martedì 25 agosto 2015

Arcigay Rimini parteciperà all'incontro sulle famiglie del Meeting. Saranno confermate le posizioni omofobe di Carbone e Puccetti?

Quelli di CL hanno ben chiaro dove sono le priorità, e in questa edizione del Meeting hanno proprio fatto di tutto per evitare di parlare di famiglia, visto che il premier Renzi si era impegnato a far approvare una legge sulle unioni civili omosessuali e loro sono sempre molto attenti a non disturbare i detentori del potere.

Con un pretesto hanno emarginato il vescovo Negri e la sua truculenta omofobia, non c'è traccia ufficiale di Amicone (promotore nel 2013 di una raccolta di firme dove sosteneva che l'omosessualità è una "grave depravazione") e l'unico incontro ufficiale sulla famiglia, argomento sempre a rischio, è stato relegato all'ultimo slot dell'ultimo giorno per massima prudenza.

Peccato però che la prorompente omofobia degli esponenti di CL trasudi da ogni poro, e così abbiamo avuto le imbarazzanti (per loro) teorie del duo comico Carbone&Puccetti, per cui le coppie gay si ammalano di più ed equivalgono a mettersi le dita nelle orecchie. Per evitare ulteriori figuracce internazionali e possibili irritazioni con Renzi gli è stata tolta la parola ed è stato persino vietato, a suon di minacce di azioni legali, di fare la minima ripresa. Poi però ci si è messo anche Bagnasco a rincarare la dose, al punto di costringere due ministri, perfino il cattolicissimo Delrio, a chiarire che le unioni civili vanno avanti.

La strategia di tenere un basso profilo è quindi lampante, e dimostra che CL ha già registrato la sconfitta sui temi delle famiglie omosessuali. Per verificare però che questa sia la linea ufficiale di CL e non quella squinternata e volgare del duo Carbone&Puccetti, Arcigay "Alan Turing" Rimini parteciperà con una delegazione all'incontro di mercoledì sulla famiglia. Sarà presente anche la dott. Elena Angelini, responsabile famiglie di Arcigay Rimini, e altri volontari. Ci presenteremo senza bandiere perché non amiamo le provocazioni fini a se stesse, ma indossando i simboli della campagna di Arcigay a favore del matrimonio egualitario perché il dialogo non è possibile senza chiare identità.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
C.F. 91046230404

venerdì 7 agosto 2015

Arcigay. Famiglie omosessuali all'anagrafe di Cesena, atto di grande civiltà culturale

È grazie all'impegno e alla vicinanza di Giovani Democratici di Cesena alle nostre istanze di riconoscimento che siamo venuti a sapere che Cesena, già dal 2007, si è dotata di quello che comunemente viene chiamato "registro delle unioni civili".

In realtà l'istituto cesenate è qualcosa di diverso e per certi versi superiore, e questo fa onore alla città. In primo luogo tecnicamente non si tratta di un registro separato dal resto dell'anagrafe, cosa che risulta in una forma di "apartheid". In secondo luogo, l'iniziativa di Cesena del 2007 ha il grande pregio di chiamare le cose col loro nome: FAMIGLIE. infatti di famiglie si tratta, come capiscono bene tutti quelli che guardano l'umanità con gli occhi del cuore e non con quelli della dottrina.

Purtroppo, malgrado la buona volontà del Comune di allora e dei GD di oggi, molta strada rimane ancora da fare, perché se è vero che con gli occhi del cuore le famiglie omosessuali sono indistinguibili dalle altre, esse sono costantemente irrise, umiliate e private di qualsiasi tutela. Diritto di assistenza in ospedale, eredità, podestà sui figli, pensione di reversibilità, accesso all'edilizia pubblica, sono diritti elementari di tutte le famiglie, alcuni dei quali vengono finanziati anche con le tasse delle persone e delle famiglie omosessuali che tuttavia non possono goderne. Un vero assurdo che un Paese civile non dovrebbe nemmeno sognarsi di permettere.

Per questo ringraziamo il Comune di Cesena e i Giovani Democratici di Cesena per questa piccola ma sostanziale rivoluzione di civiltà culturale, e invitiamo il Sindaco Lucchi a essere orgoglioso della sua città a dare pubblicità a questa possibilità in modo che le quante più possibili famiglie omosessuali di Cesena possano accedere a questo istituto di riconoscimento e di tutela.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" per le provincie di Rimini e Forlì-Cesena



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giovedì 23 luglio 2015

Famiglie omosessuali "quasi" riconosciute a San Marino, tra chiaroscuri e buona volontà

Anche San Marino, l'antica terra della libertà, fa un passo per allinearsi al contesto civile dei paesi che ormai in tutto il mondo occidentale hanno riconosciuto, in qualche forma, le famiglie omosessuali. La formula usata della convivenza "more uxorio" rivela la difficoltà di una componente politica ancora zavorrata da pregiudizi di natura moralistica e perfino lessicale.

