dell’UDC
-         2 risposte positive  su 12 candidati contattati delle liste che appoggiano Vasco Errani
Non ci sono state risposte negative in senso stretto, ma la mancanza di risposta è da considerarsi in questo caso rifiuto delle nostre proposte. Come spesso succede in questi casi, si preferisce una non risposta che un no secco la cui spiegazione potrebbe risultare imbarazzante.

Nel dettaglio si possono fare alcune considerazioni:

-         Sinistra, Ecologia e Libertà – Idee Verdi
Andrea Zanzini, da sempre vicino alla nostra Associazione, rinnova il suo “totale, sincero ed ufficiale impegno a dare attuazione piena alla delibera regionale, definendo anche in accordo con la vostra associazione le modalità, i progetti e le iniziative da avviare nel corso del mandato regionale”. Zanzini dimostra ancora una volta di conosce e condividere le nostre richieste senza nessuna titubanza e nessun calcolo, come d’altronde dimostrano le sue pagine web dedicate ai diritti civili.

-         Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - Comunisti Italiani
Marco Merli con la sua adesione sottolinea che “dal lato sanitario di controllo e monitoraggio delle eventuali malattie, in qualità di medico, risulta essere la mia mission al di là del mio ruolo politico e che già rientra nel progetto che voglio portare avanti inerente ai Centri di Cure Primarie; per quanto riguarda il lato della valorizzazione sociale e lotta alla discriminazione posso dire che in qualità di assessore al comune di San Giovanni in Marignano alla inclusione sociale tali prerogative sono già patrimonio del sottoscritto e quindi anche la mia politica regionale avrà questi connotati. In definitiva vi dico che le vostre problematiche così come espresse nel documento pervenutomi mi trovano assolutamente concorde e mi batterò per esse così come sto già facendo a livello locale.”

-         Partito DemocraticoNessuna risposta dal Parto Democratico, malgrado le sollecitazioni al Segretario provinciale Andrea Gnassi. I candidati riminesi si sono lasciati condizionare dalle dichiarazioni di Pier Luigi Bersani che recentemente si è detto contrario ai matrimoni tra omosessuali?

-         Di Pietro – Italia dei ValoriNessuna risposta al nostro documento da parte dei tre candidati. Il partito di Di Pietro, che a Bologna candida Franco Grillini come capolista, non dimostra la stessa sensibilità nella nostra Provincia.

-         Movimento Beppe GrilloSconosciuta la loro posizione sulle tematiche LGBT, viene da dubitare che ne abbiano una.

-         Casini - UDCAnche se non sono pervenute risposte da parte dei candidati, la posizione dell’UDC, contrario a ogni richiesta del movimento LGBT, è nota.

-         Lega Nord e Popolo della LibertàLa destra non si smentisce, e come previsto anche questa volta ha fatto orecchie da mercante. Silenzio assoluto dai sei candidati che si sono guardati bene dal prendere una posizione, qualsiasi posizione, rispetto al documento che hanno ricevuto. Nulla è cambiato, stesso comportamento delle regionali di cinque anni fa. Non un passo avanti, non un accenno che dimostri che a livello locale gli esponenti dei due partiti che appoggiano Anna Maria Bernini sono migliori della ricca gamma di campioni di omofobia di cui sono costellati a livello nazionale. I candidati probabilmente la pensano in maniera simile a Calderoli, Mussolini, Giovanardi&c. Però non hanno il coraggio di dirlo, perché perderebbero i voti dei molti elettori LGBT che, inspiegabilmente, ancora votano a destra.


Arcigay “A. Turing” invita gay e lesbiche, amici e simpatizzanti e tutti coloro che ci sono vicini e che condividono le nostre battaglie di democrazia e libertà a tener conto dei risultati di questo screening.


