martedì 26 gennaio 2016

Giorno della Memoria, sia anche a futura memoria. Commemoriamo tutte le vittime innocenti del razzismo nazifascista.

Il Giorno della Memoria commemora le vittime dell'olocausto. Oggi si ricordano soprattutto le vittime innocenti dell'odio razziale, come ebrei e zingari, che sono stati deportati a milioni dal delirio nazista con la volenterosa complicità del fascismo. Su questi eventi ricade la condanna eterna di tutta l'umanità.

Non bisogna però dimenticare che tra questi deportati ci sono stati anche decine di migliaia di omosessuali: dei 50mila imprigionati nei lager almeno diecimila vi hanno trovato la morte, diretta o come "cavie" da esperimenti. Altrettanti sono stati perseguitati dal nazismo e dal fascismo attraverso la "giustizia" ordinaria. E parliamo solo di omosessuali maschi, che si erano meritati un marchio specifico, il tristemente noto "triangolo rosa". Non si hanno cifre sulle donne lesbiche perché, pur venendo anche loro perseguitate e incarcerate, venivano archiviate nella più generica categoria delle "antisociali" col triangolo nero.

Una "strage dimenticata", così definita dal governo tedesco anni fa, che dovrebbe invece insegnarci qualcosa anche sull'oggi. Fortunatamente non ci sono più i forni ad attendere gay e lesbiche, ma l'idea che "i gay" siano una categoria di persone a parte con caratteristiche diverse da quelle della popolazione generale ancora inquina l'opinione pubblica di questo Paese. Alcuni rumorosi razzisti fieramente propagano l'idea che i nostri diritti di gay e lesbiche dovrebbero essere diversi, le nostre famiglie emarginate, i nostri giovani umiliati, i nostri figli privati di diritti e di tutele. Questo avviene proprio in questi giorni, durante l'attuale e osceno dibattito legato alla legge sule unioni civili.

Chi non si rende conto che queste idee sono le stesse usate per giustificare deportazioni e stermini, un domani se ne dovrà vergognare e se sarà una persona onesta dovrà chiedere scusa. Sperando che questo domani sarà sempre di più un "oggi", che la memoria del passato sarà la memoria del futuro, ricordiamo commossi tutte le persone che, innocenti, hanno sofferto per colpe e peccati non loro buttatigli addosso come fardelli. Speriamo inoltre che il futuro ci riservi, con la consapevolezza degli orrori del passato, una società più equa e giusta, dove ognuno possa essere libero e tutelato nella sua espressione personale, sociale e famigliare.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini e Forlì-Cesena

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Arcigay "Alan Turing" Comitato provinciale di Rimini
Associazione di Promozione Sociale
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giovedì 21 gennaio 2016

Rimini partecipa alla manifestazione romagnola a difesa delle unioni civili. #SvegliatiItalia perché il sonno della ragione genera mostri

Il prossimo 23 gennaio oltre 80 piazze in tutta Italia manifesteranno le loro richieste di diritti e di uguaglianza. Le unioni civili che cominceranno presto la loro discussione al senato sono un primo e parziale passo verso quell'uguaglianza e dignità che le persone lesbiche, gay bisessuali e transessuali (LGBT) chiedono da anni. 

Malgrado l'estrema moderazione di questa legge, essa è sotto il fuoco incrociato di forze retrograde che mirano a smontarla nella forma e nella sostanza, lasciando privi di tutele persone, famiglie e bambini. Ogni giorno assistiamo a manipolazioni calunniose e umilianti, indegne di un Paese come il nostro che ama rappresentarsi come un punto di riferimento culturale mondiale.

Leggi molto simili, e anche più avanzate, sono in vigore in Europa e nelle americhe anche da decenni. L'esperienza reale di oltre un miliardo di persone nel mondo è che nessuno di quei pericoli che oggi calunniosamente si sbandierano non hanno fondamento. La mancanza dei diritti è al contrario una fonte di impoverimento per l'Italia, un danno per tutti che si può misurare in miliardi di euro.

Per queste ragioni a Cesena ci sarà una manifestazione delle associazioni LGBT (e no solo) romagnole per difendere questa legge da ulteriori avvilimenti, una delle oltre 80 piazze italiane. A partire dalle 15.30 nel piazzale antistante il teatro Bonci partirà un corteo che farà tappa nella piazza del duomo per far suonare "la sveglia" per l'Italia con un flash-mob con delle sveglie, perché il sonno della ragione genera mostri. Chiude l'iniziativa alle 17.30 al Palazzo del Ridotto un convegno intitolato "Unioni civili bene comune", con protagonista il prof. Tommaso Giupponi, costituzionalista dell'università di Bologna.


