sabato 1 dicembre 2007

AUTO MUTUO AIUTO

Nasce a Riccione un gruppo di AUTO MUTUO AIUTO che si rivolge a persone HIV positive residenti nella Provincia di Rimini.
Lo scopo del gruppo è aiutare a uscire dall'isolamento e liberarsi dal senso di impotenza, funzionando inoltre come luogo dove porsi e porre domande e come sostegno.

Contatti per informazioni:
ama.riccione@gmail.com
388.6925986

Conferenza di presentazione
Sabato 1 dicembre 2007, ore 11
S.E.R.T.
Via Tonti 40, Rimini

giovedì 8 novembre 2007

REGISTRO UNIONI CIVILI. BENE RAVENNA, ORA ANCHE A RIMINI

COMUNICATO STAMPA ARCIGAY RIMINI
giovedì 8 novembre 2007

REGISTRO UNIONI CIVILI. BENE RAVENNA, ORA ANCHE A RIMINI

Arcigay Rimini esprime soddisfazione per l'ottimo risultato raggiunto nel Comune di Ravenna dove il Consiglio ha approvato una mozione a favore dell'isituzione del registro delle coppie di fatto. Un grande passo di civiltà partito dala petizione popolare promossa dall'assemblea delle donne 'Usciamo dal silenzio' e firmata da oltre duemila cittadini. Una rete di donne, con cui Arcigay condivide e porta avanti molte battaglie comuni, che promuove la laicità delle istituzioni come strumento per l'autodeterminazione.


Ci auguriamo che presto anche nella nostra Provincia si riapra il dibattito sul riconoscimento di diritti alle coppie di fatto, dopo l'impegno del sindaco di Riccione Daniele Imola, la bocciatura del Registro nel 2006 e l'istituzione di un Osservatorio in gennaio di quest'anno. Osservatorio che non ha prodotto risultati degni di nota e a cui Arcigay non è stata chiamata a collaborare.

Crediamo sia giunto il momento di tornare a parlare di riconoscimento delle Unioni civili anche a Rimini, dove è stato approvato il 2 febbraio un ordine del giorno presentato da Fabio Pazzaglia che chiede all'Amministrazione di farsi promotrice affinché il Parlamento approvi la legge sulle unioni civili. Perdere anche quest'occasione corrisponderebbe a un arretramento tutto ideologico rispetto alla situazione attuale, in contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

Alessandro Tosarelli
Presidente Comitato Provinciale Arcigay "A. Turing" di Rimini

sabato 1 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA ARCIGAY RIMINI
01/09/2007
 

Arcigay Rimini segue con interesse l'iter del progetto di legge del Guardasigilli Sammarinese Ivan Foschi che prevederà norme più severe contro l'intolleranza razziale, la discriminazione sessuale, etnica e religiosa.

Negli ultimi anni c'è stata un'accelerazione del progresso sammarinese sulle tematiche dei diritti civili, e in particolare una maggiore attenzione alle richieste delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Dall'abrogazione nel 2004 della legge discriminatoria in soli tre anni si è arrivati ad affrontare temi più profondi di difesa e sostegno alle minoranze discriminate anche per motivazioni legate all'orientamento sessuale.

L'iniziativa del Governo di San marino non deve passare sotto silenzio, ma essere di esempio per un'azione politica finalmente coerente e incisiva anche nel nostro Paese. Il bisogno di tale evoluzione legislativa è evidente anche solo sulla base delle cronache più recenti, affollate di aggressioni, soprusi, violenze e suicidi.

La Risoluzione europea sull'omofobia del 18 Gennaio 2006 chiede agli Stati membri di far sì che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale «sia vietata in tutti i settori» nonché di «assicurare il riconoscimento delle famiglie omosessuali». San Marino non appartiene all'Unione Europea, ma sembra molto più volenteroso dell'Italia a seguirne le risoluzioni.
 
 
(ER) S.MARINO. RAZZISMO, PRESTO UN DDL PIU' "INTOLLERANTE"
FOSCHI: MA QUI FINORA NESSUN EPISODIO SIGNIFICATIVO


(DIRE) San Marino, 25 set . - Il Titano alza il tiro contro il razzismo. Il congresso di Stato ha infatti dato l'ok ieri a Ivan Foschi, Guardasigilli, per mettere su carta un progetto di legge che preveda norme piu' severe contro l'intolleranza razziale, la discriminazione sessuale, etnica e religiosa. Ne sara' contento Federico Podeschi, sammarinese direttore del centro d'eccellenza per gli omosessuali del Galles, che di recente ha lamentato pubblicamente l'intolleranza dei suoi ex concittadini verso i "diversi".
Ad oggi, "a San Marino non ci sono leggi specifiche su questo tema,- spiega Foschi- l'oltraggio e la diffamazione sono contemplate del codice penale, ma non e' prevista l'aggravante per motivi razziali". Cosi', in vista della visita sul Titano, prevista il prossimo mese, dell'Ecri, Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza, l'esecutivo ha deciso di accelerare i tempi e adeguare il proprio codice penale alle raccomandazioni gia' contenute nel rapporto del 2003 che lo stesso organismo ha redatto su San Marino. L'integrazione normativa non sara' immediata, ma il ministro garantisce di portarla in porto "entro l'anno". Sara' cosi' messo su carta il divieto di dare luogo a manifestazioni razziali, come l'incitamento alla violenza e all'odio per motivi di credo religioso, sessuale, etnico. E anche la divulgazione di idee basate sulla superiorita' razziale, contenenti insulti e minacce di questo stampo.
"Sara' inteso razzista ogni comportamento intollerante previsto dalla dichiarazione dei diritti umani", prosegue Foschi.
"E il codice penale prescrivera' sanzioni anche a chi fa violenza con le parole". In questo modo "ci avviciniamo all'Europa", si dice convinto il segretario di Stato. Anche se, a sua memoria "qui a San Marino non risultano episodi significativi di razzismo".

sabato 16 giugno 2007

Pullman ROMA PRIDE 16 giugno 2007

ROMA PRIDE 16 giugno 2007
Arcigay in collaborazione con CGIL organizza un pullman da Rimini.


  • partenza ore 8,00 dal parcheggio di via Caduti di Marzabotto (CGIL) e ritorno con partenza da Roma alle 20,30;


  • le adesioni sono raccolte presso Arcigay e alla CGIL di Rimini con pagamento di euro 15 al momento della prenotazione, salvo che per gli iscritti CGIL che non pagano;


  • per le prenotazioni ci si può rivolgere direttamente ad Arcigay al numero 393 0402429 o alla CGIL di Rimini via Caduti di Marzabotto 30 nelle persone di Mirco (ufficio n° 33 - 1° piano) e di Silvia (ufficio n° 29 - 1° piano) tutte le mattine dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 - e i pomeriggi di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 19. I recapiti telefonici sono: Diretto Mirco: 0541-779942 - diretto Silvia 0541-779918 - cellulare Nuovi Diritti 331-4867706

giovedì 17 maggio 2007

Sportello Nuovi Diritti CGIL Rimini



INAUGURAZIONE SPORTELLO NUOVI DIRITTI
CGIL RIMINI
Via Caduti di Marzabotto
GIOVEDI' 17 MAGGIO dalle ore 21,00

cellulare Nuovi Diritti 331-4867706

martedì 1 maggio 2007

Progetto scuola 2007: "Educare al rispetto"

Arcigay Alan Turing ha attivato, per la provincia di Rimini, il corso di aggiornamento gratuito “Educare al rispetto”, rivolto a tutti i docenti delle scuole medie e superiori. Il corso si terrà presso il Centro Pedagogico in Via Colonna 20 (accanto I.T.G. "Belluzzi" all’Istituto tecnico “Belluzzi” e Liceo “Einstein”) lunedì 16, lunedì 23, lunedì 30 aprile 2007, dalle ore 15:00 alle ore 18:00 come da calendario. Il corso di aggiornamento “Educare al rispetto” si propone di affinare le capacità e sensibilità degli insegnanti sul tema del bullismo a sfondo omofobo.