Bisognerebbe incominciare a dire chiaramente che quelle composte da persone omosessuali sono famiglie, perché covano nel loro progetto di vita quegli aspetti di impegno verso la comunità e di partecipazione ai doveri sociali connaturato primigeniamente al concetto naturale di famiglia, che è mutato nei millenni e che continua a evolversi.

Per certi versi il riconoscimento sammarinese al partner straniero corrisponde alla circolare Severino che riconosce i matrimoni omosessuali celebrati all'estero come base per il rilascio del permesso di soggiorno in Italia, ed è per questo che è quantomai opportuno che i sindaci, compreso quello di Rimini Andrea Gnassi, trascrivano nelle proprie anagrafi questi atti di matrimonio, perché è un gesto di rispetto e un dovere civico che viene ormai imposto da svariati tribunali.

Oggi San Marino, pur con i chiaroscuri di una formulazione camuffata e parziale, cerca di fare un passo avanti e così facendo supera l'Italia che invece è arenata in Parlamento schiava di politici neo-medievali che per puro e residuale consenso elettorale umiliano e limitano la vita di milioni di persone. Vorremmo che tutte le famiglie omosessuali sammarinesi comincino a definirsi, al di là dei termini della legge, "marito e marito" oppure "moglie e moglie", perché è solo così che la cultura cambierà e potranno avere leggi che le riconosceranno pienamente.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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martedì 14 luglio 2015

Convegno "Famiglie Gay & Lesbiche e Costituzione Italiana"

Alla presenza di una trentina di persone si è svolto (col patrocinio del Comune di Rimini) il convegno sulle prospettive legali per le famiglie omosessuali in chiave costituzionale. Si è discusso della legge sulle unioni civili al momento in discussione al senato ed è stata fatta chiarezza sulle varie mistificazioni che vengono propalate da persone o disinformate o in malafede.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha introdotto l'incontro facendo presente che i diritti delle famiglie omosessuali e dei loro figli sono diventati la cifra delle democrazie occidentali e atlantiche, il punto qualificante delle grandi democrazie liberali per marcare la distanza coi fondamentalismi totalitari a sfondo religioso che ci minacciano alle porte.

Dopo i saluti dell'assessora Irina Imola, sostenitrice dei registri delle unioni civili attivati da poco a Rimini, cui è stato fatto presente che in comune ancora giace la richiesta di trascrizione del matrimonio di Elena e Agnese avvenuto in Portogallo, il Prof. Giupponi, costituzionalista, ha risposto alle orride parole di Sallusti pronunciate alcuni giorni fa a Riccione, dicendo che la Costituzione difende i diritti umani dei cittadini e ha sottolineato che l'espressione di tali sentimenti fa parte di quei diritti. Il Prof. Donati ha spiegato che la legge deve non solo riconoscere uno stato di cose, ma che deve delineare la società che vorremmo, una società equa e accogliente che riconosca diritti anche alle famiglie omosessuali e ai loro figli.

Dopo alcune domande dei presenti, i relatori si sono detti interessati a fare un nuovo incontro sullo stesso tema, auspicabilmente dopo l'approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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Fwd: Foto convegno "Famiglie Gay & Lesbiche e Costituzione Italiana"

Alla presenza di una trentina di persone si è svolto (col patrocinio del Comune di Rimini) il convegno sulle prospettive legali per le famiglie omosessuali in chiave costituzionale. Si è discusso della legge sulle unioni civili al momento in discussione al senato ed è stata fatta chiarezza sulle varie mistificazioni che vengono propalate da persone o disinformate o in malafede.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha introdotto l'incontro facendo presente che i diritti delle famiglie omosessuali e dei loro figli sono diventati la cifra delle democrazie occidentali e atlantiche, il punto qualificante delle grandi democrazie liberali per marcare la distanza coi fondamentalismi totalitari a sfondo religioso che ci minacciano alle porte.

Dopo i saluti dell'assessora Irina Imola, sostenitrice dei registri delle unioni civili attivati da poco a Rimini, cui è stato fatto presente che in comune ancora giace la richiesta di trascrizione del matrimonio di Elena e Agnese avvenuto in Portogallo, il Prof. Giupponi, costituzionalista, ha risposto alle orride parole di Sallusti pronunciate alcuni giorni fa a Riccione, dicendo che la Costituzione difende i diritti umani dei cittadini e ha sottolineato che l'espressione di tali sentimenti fa parte di quei diritti. Il Prof. Donati ha spiegato che la legge deve non solo riconoscere uno stato di cose, ma che deve delineare la società che vorremmo, una società equa e accogliente che riconosca diritti anche alle famiglie omosessuali e ai loro figli.

Dopo alcune domande dei presenti, i relatori si sono detti interessati a fare un nuovo incontro sullo stesso tema, auspicabilmente dopo l'approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

In allegato alcune foto dell'evento.

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