Adesioni:
Emma Petitti, Assessore alle pari opportunità regione Emilia-Romagna
Carlo Flamigni, genetista
Lorenza Ghinelli, scrittrice
Ivano Marescotti, attore

Irina Imola, Assessore alle politiche comunitarie del Comune di Rimini
Mattia Morolli, Capogruppo PD Consiglio comunale Rimini
Carlo Mazzocchi, Consigliere comunale Rimini
Sara Visintin, Consigliera comunale Rimini e vicesegretaria regionale PRC
Fabio Pazzaglia, Consigliere comunale Rimini
William Casadei, Consigliere comunale Riccione

ARCI provinciale – Rimini
ANPI sezioni di Rimini, Santarcangelo e Verucchio
CGIL provinciale – Rimini
Sportello Nuovi diritti CGIL – Rimini
CSA Grottarossa – Rimini
Forza di Pronto Intervento di Protezione Civile – Rimini
Giovani Democratici – Rimini
Istituto di Scienze dell'Uomo – Rimini
UAAR provinciale – Rimini
UISP – Rimini


Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Rimini

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sabato 16 gennaio 2016

Diritti LGBT e unioni civili #SvegliatiItalia a Cesena: Manifestazione romagnola insieme alle altre 60 piazze nazionali

L'Italia è ancora un paese privo di diritti per le coppie e le famiglie omosessuali, ultimo ormai tra i Paesi occidentali. Una situazione di disparità insopportabile da parte dei milioni di italiane e italiani che, pur pagando le stesse tasse, non godono degli stessi diritti. Sono i vostri figli, le amiche dei vostri figli, i vostri colleghi di lavoro, le vostre insegnanti. Sono milioni di cittadine e cittadini che vengono apertamente discriminati tutti i giorni nell'indifferenza generale. Migliaia di giovani lasciano l'Italia in cerca di Paesi più accoglienti, son quelli che spesso vengono chiamati "cervelli in fuga", in fuga da un Paese vissuto come ostile e inospitale.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. La legge Cirinnà introduce anche riconoscimento e tutele per le famiglie di fatto eterosessuali, una lacuna decennale che darebbe finalmente diritti a oltre un milione di famiglie eterosessuali non sposate.

Per cercare di arginare questo insopportabile deficit di diritti è in discussione al Parlamento una legge che istituisce le unioni civili, una legge ormai collaudata anche da decenni nel resto d'Europa. Si tratta di una legge minimale e frutto di molte mediazioni, ma certamente un primo passo per dare cittadinanza a quelle famiglie omosessuali esposte, come tutte le altre, alle già difficili intemperie della vita e della crisi economica. Famiglie prive della possibilità legale di tutelarsi a vicenda e di dotare i loro figli di diritti completi, la cosiddetta step-child adoption, che per le famiglie eterosessuali esiste già dall'83. Come dice il presidente del Senato Grasso, "significa prendersi cura del figlio del partner, ad esempio in caso di morte del genitore naturale. Più che un diritto, a me sembra un dovere". Chi combatte contro le step-child adoption perciò vuole ridurre le tutele degli esseri più fragili, i bambini, e li strumentalizza per colpire noi con il solo risultato di distruggere la loro serenità e i loro diritti.

Per sostenere il già travagliato percorso della legge sulle unioni civili e salvaguardarla da ulteriori svuotamenti le associazioni Arcigay, Agedo, Arcilesbica, Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno e MIT hanno indetto una mobilitazione nazionale per il 23 gennaio, in vista della discussione in senato della legge. 

Le associazioni LGBT romagnole partecipano alla mobilitazione nazionale #SvegliatiItalia aggiungendosi alle altre 60 piazze con una serie di iniziative proprio nel cuore della Romagna, a Cesena. 

Gruppi oscurantisti che si ispirano a figure militaresche manifestano (anche in Romagna) contro la legge sulle unioni civili promossa dal PD e sostenuta da Matteo Renzi e da varie altre forze politiche come Sel e i 5 Stelle. Questi oscurantisti sostengono che non è l'amore a fare una famiglia ma la biologia in termini riproduttivi. Noi riteniamo invece che l'amore è il contesto necessario perché i figli crescano nel modo giusto, sani e pieni di dignità in un Paese che li riconosca. Un piccolo ma enorme tassello di bene comune che col quale anche noi, come ogni altra famiglia italiana, contribuiamo al benessere collettivo.

E questo è proprio il tema del convegno "Unioni civili bene comune" organizzato con la collaborazione dei Giovani Democratici di Cesena presso la Sala del ridotto alle 17.30. Le iniziative partono però alle 15.30 dal piazzale antistante il Teatro Bonci, da dove un festoso corteo si sposterà verso piazza Giovanni Paolo II dove ci sarà un flash mob in cui faremo suonare centinaia di sveglie per "svegliare l'Italia" perché è ora dei diritti. 