Il corso di aggiornamento “Educare al rispetto” è autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione con decreto di riconoscimento 06.07 del 14 luglio 2006 e dall'Ufficio Scolastico Regionale con provvedimento prot. n. 4817/C12 del 31 luglio 2006 secondo la Direttiva N. 90 del 1.12.2003.

“Educare al rispetto” fa parte di Schoolmates, un progetto transnazionale finanziato dalla Commissione Europea nel quadro del programma Daphne II. Le attività del progetto saranno implementate in Italia, Austria, Spagna e Polonia. Maggiori informazioni sul sito www.arcigay.it/schoolmates.

Sarà tenuto da psicologi esperti del settore come il Dott. Marco Lazzarotto Muratori, psichiatra-psicoterapeuta e il Dott. Matteo Martelli, coordinatore Progetto Schoolmates e responsabile Progetto Scuola Cassero Bologna.

CONTENUTI:

Bullismo: forme, effetti, possibili interventi concreti di prevenzione e contrasto;

Identità sessuale: orientamento sessuale, identità di genere;

L’adolescenza: Costruzione dell’identità e compiti evolutivi in adolescenza. Le teorie sull’identità e sull’orientamento sessuale. Transizioni evolutive, relazioni con i pari e con la famiglia di origine nell’adolescente omosessuale. Le fasi del processo di coming out;

Omofobia e bullismo omofono: stereotipi, stigma, esclusione/integrazione sociale. La riduzione del pregiudizio: dall’ipotesi del contatto ai modelli socio-affettivi.


RIFERIMENTI SUL BULLISMO:

In Italia ci sono forti preconcetti e pregiudizi riguardo all’omosessualità che si manifestano nell’aggressione verbale e psicologica verso persone che sono o sembrano essere omosessuali. Questa situazione è più evidente nelle scuole, dove il fenomeno delle prepotenze scolastiche (altrimenti detto “bullismo”) perpetrate da bambini e ragazzini a danno dei loro coetanei è ancora assai frequente.

La ricerca “Bulli in Ballo”, contro il bullismo promosso dalla Regione Marche, è nata per valutare in che misura nelle scuole superiori fossero presenti atti di discriminazione da parte di ragazzi a danno dei loro coetanei. Gli studenti, hanno sottolineato di aver assistito spesso a situazioni di offesa verbale, di aggressione fisica e di discriminazione nei confronti di persone omosessuali (41%), di individui immigrati (31% ) o di ragazze (33%).

Nelle scuole gli/le alunni/e omosessuali sono esposti quotidianamente a manifestazioni di omofobia: commenti verbali dispregiativi verso persone omosessuali o presunte tali, sanzioni verso certi comportamenti considerati inappropriati ("Dai non fare il frocio!"), soprusi fisici e a volte anche sessuali. Una ricerca di un'associazione di insegnanti ha dimostrato che un alunno sente al giorno a scuola almeno venti parole o battute antigay (GLSTN, 1997) e un'indagine italiana su giovani omosessuali, maschi e femmine, ha verificato che il 70-80% ha subito insulti verbali e il 30% anche soprusi e maltrattamenti fisici (Pietrantoni, 1996).

Inoltre, il silenzio ed i pregiudizi vigenti su questo argomento aumentando il senso di vulnerabilità ed isolamento che gli adolescenti omosessuali provano di fronte ai soprusi. Si innesca così un meccanismo vizioso: l’adolescente vittima di prevaricazione, consapevole di vivere in un ambiente potenzialmente ostile, non porta all’attenzione del personale scolastico le aggressioni di cui è oggetto, isolandosi. Così facendo diventa più facilmente bersaglio di atteggiamenti di bullismo.

venerdì 23 marzo 2007

CONGRESSO PROVINCIALE

CONGRESSO PROVINCIALE: ELEZIONE DELEGATI AL XII CONGRESSO NAZIONALE

Sabato 23 marzo ore 16
Centro della Pesa - Riccione


In vista del XII Congresso nazionale Arcigay che si terrà a Milano l’11, 12, 13 maggio 2007, è convocato il Congresso provinciale per eleggere i delegati, sabato 24 marzo 2007 presso la Biblioteca comunale, Viale Lazio 10 in prima convocazione alle ore 15 e in seconda convocazione alle ore 16.

Hanno diritto di voto tutti i soci e le socie Arcigay residenti nella Provincia di Rimini.

Ordine del giorno:

  1. Presentazione e dibattito di proposte e documenti in preparazione del Congresso nazionale di Milano;
  1. Elezione dei delegati provinciali al Congresso nazionale;
  1. Adempimenti statutari.

È inoltre convocata l’Assemblea ordinaria sabato 24 marzo 2007 presso la Biblioteca comunale, Viale Lazio 10 in prima convocazione alle ore 15.30 e in seconda convocazione alle ore 18 con il seguente ordine del giorno:

  1. Approvazione Bilancio consuntivo 2006;
  1. Varie ed eventuali.


Partecipate numerosi.

sabato 10 marzo 2007

Pullman manifestazzione DIRITTI ORA!

DIRITTI ORA!
Autobus da Rimini per Roma 10 marzo

giovedì 1 marzo 2007

Il Resto del Carlino Rimini
01/03/2007

ARCIGAY. Va legittimato ciò che già esiste


«La società è più avanti della legislazione vigente». Così commenta la vicenda dei loculi solo per coppie sposate Alessandro Tosarelli, presidente del Comitato provinciale Arcigay di Rimini. «Direi - afferma - che il dibattito nel Paese è abbastanza caldo su questi temi di attualità. Ci auguriamo che nelle Amministrazioni locali e nel Governo ci sia più attenzione verso le famiglie di fatto, che non si fondano sul matrimonio ma solo sui legami affettivi. Non si è presentato, fino ad ora, un caso da affrontare in questo ambito della vita sociale, ma chiaramente è nel sentimento comune voler stare il più vicino possibile alla persona amata. Ecco perché si vorrebbe vedere riconosciuto dalle Istituzioni un legame affettivo anche se non è sancito dal matrimonio. In questo la società si dimostra più avanti della legislazione, e sarebbe opportuno che venisse legittimato ciò che in essa esiste già. E auspicabile che la normativa nazionale riesca a colmare vuoti legislativi che si evidenziano infatti conte quelli dei servizi cimiteriali di Misano».

