sabato 5 settembre 2009

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI RIMINESI


Al Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli e al Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali,

La cronaca delle aggressioni contro cittadini e cittadine lesbiche, gay e trans sta invadendo i giornali: ci sono accoltellamenti, rappresaglie, persino bombe. A livello nazionale, nel 2009 e solo per i casi denunciati, si contano 8 omicidi di persone LGBT, 65 tra violenze e aggressioni, 9 estorsioni, 4 atti di bullismo, 6 atti vandalici. Ci sono giudizi morali e silenzi bigotti che reggono la mano di questi vili assalitori. Anche a Rimini abbiamo avuto il nostro caso di cronaca, buon ultimo tra i numerosi che non sono arrivati ai titoli dei giornali per ragioni legate al pregiudizio, alle minacce o alla mancanza di protezione e riconoscimento.


L'aggressione di due cittadini, Daniele Priori e Ciri Ceccarini, non è sufficiente per avere l'attenzione e la solidarietà delle istituzioni? È lecito chiedere una condanna inequivocabile? L'abbiamo sperato. Ma non c’è stata una parola dal Comune, non una parola dalla Provincia. Perciò oggi pubblicamente richiediamo una ferma presa di posizione e un incontro per conoscere e apprezzare quali sono le azioni - prima di tutto culturali - di contrasto all’intolleranza di genere e di natura omofobica che le nostre amministrazioni stanno perseguendo, dando sin da ora la nostra completa disponibilità a contribuire.

Chiediamo alle Istituzioni locali di sostenere attivamente l’approvazione del progetto di legge regionale sulle pari opportunità e contro le discriminazioni, attualmente in discussione; chiediamo che sostengano la proposta di legge nazionale che riconosca e punisca i crimini d'odio di matrice omofobica.

Le nostre richieste sono semplici, e non riguardano solo le vittime dell'ultima aggressione. Riguardano i prossimi cittadini (oggi omosessuali, domani chissà) che verranno aggrediti, colpevoli solo di essere sé stessi. Riguarda i prossimi aggressori che si sentiranno giustificati dal silenzio delle istituzioni a compiere questi atti ignobili, e che la prossima volta forse cercheranno di far di più e di peggio.

Altri sindaci non hanno esitato un istante a condannare il gesto, a costituirsi parte civile, a tentare di arginare l'onda di odio che sta attraversando il nostro Paese.

Ci aspettiamo che anche da Voi, dalle Istituzioni riminesi, giunga lo stesso messaggio di legalità e di rispetto. Un segnale chiaro lanciato a tutti e per il bene di tutti, un segnale energico di una comunità unita e aperta che sa proteggere tutti i suoi cittadini e valorizzare tutte le differenze. Ci aspettiamo questo segnale soprattutto perché la nostra realtà, divenuta sempre più inquieta e con una densità di criminalità che le statistiche danno superiore a quella di Firenze e Roma, oggi ne ha bisogno.

È perciò al Sindaco della nostra città e al Presidente della nostra provincia che chiediamo un incontro e una presa di posizione forte, perché sia chiaro da che parte stanno le Istituzioni, se incondizionatamente dalla parte dei cittadini indifesi di oggi e di domani, o se – con un imbarazzato silenzio – dalla parte degli aggressori.


ARCIGAY “ALAN M. TURING” RIMINI
ARCI RIMINI
COORDINAMENTO DONNE RIMINI
CGIL RIMINI
GAYLIB