Chiediamo l'adesione da parte di associazioni di tutta la Romagna, organizzazioni, ma anche da parte della politica che vuole cambiare davvero questo Paese, di personaggi pubblici e della società civile che non vuole più essere complice delle discriminazioni... È dovere del tessuto migliore della società e della cultura spingere questo Paese in avanti e insistere perché l'uguaglianza e la dignità siano patrimonio di tutti. Seguite gli aggiornamenti e mandate le adesioni su fb.com/SvegliatiRomagna

Per il comitato promotore
Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" Provincie di Rimini e Forlì-Cesena
tel. 329 4199450


Promotori:
Arcigay "Alan Turing" – Rimini
Arcigay "Frida Byron" – Ravenna
Coming Out – Rimini
Over the Rainbow – Lugo
Rimbaud – Cesena
Un Secco No – Forlì

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martedì 5 gennaio 2016

Riccione: Prete contro Renzi "Finto cattolico perché sostiene le unioni civili". Faccia come Celestino V e per coerente protesta rinunci alla sua parte dei 10 miliardi di euro che lo Stato dà alla Chiesa ogni anno e si affidi alla carità dei "veri cattolici".

Ancora una volta la Chiesa, che ai tempi di Berlusconi perdonava e giustificava tutto, entra pesantemente nel discorso politico. Don Giorgio Dell'Ospedale, a Riccione, ha giudicato Matteo Renzi un "cattolico a parole" per il suo impegno per le Unioni civili. Se il capo del Governo è un "finto cattolico" perché non comincia Don Giorgio per primo, per protesta e disubbidienza civile, a rinunciare alla sua parte di quei dieci miliardi di euro l'anno che la CEI riceve dallo Stato? Faccia come Celestino V che rinunciò ai soldi immorali, dia un concreto buon esempio e non sia anche lui stesso un "cattolico a parole" ma applichi per primo la virtù che decanta.

Si dimentica che non pochi di quei 3-4 milioni di omosessuali dichiarati e non (dati ISTAT) che popolano il nostro paese sono cattolici, ovviamente tutti finti. Certamente tra i suoi parrocchiani molti sono favorevoli alle unioni civili, anche loro finti cattolici? È questa la religione dell'amore che dovrebbe essere dalla parte degli ultimi? E finti cattolici sono quei capi di stato che fortemente hanno voluto leggi analoghe? Provi a leggersi la sentenza della Corte suprema americana a favore dei matrimoni omosessuali scritta dal "finto cattolico" e conservatore giudice Kennedy. Sono poi tutti finti cattolici quelli che hanno votato a favore, nella cattolicissima Irlanda, al matrimonio egualitario?

Finto cattolico anche Don Carron, presidente di CL, che ha riconosciuto che: "La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. C'è bisogno di uno spazio di libertà a livello culturale e politico". Forse però Don Carron sostiene l'ala progressista e maggioritaria di CL in cui Don Giorgio non si riconosce.

Il 26 gennaio si discuterà in Senato la legge sulle unioni civili, che avverrà secondo la religione laica delle democrazie con il rito del confronto parlamentare. Cercare di influire in questo processo dando pagelle morali è meschino e ricattatorio ed è un vero sgarbo alle istituzioni civili italiane che fortunatamente sono composte soprattutto da laici veri, come la senatrice Rosanna Filippin, cattolica osservante e praticante, che sulle famiglie omogenitoriali ha dichiarato: "I bambini nascono anche con genitore omosessuale. Mi preoccupa molto di più della tutela di quei bambini, che ci sono e ci saranno anche in futuro, prima di altri ragionamenti. Per me Famiglia è il luogo dove ci si ama e si ha cura l'uno dell'altro."

Insomma milioni di persone, tutti "finti cattolici" tranne ovviamente Don Giorgio con pochi altri sparuti estremisti, il quale cita di Papa Francesco solo quello che gli è utile dimenticando il resto, e soprattutto dimenticando di guardare prima al trave nel suo occhio che alla pagliuzza in quello altrui.

Marco Tonti
Presidente Arcigay "Alan Turing" comitato provinciale di Rimini

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giovedì 10 dicembre 2015

Cineforum Arcigay Rimini. Venerdì primo appuntamento con C.R.A.Z.Y.

Anche per quest'anno Arcigay "Alan Turing" ha organizzato una serie di visioni di film a tematica LGBT (lesbica, Gay, Bisessuale e Transessuale).

La proiezione sarà al centro RM25 Venerdì 11 dicembre alle ore 21. Ingresso libero.

Il primo film sarà C.R.A.Z.Y., un film di Jean-Marc Vallée. Con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Émile Vallée, Pierre-Luc Brillant. Durata 125 min. - Canada 2006. Musiche di David Bowie.

Il titolo del film fa riferimento alle iniziali dei nomi dei cinque fratelli protagonisti della pellicola: Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan. Un altro riferimento è alla canzone "Crazy" di Patsy Cline, della quale il padre è follemente innamorato.

Zachary Beaulieu cresce nella turbolenta Québec degli anni sessanta e settanta. Quarto di cinque fratelli, compirà un viaggio che lo porterà alla ricerca della propria sessualità e a farsi accettare dal suo omofobo padre.

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