sabato 3 febbraio 2007

La Voce di Rimini
03/02/2007

Approvato l'ordine del giorno presentato da Pazzaglia (Ds), contraria l'opposizione ma non Casadei
I Pacs dividono l'Unione riminese
Zerbini (Dl) chiede una verifica di maggioranza


RIMINI - (vdt) Tra le fila della Margherita c'è chi chiede una verifica di maggioranza. A conferma che i Pacs rischiano di compromettere l'Unione e dividere l'Ulivo in particolare. A Rimini, come a Roma.
Arrivato al traguardo dell'approvazione nell'ultimo consiglio comunale l'ordine del giorno presentato da Fabio Pazzaglia (Ds, Mozione Mussi) - nella seduta dello scorso 23 novembre - torna a mettere in luce le sensibili differenze tra la Quercia e la Margherita proprio alla vigilia dei rispettivi congressi. Nel documento, discusso, ritirato e rinviato, fino a giovedì, Pazzaglia chiede all'amministrazione  di farsi promotrice affinché il Parlamento approvi la legge sulle unioni civili. Impegno che nel frattempo il Governo ha assunto da sé. Non c'è una richiesta di istituire un registro per le coppie di fatto anche qui a Rimini, non ancora. E comunque l'amministrazione a questo punto aspetterebbe le indicazioni che arriveranno da Roma. Fatto sta che alla Margherita l'argomento solleva incontenibili pruriti. Nella seduta di giovedì ha tentato anche di far cadere il numero legale missione fallita perché in aula a garantire il numero legale c'era l'opposizione. Non ha tentato fughe il capogruppo dell'Ulivo Luigi Bonadonna (Dl), che ha messo in discussione il metodo, la pretestuosità dell'ordine del giorno, per poi dichiararsi contrario. Così come l'opposizione, ad esclusione di Stefano Casadei (Rosa nel Pugno), che ha anche chiesto il voto per appello nominale. A quel punto c'è stata qualche sparizione anche tra chi si era dichiarato favorevole. Ma alla fine il documento ha comunque incassato il si della maggioranza in aula: 14 i favorevoli 10 i contrari. Duro l'intervento di Samuele Zerbini (Dl), che ha addirittura chiesto una verifica di maggioranza. “Basterebbe una modifica del codice civile, senza che debba avvenire un riconoscimento sociale delle coppie di fatto. E un problema educativo interviene Giuliana Moretti (Forza Italia), richiamandosi all'intervento del cardinal Cafarra - Un conto è il codice civile e un conto è sostenere, favorire queste forme di unione riconoscendogli quei diritti che sono peculiari di chi vive un affetto coniugale e non provvisorio Non è un giudizio sulle persone ma un problema di bene comune". "Prima o poi doveva accadere, le divisioni all'interno del centrosinistra sono più che evidenti - osserva anche Pasquale Barone (An) - Se due persone di sesso diverso convivono senza sposarsi è perché vogliono essere libere dai diritti e dai doveri che il matrimonio comporta. E allora che senso ha introdurre in altro modo quei diritti e doveri attraverso i Pacs? Che senso ha ufficializzare una sorta di 'matrimonio parallelo' che ha gli stessi vincoli ed effetti? La sinistra, quella vera, abbia il coraggio di proporre la propria reale volontà che è il matrimonio tra due persone dello stesso sesso". “Da diverso tempo la sinistra europea, quella italiana e dall'altra sera, furtivamente, anche la sinistra riminese vorrebbero accendere i riflettori sui pacs, sul matrimonio degli omosessuali, e altre invenzioni del genere - commenta Eraldo Giudici (Udc) - In realtà quello che vogliono davvero e spegnere i riflettori sulla famiglia, dire con il sigillo dello Stato che la famiglia è finita, superata, da buttare. Invece la famiglia è stata dissacrata ma non sostituita nella sua funzione sociale ed è per questo che non nascono più bambini, i vecchi sono soli e abbandonati e l'Europa si avvia a morire E primo grande inganno è che si accendono i riflettori sulle coppie omosessuali per spegnerli sulla famiglia. ... Se non ci sono doveri non ci sono neppure diritti. E' necessaria chiarezza e determinazione'. Mentre riconosciamo i diritti degli omosessuali come persone, non accettiamo che l'omosessualità come tale sia proposta come stile di vita alternativo e di uguale valore rispetto alla famiglia”.

domenica 21 gennaio 2007

La Voce di Rimini
21/01/2007

Scontro Socialisti e Arcigay contro genitori e Comitato per i diritti della famiglia
NON C'E' PACS DOPO L'ASSEMBLEA
Dopo il dibattito sull'omosessualità al liceo Giulio Cesare


