lunedì 26 gennaio 2015

Giornata della memoria. Omosessuali e nazismo: tutti i perseguitati sono uguali, ma alcuni sono meno uguali degli altri.

Quando si elencano le categorie perseguitate dall'odio nazista spesso se ne dimentica una: quella degli omosessuali. È perciò importante, per il "giorno della memoria dell'olocausto" del 27 gennaio, ricordare con chiarezza i numeri e i presupposti che hanno colpito – tra persecuzione, castrazione, incarcerazione, internamento e sterminio – circa centomila omosessuali, contando solo quelli di sesso maschile sulla base del Paragrafo 175 abolito solo nel 1994.

Non è facile fare delle stime, perché allora come oggi l'omosessualità era una caratteristica del tutto trasversale a mestieri, ceti, religioni e convinzioni. Per questo motivo la difficoltosa stima del numero degli omosessuali nei lager oscilla tra 10mila e 600mila, a seconda del gruppo in cui li si considera e se si comprendono anche le lesbiche, spesso purtroppo ignorare in queste statistiche (si ricordi il campo di concentramento di Ravensbrück costruito appositamente per le donne "non conformi").

Umiliati ogni giorno e costretti, per 'guarire', a subire chirurgia sperimentale dai seguaci di Mengele o ad avere rapporti sessuali con prostitute o alla castrazione, emarginati anche dagli altri prigionieri, gli omosessuali nei lager (marchiati col triangolo rosa, oggi usato come simbolo di rivendicazione) avevano il tasso di mortalità più alto dopo gli internati ebrei. Gli omosessuali sono stato l'unico gruppo che, alla liberazione, è passato direttamente dall'internamento alla prigione, sia in Unione Sovietica che in Germania. Il governo tedesco ha riconosciuto, nel 2002, questo "olocausto dimenticato" ma non ha mai risarcito le vittime.

"Congiura omosessuale che mina la concezione normale di una nazione" sono le tipiche parole che si sentono oggi da parte di chi blatera su complotti "gender" per distruggere la gioventù, di chi manifesta per negare i nostri diritti di esseri umani, di chi nega l'esistenza dell'omofobia (ne abbiamo avuto prova a Rimini solo due settimane fa che l'omofobia esiste), di chi paventa in malafede che il riconoscimento legale delle famiglie omosessuali possa distruggere la società, di quelli che fanno le vittime – loro, fanno le vittime! – dicendo che vogliamo toglierli la libertà di espressione. Sono parole identiche a quelle che si sentono ancora oggi, e invece le pronunciò Adolf Hitler.

Per dirla con Primo Levi, "meditate che questo è stato". E facciamo di tutto, con l'aiuto della società civile, contro vecchi e nuovi fascismi, in Italia e nel mondo, perché ciò non sia mai più.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

Nella foto allegata: il monumento alle vittime omosessuali del nazismo, posto nei giardini di Villa Cassarini a Bologna.

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Arcigay "Alan Turing" Rimini



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Arcigay "Alan Turing" Rimini

giovedì 15 gennaio 2015

Manifestazione contro l'omofobia a Rimini: "Siamo tutti omosessuali"

Le notizie di cronaca di questi giorni hanno raccontato una storia grottesca e umiliante di omofobia. Un cuoco omosessuale è stato costretto dal suo datore di lavoro, sotto la minaccia del licenziamento, a trovare una prostituta e ad avere rapporti sessuali davanti a lui e ai colleghi per "dimostrare" di non essere gay.

L'uomo ha avuto in seguito il coraggio di denunciare l'accaduto e quindi la giustizia farà il suo corso, e naturalmente Arcigay "Alan Turing" e lo sportello Nuovi Diritti della CGIL di Rimini offrono il loro appoggio per contribuire alla risoluzione di questa triste vicenda.

Questo fatto di cronaca dimostra chiaramente ancora una volta che l'omofobia esiste, ed è una vera malattia sociale. Si presenta in tante sfumature, dalla semplice frecciata, alla barzelletta derisoria, fino alle umiliazioni e anche all'omicidio. In queste situazioni se il bersaglio dell'odio omofobico non fosse stato o percepito come
omosessuale o trans non ci sarebbero state aggressioni, minacce, violenze; è quindi chiaro che l'omofobia è il preciso movente dell'aggressione e non una sua semplice caratteristica.

Per queste ragioni il circolo Arcigay "Alan Turing" manifesterà la prossima domenica 18 gennaio in Piazza Cavour a Rimini (ore 15). La manifestazione è di sostegno alla persona vittima di omofobia e di condanna per questa vicenda, ma soprattutto per sostenere e mandare un messaggio a quelle persone che non hanno la forza di denunciare i soprusi, o che non se lo possono permettere perché temono di perdere il lavoro e il rispetto. Questa manifestazione pacifica è per dichiarare a quelli che ancora soffrono di discriminazione e a chi si
sente schiacciato dall'omofobia che esiste una società sana che li sostiene ed accoglie, che ci sono le istituzioni dalla loro parte, che esistono alternative al silenzio, che lo stigma sociale si può contrastare e vincere.