Ufficio stampa Arcigay Rimini



Emilia-Romagna esempio per l’Italia
documento per le elezioni regionali 2010
  
25 marzo 2010
   
Le associazioni LGBT emiliano-romagnole hanno creato insieme un documento che raccoglie istanze e proposte, rivolto ai candidati e alle candidate alle prossime elezioni regionali.
Ricordando le norme approvate dall’Assemblea Legislativa nel dicembre 2009 che si fanno carico di prevenire qualunque forma di discriminazione, in particolare riguardante le persone lesbiche, gay e transessuali, la richiesta del mondo LGBT ai candidati e alle candidate è ora quella di condividere e sottoscrivere un impegno che si realizzi in atti concreti, che consentano la piena applicazione dell’art. 48 della deliberazione legislativa 108/2009.
La volontà delle associazioni firmatarie della piattaforma è di appoggiare soltanto quelle forze politiche, quei candidati e quelle candidate che si interesseranno, riconosceranno come importanti e si impegneranno concretamente a realizzare le proposte del documento.


A “Emilia-Romagna esempio per l’Italia – documento per le elezioni regionali 2010 hanno aderito:


Bologna

Dario BISI                                         Movimento 5 stelle
Nadia BONORA                              Sinistra Ecologia Libertà
Maurizio CEVENINI                         Partito Democratico
Lucio CIANCIULLO                         Italia dei Valori
Valerio D’ALESSIO                        Italia dei Valori – indipendente
Debora D’AMICO                            Sinistra Ecologia Libertà
Nunzio DIANA                                  Movimento 5 stelle
Gabriella ERCOLINI            Partito Democratico
Franco GRILLINI                              Italia dei Valori
Paola MARANI                                 Partito Democratico
Claudio MERIGHI                            Partito Democratico
Antonio MUMOLO                           Partito Democratico
Gian Guido NALDI                           Sinistra Ecologia Libertà
Elisa SANGIORGI                            Sinistra Ecologia Libertà
Silvia ZAMBONI                               Partito Democratico


Ferrara

Sergio ALBERTI                              Partito Democratico
Gabriella AZZALLI                           UDC – indipendente
Anna CHIAPPINI                              Partito Democratico
Pietro COMODO                             Sinistra Ecologia Libertà
Fausto FACCHINI                            Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Graziella FERRETTI                        Italia dei Valori
Leonardo FIORENTINI                    Sinistra Ecologia Libertà
Fernando GELLI                              Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Morena GAVIOLI                             Sinistra Ecologia Libertà
Roberto GROPPI                             Italia dei Valori
Maria Rita LODI                               Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Roberto MONTANARI                     Partito Democratico
Alessandro RORATO                      Italia dei Valori


Modena

Gabriella ALBORESI                      Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Giuseppe BARALDI                                    Italia dei Valori
Carmela CALABRESE                  Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Donata Maria Pia CLERICI            Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Palma COSTI                                   Partito Democratico
Fabio LUGLI                                     Sinistra Ecologia Libertà
Stefano LUGLI                                 Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Paola MANZINI                                Sinistra Ecologia Libertà
Giulia MORINI                                   Partito Democratico
Laura PIRETTI                                  Sinistra Ecologia Libertà
Elisabetta VACCARI                       Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Luigi VALERIO                                Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Luciano VECCHI                             Partito Democratico


Ravenna

Mario MAZZOTTI                             Partito Democratico


Rimini

Marco MERLI                                   Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Andrea ZANZINI                               Sinistra Ecologia Libertà


Forlì Cesena

Tommaso MONTEBELLO             Italia dei Valori


Reggio Emilia

Gabriella A.M. BLANCATO            Movimento 5 stelle
Paola MISTRALI                              Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Francesca MONTECCHI                Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Laura SALSI                                     Partito Democratico
Mirko TUTINO                                  Partito Democratico
Donato VENA                                  Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani


Piacenza

Anna ADORNO                                Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Paolo BOTTI                                     Partito Democratico
Marco CARINI                                  Partito Democratico
Luigi CASSINARI                            Italia dei Valori
Massimo CASTELLI                       Italia dei Valori
Marco CINO                                     Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Andrea GABBIANI                           Movimento 5 stelle
Simona ROMANI                             Italia dei Valori
Domenico SICILIANO                     Rif.Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani
Antonio TAGLIAFERRI                   Sinistra Ecologia Libertà