RIMINI - Riceviamo e pubblichiamo da parte della Federazione giovani socialisti riminesi: "Scandalo!   Vergogna! Non guardate, bambini! Ci sono i froci! Quanto ci vuole per scatenare l'irosa indignazione della  Rimini benpensante?  A quanto pare, poco. E' bastata infatti un'Assemblea d'Istituto organizzata dai ragazzi del liceo Classico, Pedagogico e Linguistico della nostra città, e che noi, in quanto Federazione dei Giovani Socialisti Riminesi, abbiamo contribuito ad organizzare contattando i rappresentanti Arcigay Alessandro Tosarelli e Sergio Lo Giudice, e aiutando a delineare il contributo informativo distribuito ai ragazzi (fornendo in questo senso un aiuto disinteressato e lontano da ogni forma di strumentalizzazione, rinunciando ad ogni pubblicizzazione del nostro impegno,come i fatti hanno dimostrato). E questo pare aver scatenato un vero e proprio putiferio: professori che si lamentano per la parti-gianeria del dibattito, genitori che non permettono ai propri figli di andare a scuola,  altri che sull'onda emotiva dello scandalo scrivono ai giornali per lamentarsi delle sevizie subite dai propri ragazzi, altri ancora che paventano un inaccettabile oltraggio al comune sentire. La storia sembra catapultarci dentro un racconto di provincia, cinquanta o sessanta anni fa - più o meno, in un'Italia cattolica di boni mores e buoncostume, di valori realmente sentiti e profonda morale. Una morale oggi tradita proprio da quelle stesse persone che la sbandierano quale fattore determinante ed irri-nunciabile per la società, tentando di imporla agli altri, riempiendosi la bocca di una ridondante aria fritta che ha il sapore stantio dell'ipocrisia e dell'incocrenza. Una morale fanaticamente   proclamata   da   quelle stesse persone che poi, in uno strano concetto di religione-fai-da-te, a Messa ci vanno una volta all'anno - alla mezzanotte di Natale, perché si, dai, ci sono tutti -, da quelle stesse persone che comprano ai propri figli telefonini da cinquecento euro destinati ad essere infarciti di pornografia, che se ne fottono del dilagante dileggio bullistico che avviene nelle scuole - in quella scuola - nei confronti di coloro che hanno mezzi economici inferiori,  da quelle stesse persone che adottano un atteggiamento insopportabilmente arrogante verso chi non è incarcerato in certi canoni sociali, che palesano disprezzo ed odio nei confronti di chi vota dall'altra parte,  di chi viene in Italia ad inseguire il sogno di poter migliorare le sorti delle pro pria esistenza, di chi vive nel privato l'espressione di una individualità caratterizzata da un orientamento omosessuale. Poiché sì, era proprio questo l'argomento (votato e approvato dal Comitato di Base, massimo organo democratico a disposizione degli studenti nelle scuole secondarie superiori), su cui doveva vertere l'assemblea: l'omosessualità nel suo rapporto con la società. E chi doveva esporre le tante problematiche di una società non ancora in grado di cogliere ed accogliere senza discriminazioni gli individui capaci di una differente sensibilità rispetto al comune sentire? Un uomo della strada, un politico, un sacerdote? Oppure chi quelle problematiche le vive sulla propria pelle, giorno dopo giorno, portatore della croce di una colpa mai commessa? Appaiono dunque incomprensibili, schifosamente  incomprensibili le reazioni che in questi giorni hanno scosso l'opinione pubblica locale, tutte volte a condannare il lavoro e l'impegno di tante ragazze e ragazzi che cercano di levarsi dal qualunquismo del luogo comune, approfondendo i temi che caratterizzano la nuova dimensione del vivere  civile, tentando di evitare in ogni modo di ridurre il dibattito ad una sterile rissa dialettica. Ma il problema non risiede tanto nella infondata accusa di una presunta mancanza di democraticità di una assemblea che, repetita iuvant, non era un confronto  politico ma una  iniziativa volta a rispondere ad una precisa volontà di  approfondimento e conoscenza. Il problema è di natura culturale. Occorre comprendere come non sia possibile raggiungere una reale crescita,dell'individuo e della comunità in cui ci si trova a vivere, se si decide di richiudersi entro le unità basilari di una ristretta elite sociale, rinunciando all'inalazione di quei germi positivi dell'interscambio e del confronto con esperienze di vita differenti, brandendo un tronfio moralismo fumosamente mutuato da una indefinita  "tradizione", funzionale al solo scopo di giustificare la propria paura ed acrimonia nei confronti del "diverso". E invece si aggira la questione, volutamente la si dimentica, ci si attacca ad un politically correct tenacemente preteso da persone evidentemente abituate a fare entrare la politica nelle scuole, tradendo la stessa funzione di educazione obiettiva che nella scuola pubblica sola risiede. Il fatto preoccupante,  ed oramai inaccettabile,  è  che troppo spesso, in certi ambienti, troppi genitori sono colpiti da una moralità intermittente che li porta a vedere solo ciò che vogliono vedere, a lagnarsi solo quando le cose non si muovono nella direzione voluta, ma a guardarsi bene dall'alzare una ben che minima voce di protesta quando un professore palesa un'appartenenza politica o ad una setta religiosa affine alla propria, scandalizzandosi se però poi si trattano temi dei quali si vorrebbe negare financo l'esistenza, o se due ragazzi omosessuali raccontano la loro esperienza di vita. Ma se invece i genitori si dedicassero ad educare i loro figli in maniera sana, piuttosto che a inveire contro chi "deturpa" la loro "innocenza", non sarebbe forse meglio, per tutti?"

***

I membri locali e nazionali dell'associazione gay "Il pregiudizio e la diffidenza verso la diversità non sono una semplice opinione"

RIMINI - Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Alessandro Tosarelli, presidente Comitato provinciale Arcigay Rimini e Sergio Lo Giudice, presidente Arcigay nazionale alle affermazioni di Ermes Rigon, presidente regionale del Comitato per i diritti della famiglia, intervistato nei giorni scorsi per La Voce da Claudio Monti:

”Le parole di Ermes Rigon sono un capolavoro di ipocrisia, che partono dalla falsificazione della realtà e, passando da automatismi discriminatori, raggiungono la velata offesa nei confronti sia degli studenti organizzatori che dei partecipanti al dibattito avvenuto al Giulio Cesare.
Rigon dice di essere 'imparziale', ma l'imparzialità non può essere detenuta da un soggetto unico proclamatosi 'imparziale'. Noi imparziali non siamo, perché siamo dalla parte di quelle persone discriminate a vario titolo come singoli, o come coppie che per motivi di scelta, necessità o di impossibilità non danno regolarità di legge alla loro unione.
Tra le righe filtra inoltre una discriminazione automatica, verso le 'assolute minoranze', delle quali non solo non bisognerebbe ricevere e valutare le richieste, ma che nemmeno andrebbero ascoltate. In quanto appunto minoranze 'assolute', come possono essere, pare di capire, le persone con i capelli rossi, i calciatori, gli insegnanti. O le persone omosessuali.
Si rasenta l'offesa personale quando afferma che, in un caso limite, di omosessualità si può sì parlare, ma non certo con il presidente di Arcigay! Ci chiediamo se invece la sua intenzione non sia piuttosto quella di sollevare i giovani dalla (nobile) fatica di formarsi una individualità autonoma e delle opinioni personali, e solo perché queste opinioni potrebbero non essere conformi alle sue.
Il pregiudizio e la diffidenza verso la diversità non sono una semplice opinione, ma a volte si concretano in atti di esclusione e discriminazione, un vero e proprio mobbing. E' stato riscontrato che il bullismo a scuola ripropone le stesse dinamiche di oppressione sociale e le vittime sono spesso persone che fanno parte di gruppi socialmente stigmatizzati (le donne, le persone sovrappeso o quelle appartenenti a minoranze etniche o sessuali, ecc.).
E' ora di smettere di giustificare questi comportamenti come bravate e ragazzate e considerarli per quello che realmente sono, e cioè atti violenti a tutti gli effetti, e iniziare a combatterli efficacemente.

Alessandro Tosarelli
presidente Comitato provinciale Arcigay Rimini

Sergio Lo Giudice
presidente Arcigay nazionale


Riferimenti sul bullismo:

Il progetto "Bulli in Ballo" contro il bullismo nelle scuole promosso dalla regione Marche e da Arcigay Ancona ha coinvolto quasi 2500 studenti e studentesse appartenenti agli istituti superiori della regione, ragazzi tra i quali uno/a su 20 dichiara di essere gay e/o lesbica e 1 su 25 di essere immigrato.
La ricerca Bulli in Ballo è nata per valutare in che misura nelle scuole superiori della regione Marche fossero presenti atti di discriminazione da parte di ragazzi a danno dei loro coetanei. Gli studenti, hanno sottolineato di aver assistito spesso a situazioni di offesa verbale, di aggressione fisica e di discriminazione nei confronti di persone omosessuali (41%), di individui immigrati (31% ) o di ragazze (33%).
Nelle scuole gli/le alunni/e omosessuali sono esposti quotidianamente a manifestazioni di omofobia: commenti verbali dispregiativi verso persone omosessuali o presunte tali, sanzioni verso certi comportamenti considerati inappropriati ("Dai non fare il frocio!"), soprusi fisici e a volte anche sessuali. Una curiosa ricerca di un'associazione di insegnanti ha dimostrato che un alunno sente al giorno a scuola almeno venti parole o battute antigay (GLSTN, 1997) e un'indagine italiana su giovani omosessuali, maschi e femmine, ha verificato che il 70-80% ha subito insulti verbali e il 30% anche soprusi e maltrattamenti fisici (Pietrantoni, 1996).
Ciò dimostra che gli episodi di bullismo nelle scuole sono molto più diffusi di quello che si pensi. Negli alunni omosessuali oggetto di bullismo è frequente una progressiva perdita della motivazione scolastica, dell'autostima e una maggiore preoccupazione per la propria sicurezza.