Per questo invitiamo cittadini e cittadine, associazioni e istituzioni, ad aderire e a mettersi dalla parte di chi ancora è costretto a subire ingiurie, umiliazioni e violenze nella sua vita quotidiana. Vogliamo che la posizione sia netta e inequivocabile, che chi partecipa sia disposto a mettersi nella posizione di chi subisce discriminazioni. Vorremmo che i cartelli dicessero soprattutto: "IO SONO LESBICA", "IO SONO GAY", "IO SONO OMOSESSUALE", "IO SONO TRANS" ecc, per sfidare l'odio e il disprezzo ancora così diffusi nella nostra società e nella nostra città.

Arcigay "Alan Turing" Rimini
Sportello Nuovi Diritti CGIL Rimini

Si accolgono adesioni da parte di associazioni e istituzioni

martedì 9 dicembre 2014

Percorso di consapevolezza in collaborazione con Arcigay Rimini e Centro Olismo


 
"LA RELAZIONE CHE AIUTA"
La relazione che aiuta va intesa in un progetto di intervento che riguarda la qualità della vita e la promozione del benessere e della salute, attraverso momenti di confronto e crescita personale di ognuno.

A CHI E' RIVOLTO
Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati e motivati a svolgere un percorso di conoscenza e di crescita personale, di presa di consapevolezza e di responsabilità riguardo alla propria esistenza e a tutti quelli che intendono migliorare la comunicazione e la relazione con l'altro.


Counselor:  Claudia  Bertozzini e Roberta Contadini


PROGRAMMA

1° incontro 19 Dicembre
2° incontro 16 Gennaio
3° incontro 6 Febbraio
4° incontro 27 Febbraio
5°incontro 20 Marzo

PER INFO 346 - 8844438
PER INFO 346 - 8844438

Cineforum con arcigay Rimini



Alan Turing Rimini è lieta di presentarvi il Cineforum: 6 serate in cui saranno proiettati 6 bellissimi film.

Si parte il 12 dicembre alle ore 21 con il film "Come non Detto" e si proseguirà tutto l'inverno.

Ecco le date in anteprima con i film:

-12 dicembre: Come non detto
- 9 gennaio: Lo sconosciuto del lago
- 30 gennaio: Amici complici amanti
- 20 febbraio: Maurice
-13 marzo: Boys don t cry
-10 aprile: Cuori nel deserto

Sara' un modo per stare in compagnia e discutere sulle varie tematiche dei film in programma.

In anteprima si avrà la possibilità di assaggiare la prima Birra LGBT prodotta in Italia Birra Idem.

Ingresso libero (non è necessario essere possessori della tessera Arcigay)

venerdì 5 dicembre 2014

Unioni civili: Le istituzion​i al fianco dei cittadini. Ottima notizia la schiaccian​te maggioranz​a, ma in Italia è anche maggiore


Ieri sera è stato approvato a Rimini, su richiesta dei consiglieri Galvani e Pazzaglia, un registro delle unioni civili. È un passo importantissimo perché ha costretto il Consiglio comunale a prendere posizione, e naturalmente ora ci attendiamo le grida scomposte di chi nella vita si è dato come missione quello di limitare i diritti agli altri, di quelli che pretendono il diritto di essere contro la libertà e la felicità del prossimo. Ma le istituzioni cittadine, con una maggioranza di due terzi (ma i favorevoli in Italia, stando agli ultimi sondaggi, sono quasi l'80%), ha detto chiaramente che il benessere e la felicità delle persone devono essere tutelare e sono, di per se stesse, un valore che arricchisce tutta la popolazione.

I registri sono cosa diversa dalle trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero tra coppie omosessuali, e anche su quello c'è dell'altra strada che si può fare insieme alle istituzioni cittadine, e su questo invitiamo Gnassi a non abbassare la guardia perché forze conservatrici faranno di tutto per tornare indietro, molto indietro, fino al medioevo. Le trascrizioni, contrariamente alla vulgata che le vorrebbe "simboliche", hanno degli effetti concreti per le persone, un esempio tra tanti il permesso di soggiorno al marito o alla moglie stranieri sposati in Europa (circolare Cancellieri del 2012). Sono non solo legittime, ma un dovere dei sindaci perché certificano che un certo fatto è avvenuto.
È ovvio che c'è ancora molta strada da fare per la completa dignità delle persone e dei sentimenti (dignità che discende esclusivamente dalla parità e dal riconoscimento), e che i passi fondamentali si potranno fare solo a livello parlamentare, estendendo il matrimonio civile ache alle coppie omosessuali, basterebbero pochi giorni e la Corte Costituzionale e la Cassazione hanno già stabilito che sarebbe perfettamente costituzionale e legittimo farlo. Con questi atti concreti e partecipati i comuni, che sono le istituzioni più vicine alle persone, a gran voce dimostrano che di diritti c'è una necessità ineludibile che deve essere presa in carico dallo Stato, e si fanno vicini a tutti i cittadini e alle loro famiglie senza distinzioni.

Marco Tonti
Vicepresidente Arcigay "Alan Turing" Rimini