giovedì 17 maggio 2007

Sportello Nuovi Diritti CGIL Rimini



INAUGURAZIONE SPORTELLO NUOVI DIRITTI
CGIL RIMINI
Via Caduti di Marzabotto
GIOVEDI' 17 MAGGIO dalle ore 21,00

cellulare Nuovi Diritti 331-4867706

martedì 1 maggio 2007

Progetto scuola 2007: "Educare al rispetto"

Arcigay Alan Turing ha attivato, per la provincia di Rimini, il corso di aggiornamento gratuito “Educare al rispetto”, rivolto a tutti i docenti delle scuole medie e superiori. Il corso si terrà presso il Centro Pedagogico in Via Colonna 20 (accanto I.T.G. "Belluzzi" all’Istituto tecnico “Belluzzi” e Liceo “Einstein”) lunedì 16, lunedì 23, lunedì 30 aprile 2007, dalle ore 15:00 alle ore 18:00 come da calendario. Il corso di aggiornamento “Educare al rispetto” si propone di affinare le capacità e sensibilità degli insegnanti sul tema del bullismo a sfondo omofobo.

Il corso di aggiornamento “Educare al rispetto” è autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione con decreto di riconoscimento 06.07 del 14 luglio 2006 e dall'Ufficio Scolastico Regionale con provvedimento prot. n. 4817/C12 del 31 luglio 2006 secondo la Direttiva N. 90 del 1.12.2003.

“Educare al rispetto” fa parte di Schoolmates, un progetto transnazionale finanziato dalla Commissione Europea nel quadro del programma Daphne II. Le attività del progetto saranno implementate in Italia, Austria, Spagna e Polonia. Maggiori informazioni sul sito www.arcigay.it/schoolmates.

Sarà tenuto da psicologi esperti del settore come il Dott. Marco Lazzarotto Muratori, psichiatra-psicoterapeuta e il Dott. Matteo Martelli, coordinatore Progetto Schoolmates e responsabile Progetto Scuola Cassero Bologna.

CONTENUTI:

Bullismo: forme, effetti, possibili interventi concreti di prevenzione e contrasto;

Identità sessuale: orientamento sessuale, identità di genere;

L’adolescenza: Costruzione dell’identità e compiti evolutivi in adolescenza. Le teorie sull’identità e sull’orientamento sessuale. Transizioni evolutive, relazioni con i pari e con la famiglia di origine nell’adolescente omosessuale. Le fasi del processo di coming out;

Omofobia e bullismo omofono: stereotipi, stigma, esclusione/integrazione sociale. La riduzione del pregiudizio: dall’ipotesi del contatto ai modelli socio-affettivi.


RIFERIMENTI SUL BULLISMO:

In Italia ci sono forti preconcetti e pregiudizi riguardo all’omosessualità che si manifestano nell’aggressione verbale e psicologica verso persone che sono o sembrano essere omosessuali. Questa situazione è più evidente nelle scuole, dove il fenomeno delle prepotenze scolastiche (altrimenti detto “bullismo”) perpetrate da bambini e ragazzini a danno dei loro coetanei è ancora assai frequente.

La ricerca “Bulli in Ballo”, contro il bullismo promosso dalla Regione Marche, è nata per valutare in che misura nelle scuole superiori fossero presenti atti di discriminazione da parte di ragazzi a danno dei loro coetanei. Gli studenti, hanno sottolineato di aver assistito spesso a situazioni di offesa verbale, di aggressione fisica e di discriminazione nei confronti di persone omosessuali (41%), di individui immigrati (31% ) o di ragazze (33%).

Nelle scuole gli/le alunni/e omosessuali sono esposti quotidianamente a manifestazioni di omofobia: commenti verbali dispregiativi verso persone omosessuali o presunte tali, sanzioni verso certi comportamenti considerati inappropriati ("Dai non fare il frocio!"), soprusi fisici e a volte anche sessuali. Una ricerca di un'associazione di insegnanti ha dimostrato che un alunno sente al giorno a scuola almeno venti parole o battute antigay (GLSTN, 1997) e un'indagine italiana su giovani omosessuali, maschi e femmine, ha verificato che il 70-80% ha subito insulti verbali e il 30% anche soprusi e maltrattamenti fisici (Pietrantoni, 1996).

Inoltre, il silenzio ed i pregiudizi vigenti su questo argomento aumentando il senso di vulnerabilità ed isolamento che gli adolescenti omosessuali provano di fronte ai soprusi. Si innesca così un meccanismo vizioso: l’adolescente vittima di prevaricazione, consapevole di vivere in un ambiente potenzialmente ostile, non porta all’attenzione del personale scolastico le aggressioni di cui è oggetto, isolandosi. Così facendo diventa più facilmente bersaglio di atteggiamenti di bullismo.