***

Il prof sui tacchi a spillo
"I patti di convivenza sono un pasticciaccio"

RAVENNA - Il prof sui tacchi a spillo ("ma erano sabot") ci ha preso gusto. Al suo ruolo di google-celebrity Vincenzo Di Grazia ora sembra proprio non volere rinunciare. Aggrappato al vello dell'informazione - la stessa che aveva messo in piazza - spinge per uscire dalla grotta dell'anonimato di ritorno. Lui, prof senza seguito. Sospeso dopo i filmati che su internet lo mostravano in abiti da donna approssimarsi ai suoi studenti dell'alberghiero di Cervia. Era seguita la celebrità mediatica, per sua natura effimera. Ma lui ora ci riprova con aforismi a tutto tondo, che passano da "Lapo senza lapis" all'androginia "come forma della mente" occhieggiando al "menestrello Sgarbi". A proposito di Sgarbi: il critico d'arte aveva dichiarato, in un'intervista su Di Grazia, di assolverne in pieno il comportamento. E il professore d'italiano aveva fatto sapere di voler lavorare proprio al suo fianco, nel settore dell'arte e dell'estetica. Ma ora, a dimostrazione della sua smania di egocentrismo, si definisce addirittura meglio del critico: "E' più bravo di Sgarbi -scrive riferendosi a se stesso – ha letto più libri di Mentana e Montezemolo messi insieme ed è il vero uomo Vogue". Accenni alla celebre rivista di moda infarciscono le parole del professore, che dice di meritarsi le copertine sia di Vogue uomo che di Vogue nonna. Motivo? L'androginia che si affibbia, appunto, "segreto della bellezza e della vita", "essenza di figura tradizionale",   "doppia  e  volutamente  ambigua". Sempre raccontando se stesso in una sorta di delirio letterario fatto di titoli di opere, autori, personaggi della cultura e dello spettacolo, dice: "E' un androgino che sale e scende le scale, inimitabile, unico e irripetibile, nel grande vetro dell'alberghiero". Infine, un po' di politica. Chi si aspettava un Di Grazia più che favorevole ai pacs, dovrà ricredersi. Il professore è contrario:  "I pacs sono un pasticciaccio, sia a destra che a sinistra". Troppo poco anarchici, forse, per uno come lui.

Silvia Manzani

sabato 20 gennaio 2007

La Manica Tagliata, rassegna internazionale di teatro, cinema e cultura a tematica gay & lesbica

La Manica Tagliata, rassegna internazionale di teatro, cinema e cultura a tematica gay & lesbica, la XII edizione dal 20 gennaio2007 a Modena, Rimini e Reggio Emilia
Dedicata alla memoria di Silvio Cavalieri

Modena, Rimini, Reggio Emilia dal 20 gennaio al 7 marzo 2007

www.lamanicatagliatafestival.com



Puntuale, anche quest’anno, a gennaio, torna La Manica Tagliata, rassegna internazionale di teatro, cinema e cultura a tematica gay & lesbica che mantiene inalterato il suo carattere itinerante e si terrà nelle città di Modena, Rimini e Reggio Emilia. Rispetto alle edizioni precedenti l’Associazione Lamanicatagliata che da dodici edizioni organizza la manifestazione, saluta con piacere la collaborazione con il Collettivo Farfalle Rosse dell’Università di Modena e Reggio Emilia che darà vita a quattro serate in cui proietteremo pellicole storiche (ma sconosciute ai più giovani) di interessanti film a tematica gay e lesbica, mentre la manifestazione viene organizzata con il Patrocinio e il contributo del Comune di Modena, della Provincia di Modena, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Rimini e con il Patrocinio dell’Ambasciata di Spagna, in collaborazione con la Fourlab, produzioni cinematografiche e televisive e con la collaborazione di Retegay e del mensile on line LMT Magazine. Come ogni anno spazio si alternano momenti di teatro, cinema, cultura, e incontri politico sociali. Il teatro presenta due prime nazionali: La Spiaggia dei senza Dio, spettacolo sul tema del confino degli omosessuali durante il ventennio fascista, e Single per forza semiautobiografica parodia delle relazioni difficili tra uomini e donne, in un boccalone e esilarante testo di Rossella Anelli, dal libro omonimo per le edizioni Il Foglio, adattato per il teatro, diretto e interpretato da Lisa Severo, uno spettacolo non propriamente a tematica gay, ma in cui molti gay potranno ritrovarsi; seguono tre produzioni di teatro-danza a tematica gay, che rappresentano un’assoluta novità nel campo della produzione teatrale italiana a tematica gay & lesbica e che ospiteremo nel tentativo di offrire un panorama di espressioni culturali legato alla dimensione LGBT sempre più ampio. Per quanto riguarda il cinema apriamo quest’anno la collaborazione con la Fourlab, produzioni cinematografiche e televisive che ci consente di offrire al nostro pubblico produzioni cinematografiche interessanti, cominciando da EL FAVOR film a tematica lesbica, o GET YOUR STUFF o ancora LES HAZARDS FAIT BIEN LES CHOSES e che permetterà di ospitare in sala SIMONE MORANDI, protagonista insieme alla Fourlab di una serie di iniziative culturali piuttosto coraggiose di cui parlerà con il pubblico in sala. Sarà dedicata alla chiusura della sezione cinema della manifestazione la serata dedicata al cinema spagnolo con l’anteprima assoluta del nuovo film di Antonio Hens (già presente alla rassegna nel 2002 con il corto EN MALAS COMPANIAS) intitolato CLANDESTINOS ambientato nel mondo dell’immigrazione e che esplora il sottile confine tra legalità e illegalità in quella fase dell’immigrazione in cui non si è più padroni della propria identità culturale, il film viene presentato in lingua originale con i sottotitoli in italiano, raccontato dal regista stesso che sarà presente in sala. Stessa cosa per il fenomale LO QUE SURJA (letteralmente “Quello che viene”) internet-fiction girata da sei giovani universitari valenciani che con pochi mezzi e tante idee hanno prima scritto e poi girato e montato sei episodi che raccontano la vita quotidiana di sei giovani ragazzi omosessuali alle prese con la ricerca della loro vita e di chi la condividerà. La fiction – visibile fino ad oggi solo su internet – ha totalizzato diverse centinaia di migliaia di contatti. Il regista della fiction Jose Luis Lázaro López e lo sceneggiatore Jordi González Ruiz incontreranno il pubblico in sala dopo avere presentato i 6 episodi (di 7’ ciascuno) con sottotitoli in italiano. A Reggio Emilia dal 1 febbraio 2007, dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, nello Spazio Ellemmetì, di via Fontanelli, 5 (interno 4 - piano terra) sarà visibile la mostra di Emilio Casarotto, bravissimos cultore vicentino che presenterà uomini e donne portatori di energia vitale, di saggezza e cultura, di epoche lontane. Un popolo che forgia dalla terra, materia primordiale: forme simboliche e totemiche, frutto di uan visione allegorica di umanità, che incarna l’ideale in una società fatta di differenze, multietnica, fondata su nuove e sconosciute idee di etica e moralità... la mostra sarà visibile fino al 28 febbraio 2007. Il 28 febbraio 2007 all’ Università di Modena e Reggio Emilia, Sala R.U.M. via Campi, 309, sarà il momento dell’incontro pubblico Essere gay & lesbiche a Modena, spazi di visibilità e di agibilità culturale al quale interverranno Elisa Romagnoli Assessore Politiche Giovanili Comune di Modena, Ingrid Caporioni Presidente Circoscrizione 1 Centro Storico-San Cataldo, Prof. Mauro Tesauro Consigliere comunale Verdi, Livio Gucciardo Collettivo Farfalle Rosse, Alberto Bignardi Associazione Lamanicatagliata, condotto dal giornalista Roberto Laghi; un appuntamento per fare il punto sulle difficoltà di incontro e di fruibilità culturale che la popolazione LGBT incontra in città, dove non esistono luoghi di aggregazione, che non siano all’aperto e quindi pericolosi, e costretta quindi a spostarsi nelle città vicine. Silvio Cavalieri, recentemente scomparso, è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Lamanicatagliata. Mosso dalla consapevolezza che i diritti di tutti sono difendibili in quanto tali e che l’orientamento sessuale non è che una delle tante sfaccettature di una personalità ha lavorato con noi fino a quando la sua naturale e insaziabile curiosità non lo ha spinto verso altre attività. Gli dedichiamo l’edizione 2007 della Rassegna per ricordarne l’impegno, ma anche la grande intelligenza e lungimiranza. È on line il programma completo della manifestazione anche sul sito ufficiale www.lamanicatagliatafestival.com .

venerdì 19 gennaio 2007

La Voce di Rimini
19/01/2007 

La Giunta approva un osservatorio per sei mesi, aspettando i Pacs
Sotto la lente solo le coppie "omo"


RICCIONE - (cr) Dopo mesi di ritardo,- la Perla metterà a disposizione 10.000 euro a una cooperativa sociale, la New Horizon di Rimini, che studierà il fenomeno delle coppie di fatto etero, e omosessuali nella Perla. la proposta è stata presentata ieri in giunta dall'assessore ai Servizi sociali Morena Cevoli. L'osservatorio è una "alternativa", supportata da Ds e Margherita, al registro comunale per le unioni civili proposto lo scorso inverno dal Pdci per dare risalto a fenomeno e far pressione al Parlamento affinché legiferi su questo tema. Dopo un Consiglio comunale infuocato, l'alternativa dell'osservatorio venne votata lo scorso marzo dallo stesso, mentre il registro fu bocciato, dopo non poche polemiche e una spaccatura nella maggioranza di centrosinistra, prefigurando quanto sarebbe accaduto, quasi un anno dopo, a livello nazionale sui Pacs. L'osservatorio avrebbe dovuto partire mesi fa, invece eccoci qui quasi a un anno di distanza, proprio mentre il governo, a Roma, sta trattando la questione la cooperativa di Rimini, alla quale il Comune ha deciso di affidare lo studio senza bando, aveva proposto un osservatorio di 6 mesi sulle esigenze delle coppie dì fatto, sia omosessuali che eterosessuali, a seguire una serie di questionari, ma si è deciso, per il. momento, di fermarsi al primo passo. Lo studio sarà relazionato in Consiglio fra sei mesi e, anche vedendo a che punto è la questione Pacs a livello nazionale, si vedrà cosa fare nella Perla e se attrontare il secondo stadio. Contento a metà uno dei proponenti del registro, Giuseppe Massari del Pdci. "Avevamo votato non solo per il registro, ma anche per l'osservatorio, però il primo avrebbe dato più dignità alle coppie di fatto. Certo, a Riccione abbiamo sollevato una questione importante e, se l'osservatorio servirà ad avere dati più certi sul fenomeno, e sulle esigenze di queste persone, ben venga, ma si tratta solo di un piccolo passo. Non conosco la cooperativa né come monitorerà, ma spero che affronti certe problematiche come l'assegnazione delle case popolari o il pagamento delle rette degli asili. Credo che, però, il registro sarebbe stato più incisivo per la dignità e il riconoscimento di queste coppie, inoltre ricordo che arriva in ritardo rispetto al voto del Consiglio", quasi un anno fa. I problemi delle coppie di fatto riguardano, per esempio, la reversibilità della pensione, gli affitti, la tutela in caso di separazione e l'assistenza sanitaria se uno dei due si ammala.

giovedì 18 gennaio 2007

La Voce di Rimini
18/01/2007

Il presidente del Comitato famiglia sui pacs e lezioni gay a scuola "Questo è sovvertimento dei valori"

RIMINI - "Capisco i genitori che non hanno mandato i loro figli all'iniziativa su omosessualità e Pacs". Chi parla è il presidente regionale del "Comitato per i diritti della famiglia", Ermes Rigon.

L'eco delle due assemblee organizzate dal liceo classico Giulio Cesare il 10 e 1'11 gennaio, ed anche del corso "Educare al rispetto", rivolto ai docenti, è arrivato fino a Bologna.

"Siamo di fronte ad un sovvertimento dei valori, e soprattutto dei valori antropologici", attacca Rigon. "Ed è preoccupante che la scuola non coinvolga la famiglia su scelte di questa portata." Le famiglie degli studenti del "Giulio Cesare" si sono viste recapitare a casa un volantino molto stringato che annunciava la convocazione dell'assemblea d'istituto. A tema, la proiezione del film "Philadelphia" e un dibattito su "omosessualità oggi", che ha visto come relatori il presidente provinciale e nazionale dell'Arcigay. Fra l'altro, gli studenti che non hanno partecipato all'assemblea si sono dovuti giustificare per iscritto il giorno dopo. Ermes Rigon va al cuore del problema: "La famiglia deve essere un soggetto che coopera fattivamente alla definizione del percorso formativo del figlio, e non solo una entità da chiamare in causa a proposito dei rapporti "burocratici" da intrattenere con la scuola". Il "sovvertimento" di cui parla il presidente regionale del Comitato per i dritti della famiglia tocca anche il ruolo dell'istituzione scolastica: "Il compito della scuola è quello di fornire i valori primari per la società e della società, e non gli approfondimenti su alcune realtà che sono delle minoranze assolute." Ermes Rigon sottolinea che la sua non è una difesa di valori "di parte": "Non faccio un discorso clericale, ma sostengo che è diventato urgente promuovere e sostenere la valorialità della famiglia in quanto bene sociale, oltreché economico. Senza la promozione della famiglia non ci sarà futuro e questa dovrebbe essere una preoccupazione di tutti, cattolici e laici." E un tema particolarmente attuale in Emilia Romagna: "Soprattutto nella nostra regione la famiglia sta vivendo grosse difficoltà, è sempre più disgregata, anche perché continua ad essere penalizzata sotto tutti i punti di vista." Il paradosso è un po' questo: "E' la famiglia ad essere diventata una anomalia e non le diversità, che anzi sono sempre più di moda e "promosse" dalle istituzioni pubbliche. Prima di tutto la scuola dovrebbe fare approfondimento sui valori primari, partendo dalla famiglia appunto, e poi, in questo contesto e coinvolgendo i relatori giusti, e non il presidente dell'Arcigay, si possono affrontare anche certe problematiche."
 

Claudio Monti

mercoledì 17 gennaio 2007

La Voce di Rimini
17/01/2007

Una particolare esperienza al Giulio Cesare. Qualche genitore tiene a casa i figli "Lezione di Pacs e omosessualità" E per i docenti arriva il corso tenuto dall'Arcigay


RIMINI - I licei classici hanno sempre rappresentato l'avanguardia d'Italia, con le radici piantate nel classicismo ellenico. Deve essere per questo che il Giulio Cesare è stato teatro di una particolare lezione tenuta dagli esperti dell'Arcigay, un avvocato, uno psicanalista e un sacerdote (arruolato all'ultimo momento per riequilibrare il contradditorio), su Pacs e amore omosessuale. Il tutto condito da una visione di un film ad hoc. La lezione si è svolta il 10 e l'11 gennaio ed era rivolta rispettivamente per gli studenti del biennio e del triennio. Alcuni genitori non hanno visto di buon occhio il tenore dell'incontro e hanno evitato di mandare i  figli a scuola, non per l'argomento affrontato, ma perché il gruppo di esperti chiamati a parlarne sembravano un po' di parte. Inoltre Rimini sarà anche sede di un corso, riconosciuto dal ministero, di aggiornamento gratuito attivato sempre dall'Arcigay dal titolo "educare al rispetto" sui problemi di relazione di gay, lesbiche e sul "coming out".

Il caso L'Arcigay esulta on line, qualche genitore ha tenuto i figli a casa dall'assemblea "A lezione di omosessualità e Pacs". L'esperienza della Giulio Cesare e un corso ad hoc per docenti.

A lezione di omosessualità e Pacs. Accade al liceo classico "Giulio Cesare" di Rimini dove, su proposta degli studenti accolta dal consiglio d'istituto, al cinema Corso è stato proiettato il film "Philadelphia" (la storia di un brillante avvocato gay, interpretato da Tom Hanks, che viene licenziato dall'importante studio legale per il quale lavora perché malato di Aids) e si è parlato di "omosessualità oggi". E' accaduto il 10 e 1'11 gennaio (rispettivamente per il biennio e per il triennio) e in qualità di esperti sono intervenuti alcuni rappresentanti dell'Arcigay, più un avvocato, uno psicoanalista e, aggiunto in zona Cesarini, pure un sacerdote. Ma non è tutto: Rimini sarà anche la sede di un corso (riconosciuto dal ministero dell'Istruzione) di aggiornamento gratuito, attivato da Arcigay Alan Turing e rivolto a tutti i docenti delle scuole medie e superiori, che si tiene presso il Centro Pedagogico (I.T.G. "Belluzzi") a partire dal 19 febbraio.

RIMINI - Il titolo è "Educare al rispetto" e "si propone di affinare le capacità e sensibilità degli insegnanti sul tema del bullismo a sfondo omofobo". E' un problema presente nelle scuole di Rimini il bullismo a sfondo omofobo? Non se ne ha notizia, ma in compenso la cultura della diversità avanza. L'Arcigay ha presentato così, sul suo sito internet, l'iniziativa del liceo classico: "La richiesta di approfondimento del tema dell'omosessualità in tutti i suoi risvolti, voluto e organizzato autonomamente dagli studenti, è il segno di un cambiamento dei tempi, che però va incoraggiato e sostenuto nella direzione di una modernizzazione della società che non può che fondarsi sulla freschezza delle idee e delle opinioni dei giovani". Ma fra i genitori c'è chi ha storto il naso e ha "deciso di non mandare il proprio figlio a scuola, non tanto perché si debba censurare l'argomento, quanto per il taglio dato all'assemblea e per la scelta abbastanza univoca dei relatori. Sul tema sono infatti intervenuti il presidente nazionale dell'Arcigay, Sergio Lo Giudice, consigliere comunale Ds a Bologna, organizzatore nel 1995 del Gay and Lesbian Pride nazionale sotto le due Torri, e Alessandro Tosarelli, presidente del Comitato provinciale Arcigay di Rimini. Sul tavolo dei relatori, anche l'avvocato Maurizio Vagnoni, che si è limitato ad inquadrare l'argomento dal punto di vista giuridico. All'ultimo momento è stato deciso di equilibrare un po' le voci, inserendo fra i relatori anche don Piergiorgio Farina. "Le domande poste dagli studenti hanno riguardato aspetti psicologici, storici, religiosi e legislativi, ma anche aspetti molto privati riguardo l'accettazione di sé e le reazioni dei familiari", si legge sempre sul sito internet "gaynews.it" "Lo psicologo si è soffermato su aspetti abbastanza delicati" commenta un genitore, "e, considerato che l'assemblea era rivolta anche a studenti di 14 e 15 anni, non mi sembra opportuno. Il messaggio che passa da queste iniziative è uno solo: i Pacs e l'omosessualità sono la normalità, mentre la famiglia è qualcosa di superato e asfittico". E in effetti sarebbe forse impensabile assistere a un'analoga iniziativa studentesca sul tema della famiglia, ormai parecchio fuori moda.
Il corso "Educare al rispetto" parte infatti da questo presupposto: "Gli scienziati sociali stimano che circa il 5% della popolazione ha un orientamento prevalentemente omosessuale; ne consegue che circa il 20-30% della popolazione ha un familiare omosessuale. In una classe scolastica di 30 alunni, quindi, un numero approssimativo di 3-6 ragazzi/e è omosessuale o ha un fratello, sorella, parente gay o lesbica." Il secondo appuntamento del corso sarà dedicato alle "teorie sull'identità e sull'orientamento sessuale. Transizioni evolutive, relazioni con i pari e con la famiglia di origine nell'adolescente omosessuale Le fasi del processo di coming out". E allora via con la tutela della cosiddetta "diversity" e con la guerra al "pregiudizio".

Claudio Monti

venerdì 12 gennaio 2007

http://www.corriereromagna.it/
12/01/2007

L'arcigay: "Studenti omo, uscite allo scoperto" Lo Giudice ai ragazzi: almeno sessanta di voi sono attratti dallo stesso sesso


RIMINI. Dopo i recenti casi di bullismo, il mondo della scuola continua a interrogarsi e informarsi su tematiche importanti e troppo spesso sottovalutate. Ieri al cinema Corso una nutrita platea di studenti del liceo "Giulio Cesare-Valgimigli" ha interpellato autorevoli interlocutori per affrontare la questione omosessualità. Al tavolo posto davanti al grande schermo erano seduti l'avvocato Vagnoni, lo psicologo Mario Bianchini, don Piergiorgio Farina, e il presidente nazionale dell'Arci-gay, Sergio Lo Giudice. I ragazzi, dopo la visione del film "Philadelphia" (con Tom Hanks, storia di un avvocato gay che viene licenziato dallo studio legale in cui lavora perché malato di Aids), hanno assistito a una discussione vivace ma ferma, intervallata da applausi per le opinioni più condivise. I gay. Chi e quanti sono i gay? Lo ha subito voluto chiarire Sergio Lo Giudice, rivolgendosi agli studenti: «Le stime dell'Oms parlano del 5% della popolazione mondiale. Ora voi mi dite che nella vostra scuola ne conoscete solo due, su un totale di 1.460, quando ce ne dovrebbero essere 60-70. Nonostante il contesto sociale riminese sia sicuramente non discriminatorio, gay e lesbiche continuano a nascondersi. Cosa succederebbe ad alcuni vostri compagni se proclamassero la loro omosessualità? Non credo che verrebbero picchiati, ma è indubbio che il fatto che non emergano derivi da una loro previsione negativa sull'eventuale accoglienza. In questi casi chi potrebbe fare qualcosa, ovvero amici, famiglia e scuola, alla fine non fa niente». La Chiesa. A una domanda degli studenti che chiedeva cosa la Chiesa condannasse in questo campo, don Farina ha risposto: «Dal Concilio Vaticano II la coscienza di cristiani e Chiesa su questi punti è fortemente cambiata. La Chiesa accoglie e accetta qualsiasi persona e naturalmente per gli omosessuali non fa eccezione. L'unica cosa alla quale la Chiesa dice no sono gli atti omosessuali. Lo Stato ha diritto a fare le sue leggi ma la preoccupazione è che venga meno l'attenzione alla famiglia». Chiarito il punto che ormai da parecchio l'omosessualità non è più considerata indice di patologia, c'è stato spazio per un'altra domanda degli studenti, rivolta al presidente dell'arcigay Lo Giudice: «Ha mai incontrato qualcuno che si dichiarasse omosessuale senza esserlo perché questo era "di moda"?».
La moda. «Non mi è mai successo - ha risposto Lo Giudice - Ancora oggi essere omosessuale davanti alla legge non è facile. Ci vogliono più riconoscimenti giuridici. Nel pubblico impiego, chi non è sposato viene dopo, per i gay è sempre così».

La Voce di Rimini
12/01/2007

Pacs con filosofia


RIMINI - Riceviamo e pubblichiamo da Nicolò Cavalli dei Giovani Socialisti di Rimini: "Bene la mozione di Pazzaglia, ma si approvi a Rimini un registro delle unioni di fatto": E' lo Stato una soggetto trascendente, emanazione di Dio in terra, infallibile per il suo primato etico, ente che concede ai cittadini i diritti di cui essi usufruiscono, oppure è lo Stato frutto di un patto sociale, di un accordo tra donne e uomini già in possesso dei propri diritti naturali, e che decidono di sacrificare parte della propria libertà per regolare le relazioni sociali? Ha ragione Hegel o ha ragione Locke? Da una parte chi afferma che le prerogative dell'entità statuale siano quelle di definire, secondo criteri morali solitamente mutuati dalla Tradizione, delle sfere intangibili di Bene e Male in base alle quali legiferare ed in funzione delle quali imporre ai cittadini doveri e concedere loro diritti. Dall'altra chi ritiene che lo Stato nasca quale regolatore primo dei rapporti tra gli uomini, nasca da individui che decidono   liberamente di divenire cittadini, e per questo che lo Stato stesso non possa  permettersi di ledere la dignità della persona, la sua individualità, i suoi diritti. La letteratura interpretativa contemporanea. "Ci sono delle persone che considerano dovere proprio ed altrui fare sapere alle persone che non lo sanno che hanno diritti, incitare le persone che sanno di avere dei diritti ma che vi rinunciano a non rinunciarci, spingere tutti a sentire lo storico impulso a lottare per i diritti degli altri ", affermava Pier Paolo Pasolini. Uno di questi diritti non può che essere il diritto di due persone, di diverso o dello stesso sesso, ad esprimere il proprio reciproco sentimento in una unione giuridicamente riconosciuta, senza trovarsi nella necessità di doversi eclissare nell'ombra di una insana clandestinità. Accade così che siano gli esponenti delle fasce giovani della società, quelle maggiormente influenzate da una cultura sempre più globalizzata, i primi ad interessarsi di queste tematiche. E il liceo classico Giulio Cesare, con l'assemblea d'istituto che si è svolta nei giorni 10 e 11 gennaio con la partecipazione di Alessandro Tosarelli (presidente Arcigay Rimini) e di Sergio Lo Giudice (presidente nazionale Arcigay), ha dato l'ennesima riprova della volontà giovanile di approfondire la sensibilità e la conoscenza di quel mondo sommerso rispetto alla legislazione e al buon sentire ufficiale. Attualmente sembra   che il governo debba proporre una legge in questo senso entro il 31 gennaio, ed è anche per questo che i Giovani Socialisti apprezzano e chiedono al Consiglio Comunale di Rimini la tempestiva accettazione della mozione del   consigliere Pazzaglia (Ds), firmata anche da Casadei (RnP) ed altri, di inviare al Parlamento una richiesta di approvazione della legge sulle unioni civili. I Giovani Socialisti auspicano che questo sia solo il primo passo di un iter approvativo, alzando quindi un pressante invito al Consiglio Comunale di Rimini ad istituire un registro anagrafico delle unioni civili della realtà locale.

mercoledì 10 gennaio 2007

COMUNICATO ARCIGAY
Rimini, 10 gennaio 2007

Lezioni di omosessualità

Oggi 10 gennaio, su iniziativa degli studenti del Liceo Classico Giulio Cesare, si è tenuto presso il cinema Corso un dibattito riguardo omosessualità e PACS. Erano presenti, oltre il Presidente del comitato provinciale e il presidente del collegio provinciale dei garanti di Arcigay, l'avvocato Maurizio Vagnoni e lo psicoanalista Andrea Parma.
Le domande poste dagli studenti hanno riguardato aspetti psicologici, storici, religiosi e legislativi, ma anche aspetti molto privati riguardo l'accettazione di sé e le reazioni dei familiari.

L'incontro è stato dedicato a ragazzi e ragazze delle prime classi, e sarà seguito nella giornata di domani da un simile dibattito per le classi superiori, che vedrà come rappresentante di Arcigay il presidente nazionale Sergio Lo Giudice, a sua volta docente in una scuola superiore di Bologna.

La richiesta di approfondimento del tema dell'omosessualità in tutti i suoi risvolti, voluto e organizzato autonomamente dagli studenti, è il segno di un cambiamento dei tempi, che però va incoraggiato e sostenuto nella direzione di una modernizzazione della società che non può che fondarsi sulla freschezza delle idee e delle opinioni dei giovani.

Arcigay Rimini coordinerà, a partire dal 19 febbraio, un corso di aggiornamento gratuito per insegnanti denominato "Educare al rispetto" volto al riconoscimento e alla prevenzione del bullismo nelle scuole. Per informazioni e prenotazioni: . Il corso è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione.

Ufficio stampa Arcigay Rimini